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Titolo originale: Spider-Man: Brand New Day , uscita: 29-07-2026. Budget: $225,000,000. Regista: Destin Daniel Cretton.

Spider-Man: Brand New Day prende in giro il grande “buco logico” nel piano di Thanos in Infinity War

01/08/2026 news di Stella Delmattino

Una scena del nuovo film Marvel richiama una delle discussioni più longeve nate dopo Avengers: Infinity War, facendo tornare i fan a interrogarsi sul piano del Titano Pazzo

banner brand new day thanos film

Attenzione: l’articolo contiene spoiler su Spider-Man: Brand New Day.

In Spider-Man: Brand New Day, una battuta apparentemente secondaria riporta al centro una delle critiche più famose rivolte ad Avengers: Infinity War. A quasi dieci anni dall’uscita del film dei fratelli Russo, Marvel Studios decide infatti di affrontare apertamente una domanda che i fan discutono dal 2018: perché Thanos ha scelto di eliminare metà degli esseri viventi invece di usare le Gemme dell’Infinito per aumentare le risorse disponibili?

La scena non offre una vera risposta, ma dimostra che gli autori conoscono perfettamente il dibattito e hanno deciso di trasformarlo in uno dei momenti più autoironici del nuovo film con Tom Holland.

La scena che riapre il dibattito su Thanos

Il riferimento arriva quando Peter Parker raggiunge Bruce Banner, tornato nella propria forma umana, per chiedergli aiuto.

Banner sta tenendo una lezione di fisica quando una studentessa lo interrompe con una domanda che sembra provenire direttamente da anni di discussioni online: se Thanos possedeva tutte le Gemme dell’Infinito e poteva modificare la realtà, perché non ha semplicemente raddoppiato le risorse dell’universo invece di cancellare metà della popolazione?

La reazione di Banner è accompagnata da quella di Peter, che sembra rendersi conto solo in quel momento di quanto la domanda sia legittima. Il breve gesto di Tom Holland trasforma la scena in una gag quasi metacinematografica, vicina alla rottura della quarta parete pur senza rivolgersi direttamente al pubblico.

La critica più famosa ad Avengers: Infinity War

Fin dall’uscita di Avengers: Infinity War, il piano di Thanos è stato oggetto di numerose obiezioni.

Il Titano Pazzo sostiene che le risorse dell’universo siano insufficienti per sostenere una popolazione in continua crescita. La sua soluzione consiste quindi nell’eliminare, in modo casuale, metà degli esseri viventi, convinto che i sopravvissuti potranno prosperare grazie a un nuovo equilibrio.

Il problema, secondo molti spettatori, è evidente: una volta ottenuto un potere praticamente illimitato, Thanos avrebbe potuto modificare la disponibilità delle risorse anziché compiere un genocidio su scala cosmica.

Avrebbe potuto moltiplicare cibo, acqua, energia e pianeti abitabili, oppure intervenire sulle condizioni che generavano la scarsità. La sua scelta sembra quindi inutilmente violenta rispetto alle possibilità offerte dalle Gemme dell’Infinito.

È davvero un buco di sceneggiatura?

La domanda è sensata, ma definire la questione un vero plot hole è probabilmente eccessivo.

Thanos non è mai stato il pensatore razionale e disinteressato che crede di essere. Il suo progetto nasce dalla distruzione di Titano e dall’ossessione per una soluzione che, secondo lui, avrebbe potuto salvare il pianeta. Quando le sue idee vengono respinte e la popolazione viene annientata, Thanos non mette in discussione il proprio ragionamento: decide che l’universo intero dovrà dimostrare che aveva ragione.

Il suo obiettivo non è trovare la risposta più efficace alla scarsità delle risorse, ma imporre il metodo che aveva già proposto. Lo sterminio di metà della popolazione diventa così una forma di conferma ideologica.

avengers-infinity-war-thanosThanos vuole presentarsi come un salvatore costretto a compiere una scelta terribile, ma la sua apparente razionalità nasconde un fanatismo profondo. Non cerca una soluzione pacifica perché la violenza è parte integrante della sua visione del mondo e del ruolo messianico che si è attribuito.

Raddoppiare le risorse avrebbe risolto il problema?

Anche l’alternativa proposta dalla studentessa non sarebbe stata necessariamente definitiva.

Raddoppiare le risorse avrebbe probabilmente rinviato il problema della crescita demografica, senza eliminarlo. In assenza di cambiamenti strutturali, la popolazione avrebbe potuto continuare ad aumentare fino a raggiungere nuovamente il limite delle risorse disponibili.

Ma lo stesso vale per il piano scelto da Thanos. Eliminare metà della popolazione non modifica le cause della scarsità e non impedisce agli esseri viventi di tornare ai numeri precedenti. Il suo gesto, quindi, non rappresenta una soluzione sostenibile neppure all’interno della logica da lui stesso proposta.

Questo rafforza l’idea che il Titano non stia davvero risolvendo un problema economico o demografico. Sta realizzando un’ossessione personale e utilizzando il potere delle Gemme per imporla a ogni forma di vita.

Marvel trasforma una critica dei fan in una battuta

La cosa più interessante della scena di Spider-Man: Brand New Day non è quindi la possibilità di trovare finalmente una risposta, ma il fatto che Marvel Studios abbia deciso di riconoscere apertamente una delle obiezioni più popolari rivolte alla Saga dell’Infinito.

La domanda della studentessa sembra provenire direttamente da forum, social network e discussioni tra appassionati. Inserendola nel film, gli sceneggiatori trasformano un’osservazione esterna all’MCU in qualcosa che esiste anche all’interno di quel mondo.

Dopo lo Schiocco e il successivo ritorno della popolazione, è del resto plausibile che studiosi, studenti e comuni cittadini abbiano analizzato per anni le decisioni di Thanos, interrogandosi sulle alternative che avrebbe potuto scegliere.

La battuta funziona quindi su due livelli: diverte chi riconosce immediatamente la vecchia polemica e, nello stesso tempo, rende più credibile un universo in cui le conseguenze di Infinity War continuano a essere discusse anche dalle persone comuni.

Una risposta semplice a una domanda complicata

Alla fine, la spiegazione più convincente resta anche la più semplice: Thanos non ha raddoppiato le risorse perché non voleva farlo.

Il personaggio non è un amministratore cosmico interessato a distribuire meglio i beni disponibili, ma un conquistatore convinto che solo la propria soluzione possa salvare l’universo. La sua apparente lucidità è parte della follia che lo definisce.

Spider-Man: Brand New Day non chiude il dibattito e non corregge retroattivamente Avengers: Infinity War. Si limita a fare ciò che il MCU sa fare meglio nei suoi momenti più riusciti: prendere una conversazione nata tra i fan, inserirla nella storia e trasformarla in una battuta che funziona anche come commento sul proprio passato.

A distanza di anni, quindi, il piano del Titano Pazzo continua a non convincere tutti. Ma forse è proprio questo il punto: Thanos non doveva avere ragione, doveva soltanto essere abbastanza convinto della propria follia da imporla all’intero universo.

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