Home » Cinema » Sci-Fi & Fantasy » Dossier | Alice nel Paese delle Meraviglie: il film da incubo del 1933

6/10 su 19 voti. Titolo originale: Alice in Wonderland, uscita: 22-12-1933. Regista: Norman Z. McLeod.

Dossier | Alice nel Paese delle Meraviglie: il film da incubo del 1933

10/01/2020 recensione film di Sabrina Crivelli

Riscopriamo l'adattamento in bianco e nero censurato e obliato del classico di Lewis Carrol, prodotto dalla Paramount e sceneggiato da Joseph L. Mankiewicz, con gli irriconoscibili Gary Cooper e Cary Grant

Alice nel paese delle meraviglie (1933) film

Quando si parla di Alice nel Paese delle Meraviglie immediatamente ci viene in mente il classico film d’animazione della Disney del 1951 diretto da Clyde Geronimi, Hamilton Luske e Wilfred Jackson. Gli estimatori della letteratura britannica, invece, non potranno che pensare al romanzo di Lewis Carroll (pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson), Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie (Alice’s Adventures in Wonderland, 1865), a cui la suddetta pellicola è liberamente ispirata (benché ci siano anche riferimenti al seguito Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò, scritto dal medesimo nel 1871). I più accaniti fan di Tim Burton non mancheranno certo di ricordare invece il più recente Alice in Wonderland, uscito nei cinema nel 2010 (e ancora una volta prodotto dalla Disney), seguito poi nel 2016 da Alice attraverso lo specchio (Alice Through the Looking Glass).

Alice nel paese delle meraviglie (1933) film posterEsiste tuttavia un’altra versione cinematografica live action del romanzo di Lewis Carroll che in pochi di voi conosceranno: si tratta di Alice nel Paese delle Meraviglie (Alice in Wonderland) del 1933, diretto da Norman Z. McLeod (Arriva Jesse James, Una donna dimentica) e adattato a quattro mani da William Cameron Menzies e dal celebre regista e sceneggiatore vincitore di diversi premi Oscar Joseph L. Mankiewicz (Eva contro Eva, Lettera a tre mogli). Inoltre, vanno segnalati Hugh Harman e Rudolf Ising, autori non accreditati della sezione animata.

Assai più oscuro e inquietante dei suoi successori, Alice nel Paese delle Meraviglie, col suo bianco e nero, risulta tanto bizzarro da essere addirittura stato bandito in Cina in quanto “film superstizioso” per la sua estrema “stranezza” e i molteplici elementi a-scientifici.

Il canovaccio, a grandi linee, è quello dell’originale cartaceo, seppur con diverse variazioni su tema. In un giorno invernale (nel libro è primavera) Alice (ad interpretare il personaggio letterario, che avrebbe dovuto avere 9 anni, era però la diciottenne britannica Charlotte Henry,) sta leggendo un libro annoiata, quando scopre per caso che lo specchio della biblioteca è in realtà il portale per un’altra dimensione. Proiettata così in un nuovo magico mondo, la sua attenzione è attratta da un buffo coniglio bianco e lo insegue fino a intrufolarsi nella sua profonda tana. D’improvviso la ragazza inizia a cadere verso il basso, fino a trovarsi davanti a una gigantesca porta, che una volta aperta ne cela dietro un’altra più piccola, che a sua volta ne nasconde un’altra ancor più piccola e così via (un po’ come le bambole russe).

Alice le spalanca tutte, fino a ritrovarsi all’interno di una stanza dai soffitti altissimi. Sul tavolo c’è una boccetta con scritto bevimi e lei lo fa, crescendo immediatamente a dismisura fino a battere la testa sul soffitto. Disperata per l’accaduto, piange disperata finché non trova, sempre per caso una scatolina con dentro uno strano dolcetto. Ingurgita pure quello e subito rimpicciolisce sino ad assumere le dimensioni di un insetto, cade in una pozzanghera e si trova a nuotare trascinata dalla corrente insieme a un topo parlante (Raymond Hatton), che lei crede essere francese, ma non le parla invece perché indispettito dal fatto che lei si dichiari amante dei gatti.

Insomma, siamo solo all’inizio, e già abbiamo assistito a una serie di situazioni assurde, dialoghi nonsense e ammirato mille stravaganti creature.

Alice nel Paese delle Meraviglie 1933 - 3Infatti, l’odissea di Alice nel Paese delle Meraviglie prevede pressoché tutti i personaggi e i momenti topici presenti nel capolavoro di Lewis Carroll, ma le declinati con estrema libertà e un certo gusto per il macabro, lo strano e il deforme.

