Fuga da New York, Zack Snyder svela il suo remake: «Sarà ambientato nel 1997, visto dal 1981»
17/09/2026 news di Stella Delmattino
Il regista spiega come intende recuperare il futuro immaginato da John Carpenter e anticipa un nuovo evento all'origine della distopia. Ma sbaglia di un giorno la data d'uscita del cult

Come si rifà un film di fantascienza ambientato in un futuro che, nel frattempo, è diventato passato? Zack Snyder ha trovato la propria risposta per il remake di 1997: Fuga da New York: non aggiornare la distopia di John Carpenter ai giorni nostri, ma tornare idealmente al 1981 e immaginare di nuovo il 1997 da quella prospettiva.
Il regista, incaricato di scrivere e dirigere una nuova versione del cult con Kurt Russell, ha illustrato la sua idea durante una conversazione con Josh Horowitz per il podcast Happy Sad Confused. Le dichiarazioni chiariscono uno degli aspetti più interessanti del progetto: Snyder non vuole rinunciare all’ambientazione temporale che dà il titolo italiano al film originale.
Il remake di Fuga da New York resterà ambientato nel 1997
«Il mio approccio è questo: il film sarà ambientato nel 1997, ma dalla prospettiva del 1981», ha spiegato Snyder, precisando poi come intende modificare le premesse della storia:
«Ho collocato la guerra tra le forze di polizia degli Stati Uniti e gli elementi criminali al 9 luglio 1981, che è la data d’uscita del film originale. Per il resto, è praticamente Fuga da New York».
Il riferimento alla data contiene una piccola inesattezza: Snyder indica il 9 luglio, mentre Escape from New York uscì nelle sale statunitensi il 10 luglio 1981. L’idea narrativa, comunque, è chiara. Il regista intende collocare all’inizio degli anni Ottanta il conflitto che conduce alla trasformazione di Manhattan in un’enorme prigione, mantenendo il 1997 come anno in cui si svolge la missione del protagonista.
È una scelta diversa da quella di molti remake contemporanei, che trasferiscono automaticamente nel presente le vicende dei film originali. Nel caso di Fuga da New York, del resto, il futuro immaginato da Carpenter è parte integrante della sua identità: cancellarlo significherebbe rinunciare a una componente fondamentale dell’opera.
Che cosa resterà del film di John Carpenter?
Nel classico del 1981, Manhattan è stata trasformata in un carcere di massima sicurezza, isolato dal resto degli Stati Uniti. Quando l’aereo del presidente precipita sull’isola e il capo di Stato viene preso in ostaggio, le autorità affidano il recupero a Jena Plissken, ex militare diventato criminale, interpretato da Kurt Russell. Per costringerlo a portare a termine l’incarico entro il tempo stabilito, gli vengono impiantati esplosivi nel corpo.
Snyder sembra intenzionato a conservare questa struttura, intervenendo soprattutto sulla storia che ha condotto alla nascita della distopia. Nella conversazione ha inoltre richiamato la particolare miscela di kitsch e camp del film di Carpenter, nel quale l’azione convive con la satira e con una rappresentazione fortemente critica del potere.
Resta da capire come questi elementi si tradurranno nello stile del regista di 300 e Watchmen. Il progetto è stato annunciato nel giugno 2026 come una nuova interpretazione del film per Studiocanal e The Picture Company. Non sono stati ancora annunciati ufficialmente l’attore che interpreterà Jena Plissken né una data d’uscita.
La decisione di mantenere il 1997, intanto, definisce un principio preciso: Snyder non vuole mostrare come sarebbe oggi la New York-prigione di Carpenter. Vuole ricostruire il futuro che il cinema del 1981 pensava di avere davanti.
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