Disney minimizza i flop di The Mandalorian & Grogu e Oceania, parola di CEO
05/08/2026 news di Stella Delmattino
Le dichiarazioni del nuovo numero uno della compagnia offrono una chiave di lettura inaspettata sui recenti risultati dei due blockbuster

Nonostante i risultati deludenti al botteghino di The Mandalorian & Grogu e del remake live action di Oceania (in Italia il 19 agosto) Disney non considera i due film un fallimento totale. A sostenerlo è il nuovo CEO della compagnia, Josh D’Amaro, che durante l’ultima trimestrale finanziaria ha spiegato come il valore di questi franchise vada ben oltre gli incassi cinematografici.
Secondo il dirigente, film di questo tipo continuano infatti a generare ricavi attraverso merchandising, parchi a tema, videogiochi e piattaforme streaming, contribuendo all’intero ecosistema Disney anche quando le sale non premiano le uscite come previsto.
Disney ammette che il botteghino non ha soddisfatto le aspettative
Per la prima volta Disney ha riconosciuto apertamente che entrambi i film hanno ottenuto risultati inferiori alle attese.
Nel corso della conference call con gli investitori, Josh D’Amaro ha dichiarato:
«Anche quando i nostri film basati sui franchise non raggiungono le aspettative al botteghino, come nel caso di The Mandalorian & Grogu e del live action di Oceania, i nostri investimenti in queste proprietà continuano ad alimentare altre aree della nostra azienda.»
Il CEO ha poi spiegato che The Mandalorian & Grogu ha favorito la crescita delle vendite legate al merchandising di Star Wars, ha incrementato l’affluenza alla rinnovata attrazione del Millennium Falcon nei parchi Disney e ha generato un forte coinvolgimento anche nel settore videoludico.
Per quanto riguarda Oceania, D’Amaro si aspetta invece una lunga vita sulla piattaforma Disney+, ricordando che il film animato originale continua ancora oggi a essere uno dei titoli più visti in streaming dell’intero catalogo.
Due risultati molto al di sotto delle aspettative
Le dichiarazioni arrivano dopo una stagione cinematografica decisamente complicata per due dei marchi più importanti della compagnia.
The Mandalorian & Grogu, diretto da Jon Favreau, ha concluso la propria corsa con circa 345 milioni di dollari al botteghino mondiale, diventando il film live action di Star Wars con il minor incasso nella storia della saga.
Il remake live action di Oceania, invece, ha incassato finora circa 263 milioni di dollari a fronte di un budget produttivo di circa 250 milioni, un risultato molto lontano dalle aspettative e soprattutto dal miliardo di dollari raggiunto da Oceania 2 nel 2024.
Entrambi i film hanno quindi mancato gli obiettivi commerciali che Disney si era prefissata per due dei suoi franchise più importanti.
Per Disney il cinema è solo una parte del business
La stessa filosofia è stata ribadita anche dal direttore finanziario della compagnia, Hugh Johnston, che ha invitato a guardare oltre il semplice risultato al botteghino.
«La performance nelle sale è importante per noi, ma rappresenta solo uno dei dati da considerare. Il vero valore di una proprietà intellettuale deriva dai benefici accumulati attraverso decenni di storytelling e dalla capacità di integrarla nell’intero ecosistema Disney.»
Una visione che riflette sempre più il modello di business della società, dove cinema, streaming, merchandising, videogiochi, licensing e parchi a tema vengono considerati elementi di un’unica strategia commerciale.
Il merchandising può davvero compensare un flop?
Resta però una domanda difficile da ignorare.
Nel caso di The Mandalorian & Grogu, è plausibile che personaggi come Grogu continuino a generare ricavi molto consistenti attraverso giocattoli, abbigliamento, collezionabili e attrazioni nei parchi Disney. Si tratta infatti di uno dei personaggi più redditizi introdotti da Lucasfilm negli ultimi anni.
Più complesso appare invece il caso di Oceania. Pur potendo contare su ottimi risultati futuri su Disney+, il remake dovrà recuperare un divario economico molto più ampio, reso ancora più evidente dal confronto con lo straordinario successo commerciale del secondo film animato.
Per produzioni da centinaia di milioni di dollari, infatti, il peso del box office continua a rimanere determinante, anche all’interno di un ecosistema diversificato come quello costruito da Disney.
Una nuova strategia per valutare il successo dei franchise
Le parole di Josh D’Amaro mostrano come Disney stia progressivamente modificando il modo in cui valuta il rendimento delle proprie produzioni.
Il successo di un blockbuster non viene più misurato esclusivamente dagli incassi nelle sale, ma dalla capacità di rafforzare un marchio destinato a vivere attraverso molteplici piattaforme e attività commerciali.
Resta però da capire se questo approccio sarà sufficiente anche quando film dal budget enorme non riescono a convincere il pubblico al cinema. È una domanda che potrebbe influenzare profondamente il futuro delle grandi proprietà intellettuali Disney, da Star Wars ai remake live action, nei prossimi anni.
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