Disclosure Day non ti ha soddisfatto? In questo film di fantascienza su Netflix gli alieni sono un mistero da risolvere
17/06/2026 news di Andrea Palazzolo
Disclosure Day ha entusiasmato tanti spettatori, ma ne ha delusi altrettanti. Su Netflix si trova il film perfetto per entrambe le categorie.

Negli ultimi giorni si fa un gran parlare dell’ultimo film di Steven Spielberg. Il regista attira automaticamente gli appassionati, ma Disclosure Day è anche un ritorno a quella fantascienza che lo ha reso famoso nel mondo. E per questo motivo, forse per le aspettative troppo alte, in tanti si sono ritrovati scottati all’uscita dalla sala. Film apprezzato da tanti, ma altrettanti non l’hanno amato. Che ci si trovi in una o nell’altra categoria, è possibile trovare su Netflix un film di fantascienza che è riconosciuto tra i migliori del genere. Un’opera che mostra alieni in una forma meno pulita e tipica. Un film che sta per essere tolto dalla piattaforma, quindi si deve fare in fretta per poterlo vedere.
Stiamo parlando di Arrival, di Denis Villeneuve, presentato alla 73esima Mostra del Cinema di Venezia nel 2016. Iil film ha conquistato critica e pubblico con un approccio inusuale al genere. Otto candidature agli Oscar, tra cui miglior film e miglior regia, con la vittoria per il miglior montaggio sonoro. Un incasso globale di 203 milioni di dollari a fronte di un budget di 47 milioni. Ma soprattutto, una riflessione profonda che ha lasciato milioni di spettatori a riflettere sulla poltrona del cinema, incapaci di scrollarsi di dosso quelle immagini circolari e quel finale devastante.
La storia parte da Louise Banks, linguista di fama internazionale interpretata da Amy Adams in una delle sue performance più intense e contenute. Quando il colonnello Weber, con il volto esperto di Forest Whitaker, bussa alla porta della sua aula universitaria, la vita accademica di Louise subisce una svolta irreversibile. Il governo americano ha bisogno del suo talento per decifrare l’impossibile: comunicare con entità aliene che sono atterrate in Montana e in altri undici luoghi del mondo. Ad affiancarla c’è Ian Donnelly, fisico teorico interpretato da Jeremy Renner, che porta nel team un approccio più pragmatico e scientifico.

Gli eptapodi, come vengono chiamati dagli scienziati, sono creature che sembrano uscite da un sogno febbrile. Villeneuve ha dichiarato di essersi ispirato a balene, polpi, ragni ed elefanti per creare esseri che fossero al tempo stesso alieni e stranamente familiari, surrealisti ma credibili. Tom e Jerry, i soprannomi affettuosi che Louise e Ian danno ai due alieni con cui stabiliscono un contatto diretto, comunicano attraverso un sistema linguistico che ha richiesto mesi di lavoro da parte del team creativo. La scenografa Patrice Vermette, insieme allo sceneggiatore Eric Heisserer, ha sviluppato centinaia di logogrammi circolari, segni palindromi che possono essere letti in qualsiasi direzione e che rappresentano concetti complessi in un’unica immagine.
Per realizzare questa complessità narrativa, Villeneuve si è affidato a consulenti scientifici d’eccezione. Stephen Wolfram e suo figlio Christopher hanno supervisionato la terminologia, la grafica e le rappresentazioni scientifiche per garantire che, pur nel contesto fantascientifico, il film mantenesse una coerenza interna e un rigore che lo rendessero credibile. Ogni equazione sulla lavagna, ogni riferimento linguistico, ogni dettaglio visivo è stato curato per creare un mondo che sembri reale quanto straordinario.
Il film si basa sul racconto breve Storia della tua vita di Ted Chiang, pubblicato nel 1998 e considerato uno dei capolavori della fantascienza letteraria contemporanea. Lo sceneggiatore Eric Heisserer ha compiuto un lavoro magistrale di adattamento, espandendo la struttura del racconto senza tradirne lo spirito filosofico. Chiang stesso ha elogiato il film per aver catturato l’essenza emotiva della sua opera pur prendendo le libertà narrative necessarie al mezzo cinematografico.
Oggi Arrival è disponibile su Netflix, ma come detto ancora per poco tempo. È anche noleggiabile su tutti i principali servizi on demand. Per chi non lo avesse ancora visto, è un’esperienza che richiede attenzione, silenzio e disponibilità emotiva. Non è un film da guardare con il telefono in mano o come sottofondo. È cinema che chiede di essere vissuto, non solo visto.
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