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Perché non vedremo presto un film su Hulk: il vero problema non è chi possiede il personaggio

05/08/2026 news di Stella Delmattino

Marvel può usare Bruce Banner, ma un vecchio accordo con Universal rende molto più complicato produrre e distribuire un’avventura solista. Il ritorno del Gigante di Giada riapre una questione mai risolta

hulk brand new day film

Il ritorno di Mark Ruffalo nei panni del Gigante di Giada in Spider-Man: Brand New Day ha riacceso una domanda che accompagna il Marvel Cinematic Universe ormai da quasi vent’anni: perché uno dei personaggi più famosi della Casa delle Idee continua a comparire nei film degli altri, ma non ottiene mai una nuova avventura tutta sua?

La risposta più diffusa sostiene che Universal possieda Hulk esattamente come Sony possiede Spider-Man. È una spiegazione intuitiva, ma imprecisa. Le due situazioni sono profondamente diverse e proprio questa differenza aiuta a comprendere perché Marvel Studios possa utilizzare liberamente Bruce Banner come comprimario, mentre un film solista rimanga molto più complicato da realizzare.

Il punto fondamentale è questo: Marvel possiede i diritti cinematografici di Hulk. Universal non può quindi produrre autonomamente un nuovo film sul personaggio senza il coinvolgimento e il consenso di Marvel. Lo studio conserva però un ruolo decisivo nella distribuzione delle produzioni cinematografiche incentrate esclusivamente sul Gigante di Giada.

Hulk non è nella stessa situazione di Spider-Man

Sony detiene i diritti cinematografici di Spider-Man e dei personaggi collegati al suo universo. Questo significa che può finanziare, produrre e distribuire film sull’Uomo Ragno senza chiedere il permesso a Disney, purché rispetti le condizioni contrattuali necessarie a mantenere quei diritti.

La collaborazione con Marvel Studios nasce quindi da una convenienza reciproca, non da un obbligo. Dopo le difficoltà incontrate da The Amazing Spider-Man 2, Sony aveva bisogno di rilanciare il personaggio; Marvel, nel frattempo, voleva introdurre Peter Parker nel proprio universo condiviso. L’accordo ha permesso a Spider-Man di entrare nell’MCU, pur restando una proprietà cinematografica controllata da Sony.

bana hulk 2003Con Hulk il rapporto è quasi rovesciato. Marvel può produrre storie con Bruce Banner, mentre Universal disponeva, in base all’accordo siglato nel 2005, dei diritti di distribuzione su The Incredible Hulk e sui suoi eventuali sequel. I documenti depositati presso la SEC confermano l’esistenza di un accordo specifico tra Marvel Studios e Universal Pictures relativo al personaggio, distinto dai contratti stipulati con Paramount per gli altri film della prima fase dell’MCU.

In termini pratici, Marvel potrebbe sviluppare e finanziare un film solista, ma dovrebbe fare i conti con un distributore concorrente e con condizioni economiche meno vantaggiose rispetto a una produzione distribuita direttamente da Disney.

Il precedente di The Incredible Hulk

Questa particolare configurazione spiega perché The Incredible Hulk del 2008 sia formalmente parte del Marvel Cinematic Universe, pur essendo stato distribuito da Universal Pictures.

Il film con Edward Norton arrivò nelle sale quando Marvel Studios stava ancora costruendo la propria indipendenza e Disney non aveva ancora acquisito la società. L’operazione da circa quattro miliardi di dollari venne annunciata nell’agosto 2009 e completata il 31 dicembre dello stesso anno, oltre un anno dopo l’uscita del film.

The Incredible Hulk costò circa 150 milioni di dollari e ne incassò poco meno di 265 milioni nel mondo: 134,8 milioni negli Stati Uniti e in Canada e quasi 130 milioni nei mercati internazionali. Non fu un disastro assoluto, ma risultò molto meno redditizio di Iron Man, uscito poche settimane prima e capace di superare i 585 milioni globali.

Quando Disney acquistò Marvel, il contesto industriale cambiò radicalmente. Lo studio non aveva più bisogno di appoggiarsi a distributori esterni per portare i propri film nelle sale e iniziò progressivamente a controllare direttamente produzione, marketing e distribuzione. Realizzare un altro Hulk per poi lasciare a Universal una parte strategica dell’operazione diventava quindi molto meno attraente.

La soluzione escogitata da Marvel

Marvel Studios ha trovato una via d’uscita semplice: non usare Hulk come protagonista unico.

Il personaggio è così apparso in The Avengers, Avengers: Age of Ultron, Thor: Ragnarok, Infinity War, Endgame e nella serie She-Hulk: Attorney at Law. Quando Bruce Banner fa parte di una storia corale o compare come personaggio secondario, il progetto non viene trattato come un film solista di Hulk e può essere distribuito da Disney insieme agli altri titoli MCU.

