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Voto: 6/10 Titolo originale: Normal , uscita: 16-04-2026. Budget: $10,000,000. Regista: Ben Wheatley.

Normal, recensione: Bob Odenkirk salva il caos di Ben Wheatley dalla routine

16/09/2026 recensione film di William Maga

Ben Wheatley ritrova il gusto anarchico di Free Fire e consegna a Bob Odenkirk un altro antieroe action: sangue, humor nero e idee riuscite, ma l'eccesso finisce per anestetizzare

Bob Odenkirk in Normal (2025)

Bob Odenkirk ormai non deve più convincere nessuno di poter essere un eroe action. Dopo Io sono nessuno e il suo seguito, la sorpresa non è più vedere Saul Goodman impugnare una pistola e abbattere avversari, ma capire quante variazioni sia ancora possibile costruire attorno a quel contrasto. Normal prova a trovarne una trasformando Odenkirk in uno sceriffo provvisorio precipitato dentro una cittadina del Minnesota dove praticamente tutti possiedono un’arma e nessuno sembra intenzionato a usarla con moderazione.

Dietro la macchina da presa c’è Ben Wheatley, mentre Derek Kolstad, creatore di John Wick e sceneggiatore dei due Io sono nessuno, firma il copione partendo da una storia concepita insieme allo stesso Odenkirk. Il risultato dura appena 90 minuti e possiede una struttura quasi matematica: prima costruisce lentamente la stranezza, poi fa esplodere tutto.

Ulysses arriva a Normal per sostituire temporaneamente lo sceriffo morto da poco. È un uomo stanco, con un matrimonio in pezzi e un passato professionale che continua a tormentarlo. Il suo programma è semplice: non creare problemi, firmare qualche documento e andarsene lasciando il paese esattamente come l’ha trovato.

Naturalmente è impossibile.

Ci sono troppe armi appese alle pareti, un sindaco interpretato da Henry Winkler fin troppo cordiale, una barista dal volto di Lena Headey che sembra sapere più di quanto dica e soprattutto la sensazione che l’intera comunità stia proteggendo qualcosa. Quando due maldestri rapinatori entrano nella banca locale, la facciata crolla e praticamente tutta Normal decide che Ulysses deve morire.

È qui che Wheatley cambia film. La provincia innevata e assurda della prima parte lascia spazio a una specie di western da assedio nel quale ogni negozio può diventare un’armeria e qualsiasi oggetto uno strumento per uccidere qualcuno.

normal film 2026 odenkirkOdenkirk rimane perfetto per questo tipo di protagonista perché non interpreta mai Ulysses come una macchina da guerra. Anche quando dimostra di saper maneggiare molto bene una pistola, conserva quell’aria leggermente esasperata di un uomo che avrebbe preferito trovarsi ovunque tranne che lì.

È la differenza fondamentale rispetto a tanti epigoni di John Wick. L’umorismo non nasce soltanto dalle battute, ma dallo scarto tra ciò che sta accadendo e il modo quasi rassegnato con cui Ulysses lo affronta. Odenkirk riesce a essere credibile mentre spara e contemporaneamente divertente perché sembra consapevole dell’assurdità dell’intera situazione.

Wheatley, da parte sua, ritrova qualcosa della cattiveria giocosa di Free Fire. I corpi volano, le teste subiscono trattamenti poco raccomandabili e il sangue sulla neve diventa praticamente un elemento scenografico. Alcune morti funzionano come piccole gag meccaniche: non importa soltanto chi viene colpito, ma la maniera sempre più improbabile in cui succede.

Il problema è che Normal trova presto il proprio massimo volume e poi continua a suonare allo stesso livello.

La seconda metà è praticamente una sparatoria lunga 45 minuti. All’inizio è liberatoria: cambiano le alleanze, viene finalmente spiegato perché una cittadina economicamente moribonda sembri invece prosperare e persino l’arrivo della Yakuza riesce ad alzare ulteriormente la posta.

Ma quando ogni sequenza deve superare la precedente in quantità di proiettili, esplosioni e mutilazioni, l’escalation si trasforma progressivamente in rumore. Il climax non sembra molto più grande di ciò che lo precede semplicemente perché il film ha già consumato quasi tutte le proprie cartucce.

Anche la satira è più interessante di quanto venga realmente sviluppata. Dietro la follia emergono l’impoverimento della provincia americana, la dipendenza dalle armi e una comunità disposta ad accettare qualsiasi compromesso pur di sopravvivere economicamente. Sono idee sufficientemente riconoscibili da dare al massacro qualcosa in più, ma Normal preferisce quasi sempre sparare piuttosto che approfondirle.

Rimane un action compatto, cattivo e spesso molto divertente, nel quale Wheatley dimostra di trovarsi decisamente più a suo agio con il caos controllato che con certe recenti commissioni hollywoodiane. Henry Winkler e Lena Headey sfruttano bene lo spazio a disposizione, ma è Odenkirk a impedire che il film diventi una semplice esercitazione balistica.

Il paradosso è tutto nel titolo. Normal vuole essere talmente anormale, rumoroso e sanguinoso che dopo un po’ la sua follia diventa la nuova normalità. Si ride, si sobbalza e alcune idee restano impresse; altre vengono sommerse dai bossoli prima di poter diventare davvero interessanti.

Nei cinema italiani dal 17 settembre.

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