Una missione disperata e un sottomarino in pericolo: Gerard Butler nel film da vedere su Prime Video
17/09/2026 news di Andrea Palazzolo
Il film con Gerard Butler da vedere. Un thriller sottomarino del 2018 che, nonostante effetti CGI scadenti e una trama confusa, è da recuperare.

Quando Gerard Butler appare sullo schermo con arco e frecce, intento a cacciare alci in un’introduzione che urla virilità da quattro chilometri di distanza, ti aspetti il solito spettacolo. L’attore scozzese che urla, spacca cose, magari si toglie la maglietta mentre salva l’America da qualche minaccia sovradimensionata. Invece no. Hunter Killer, il thriller sottomarino diretto da Donovan Marsh e uscito nel 2018, prende una direzione inaspettata: un Butler più posato e intimo.
Joe Glass, questo il nome del protagonista, è un comandante di sottomarino fuori dagli schemi. “Non è mai stato ad Annapolis”, sussurrano scandalizzati i funzionari del Pentagono. “Ho sentito che una volta ha preso a pugni il suo superiore”, aggiunge un marinaio. Ci si aspetta il solito ribelle che infrange le regole a colpi di testosterone, ma Glass si rivela sorprendentemente riflessivo. Un pensatore, un amante delle imbarcazioni, due parti Jacques Cousteau e una parte Hercule Poirot, come nota sarcasticamente il Guardian nella sua recensione originale.
La trama lo vede alle prese con un doppio siluro: un sottomarino americano e uno russo vengono attaccati simultaneamente nelle gelide acque dell’Artico. È colpa dei russi, rappresentati dal nobile capitano Andropov interpretato dal compianto Michael Nyqvist? Oppure c’entra qualcosa Gary Oldman, che nei panni di un capo di stato maggiore consuma Berocca come se fossero caramelle, urla qualcosa di confuso sugli scacchi alla sua presidente donna, e poi sparisce letteralmente dalla narrazione per un’ora intera.
Da una parte abbiamo Butler che frena i suoi istinti più chiassosi, cercando di dare spessore drammatico a un personaggio scritto con lo stampino. Dall’altra, una sceneggiatura convulsa che introduce sottotrame, come quella di uno squadrone di marine impegnati in operazioni terrestri che sembrano rubate da un film di Michael Bay di serie B. Dove Butler di solito fa il gradasso picchiatore, qui ci pensano loro, rendendo la sua presenza quasi ridondante.
Due ore di durata sono un fardello eccessivo per una storia che poteva essere raccontata in novanta minuti scarsi. Hunter Killer si trascina tra dialoghi militareschi generici, tensioni diplomatiche poco credibili e un finale che promette fuochi d’artificio ma consegna un compromesso tiepido. Tutto quell’hardware militare, tutti quei siluri e sonar, per una partita a Battaglia Navale che si conclude con un pareggio imbarazzante.
Il risultato è un prodotto ibrido che soddisfa, ma non troppo anche se tutto sommato si merita di essere visto. Un film che affonda lentamente, proprio come i sottomarini che dovrebbe celebrare, appesantito da zavorra narrativa e scelte registiche discutibili. L’interesse, per citare ancora la recensione originale del Guardian, filtra via fotogramma dopo fotogramma, lasciando lo spettatore a fissare lo schermo con la stessa espressione confusa di chi ha appena perso a Battaglia Navale senza capire bene come.
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