La strategia ha permesso a Marvel di sviluppare l’arco narrativo del personaggio senza affrontare direttamente il nodo distributivo. In Thor: Ragnarok, per esempio, una parte consistente della trama di Planet Hulk è stata incorporata in un film ufficialmente dedicato a Thor. La trasformazione in Smart Hulk è avvenuta invece tra Infinity War ed Endgame, mentre l’introduzione del figlio Skaar è stata affidata alla televisione.

hulkIl risultato è paradossale: Hulk è uno dei personaggi più longevi dell’MCU, ma molte delle sue trasformazioni più importanti sono avvenute fuori campo o all’interno delle storie di altri eroi.

Universal possiede ancora quei diritti?

Qui la situazione diventa meno trasparente. Nel 2023 i diritti di distribuzione sul film del 2008 sono tornati a Disney dopo la scadenza della relativa finestra contrattuale. Questo passaggio ha permesso a The Incredible Hulk di arrivare su Disney+, ma non dimostra automaticamente che Universal abbia perso anche il diritto di distribuire eventuali nuovi film solisti.

Il contratto completo non è pubblico e non esiste una comunicazione ufficiale di Disney o Universal che dichiari risolta definitivamente la questione. Le ricostruzioni più affidabili continuano quindi a parlare di un diritto di prima scelta o di prima distribuzione a favore di Universal, ma i termini aggiornati dell’accordo non sono verificabili dall’esterno. Anche The Hollywood Reporter ha descritto la posizione dello studio come un diritto di prima opzione sulla distribuzione di un eventuale standalone.

Per questo non è corretto affermare con certezza che Disney sia legalmente impossibilitata a distribuire per sempre un nuovo film di Hulk. È più prudente dire che l’accordo rende l’operazione economicamente e contrattualmente scomoda, almeno finché le parti non decidono di rinegoziarlo.

Non è soltanto una questione di diritti

Mark Ruffalo ha inoltre indicato un secondo ostacolo: i costi. Un film interamente costruito attorno a Hulk richiederebbe una quantità enorme di motion capture ed effetti visivi, rendendo la produzione particolarmente onerosa. Nel 2024 l’attore aveva dichiarato:

«Mi piacerebbe fare un film solista su Hulk, ma non credo che succederà mai. Sarebbe molto costoso realizzare un intero film, ed è per questo che usano Hulk con tanta parsimonia. Mi sono praticamente escluso da solo per il prezzo».

Ruffalo non attribuiva quindi l’assenza di un nuovo standalone soltanto ai diritti di Universal, ma anche al rischio finanziario di una produzione dominata dagli effetti digitali.

Il precedente del 2008 non aiuta. Nonostante la popolarità del personaggio, The Incredible Hulk rimane uno dei film meno redditizi della prima fase Marvel. In un mercato in cui i cinecomic non garantiscono più automaticamente incassi elevati, investire diverse centinaia di milioni in una nuova avventura solista rappresenterebbe una scelta tutt’altro che priva di rischi.

Il ritorno di Savage Hulk cambia qualcosa?

Il ritorno di Mark Ruffalo e di una versione più selvaggia del personaggio in Spider-Man: Brand New Day ha dimostrato che Marvel non ha alcuna intenzione di rinunciare a Hulk. Il personaggio è stato inserito ancora una volta in un film dedicato a un altro eroe, confermando però anche la strategia adottata dallo studio negli ultimi quindici anni.

thor ragnarok HulkDal punto di vista creativo, questo potrebbe sembrare il momento ideale per riportare il Gigante di Giada al centro di una storia. Il pubblico ha ritrovato la sua componente più incontrollabile, mentre elementi come Skaar, Abominio, Leader e Red Hulk hanno ormai creato le premesse per adattare saghe quali World War Hulk.

Ma una buona occasione narrativa non elimina gli ostacoli industriali. Disney dovrebbe stabilire se valga la pena negoziare con Universal, acquistare o modificare i diritti residui e affrontare i costi di un blockbuster quasi interamente digitale.

Un film su Hulk è davvero impossibile?

No. Definirlo impossibile o sostenere che non ne vedremo “mai più” uno significa trasformare una situazione complessa in una certezza che i documenti disponibili non consentono di dimostrare.

Gli accordi possono essere rinegoziati. Disney potrebbe trovare un’intesa con Universal, come Marvel e Sony hanno fatto per Spider-Man. Potrebbe inoltre scegliere una formula produttiva diversa, un budget più controllato oppure un progetto condiviso che aggiri nuovamente la definizione di film solista.

La conclusione più corretta è meno categorica ma più realistica: un nuovo film interamente dedicato a Hulk resta improbabile finché Disney non considererà economicamente conveniente risolvere la questione con Universal.

Marvel possiede il personaggio e può continuare a utilizzarlo. Universal non può realizzare da sola il film che desidera. Eppure il vecchio accordo distributivo è sufficiente a rendere poco appetibile un progetto che, in condizioni normali, sembrerebbe quasi inevitabile.

Hulk non è quindi prigioniero di uno studio che ne controlla completamente i diritti. È bloccato in una zona grigia dove proprietà, distribuzione, costi e convenienza industriale non coincidono. Ed è proprio questa anomalia, più di qualsiasi assenza di idee, a spiegare perché il Gigante di Giada continui a distruggere tutto sullo schermo tranne il muro che lo separa dal suo prossimo film.

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