Ci sono tutti: il Bianconiglio (Richard ‘Skeets’ Gallagher), il gatto del Cheshire / Stregatto (Richard Arlen), la Regina di Cuori (May Robson), il Brucaliffo (Ned Sparks), il Cappellaio Matto (Edward Everett Horton), la Lepre Marzolina (Charles Ruggles) e così via. Ciascuno di loro, trasposto dalle pagine alla pellicola, assume sembianze grottesche e proferisce battute stranianti, argute quanto strampalate. Certo, oltre al notevole lavoro alla sceneggiatura di Mankiewicz e Menzies, è fondamentale il contributo di Newt Jones e Wally Westmore, i quali lavorarono sia ai costumi che al trucco. A ciò si sommano gli effetti visivi sorprendenti per l’epoca, primo tra tutti quello utilizzato nella scena del dialogo con il gatto del Cheshire, che compare e scompare a piacimento grazie al ricorso ingegnoso della sovraimpressione.

Interessante è notare come, nonostante l’originalità e l’aspetto estremamente sperimentale di Alice nel Paese delle Meraviglie, la Paramount Pictures credesse parecchio nella riuscita del film. Difatti, i dirigenti dello studio, che nei primi anni ’30 stava affrontando una grave crisi finanziaria ed era sull’orlo del fallimento, furono persuasi che il progetto avrebbe garantito grandi incassi e salvato la situazione.

Così erano stati assoldate nel cast molte delle stelle legate alla casa di produzione; tra i nomi più conosciuti, oltre al già citato Edward Everett Horton (Cappello a cilindro), anche Edna May Oliver (Penguin Pool Murder) nei panni della Regina Rossa, W.C. Fields (Che bel regalo) in quelli di Humpty Dumpty e perfino Gary Cooper (È arrivata la felicità) quale il Re Bianco e Cary Grant (La signora del venerdì) nei panni della Falsa Tartaruga. Tuttavia, Alice nel Paese delle Meraviglie non ebbe il successo sperato, specie perché allora l’audience non era ancora pronta a un prodotto cinematografico così visionario e sopra le righe.

Diversa sarebbe stata qualche anno dopo la situazione per il musical fantasy della MGM Il mago di Oz (The Wizard of Oz, 1939) di Victor Fleming, molto affine per le ambientazioni fantasiose e gli eccentrici personaggi. Forse i tempi non erano ancora maturi. Indubbiamente, non aiutò anche il fatto che i volti noti della scuderia Paramount fossero stati resi praticamente irriconoscibili dal trucco. Comunque sia, la casa di produzione fu salvata ugualmente – e inaspettatamente – da due film del medesimo anno di Mae West, ovvero Lady Lou – La donna fatale (1933) e Non sono un angelo (1933).

Alice nel Paese delle Meraviglie 1933 -1Tornando ad Alice nel Paese delle Meraviglie, non solo ebbe scarso seguito quando fu proiettato nei cinema in patria e all’estero (dopo essere uscito nel dicembre 1933 negli USA, fu distribuito nel 1934 in Giappone, Francia e Portogallo, per poi arrivare nelle sale italiane nel giugno del 1935).

Anche l’uscita in home video tardò parecchio ad arrivare. Sebbene fosse stato sporadicamente trasmesso in patria sulla TV via cavo, la prima edizione ufficiale in DVD, curata dalla Universal in lingua madre, risale addirittura soltanto al 2010! Oltretutto, questa versione non è completa, ma dura soli 77 minuti. Contrariamente a quanto si pensa, la durata originaria di Alice nel Paese delle Meraviglie (sui 90 minuti) venne decurtata non tanto per la messa in onda sul piccolo schermo, ma già nel 1933, ancor prima di approdare sul grande schermo, subito dopo le prime proiezioni riservate alla stampa (che, a quanto pare, non lo accolsero molto benevolmente). Un caso non diverso da quello di Freaks di Tod Browning. Sebbene di queste sequenze non vi sia più traccia, sappiamo che in esse figuravano Julie Bishop nei panni della sorella di Alice, Harvey Clark in quelli di Padre William e Lucien Littlefield come il figlio di Padre William.

Incompreso e sottovalutato, noi, grandi estimatori di opere singolari, insolite e a tratti oscure e dimenticate, non potevamo certo trascurare questa piccola perla.

Oltre alle immagini sopra, di seguito potete avere un assaggio di Alice nel Paese delle Meraviglie nel trailer internazionale:

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