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È arrivato quasi in silenzio su Apple TV, ma questo action con Ryan Reynolds è uno dei più divertenti del 2026

13/09/2026 news di Andrea Palazzolo

Il film d'azione del 2026 da vedere su Apple TV+. Diretto da Goldstein e Daley, con Kenneth Branagh e Ryan Reynolds.

Kenneth Branagh e Ryan Reynolds in Mayday

Nel panorama affollato dei blockbuster action del 2026, un film ha saputo ritagliarsi uno spazio tutto suo senza fare troppo rumore. Eppure, a guardare i numeri e le reazioni del pubblico su Apple TV+, Mayday merita di essere riscoperto come uno dei passaggi obbligati per gli appassionati del genere. Diretto da Jonathan Goldstein e John Francis Daley, il duo dietro a Game Night e Dungeons & Dragons: Honor Among Thieves, il film rappresenta un esempio quasi perfetto di come si costruisce un action-comedy che funziona su tutti i fronti.

Ryan Reynolds torna a fare quello che sa fare meglio: interpretare un personaggio carismatico, sarcastico e sempre in bilico tra l’eroismo e l’auto-ironia. Qui veste i panni di Troy “Assassin” Kelly, un pilota della Marina statunitense che durante la Guerra Fredda si ritrova bloccato in territorio sovietico. La premessa non è certo rivoluzionaria, ma è l’esecuzione a fare la differenza. Reynolds non stravolge il suo personaggio tipo, ma lo affina, dosando battute taglienti e reazioni esasperate con un tempismo millimetrico.

La vera sorpresa arriva però da Kenneth Branagh. Il nome evoca Shakespeare, regie raffinate, recitazioni da palcoscenico. Eppure in Mayday l’attore e regista britannico si trasforma in Nikolai Ustinov, un ex agente del KGB che diventa il compagno di avventure più improbabile che Troy potesse desiderare. Le recensioni sono unanimi: Branagh ruba la scena praticamente in ogni inquadurazione. Porta al personaggio una profondità emotiva inaspettata, mescolando eccentricità, calore umano e una comicità fisica che pochi si aspetterebbero da lui. In alcuni momenti sembra quasi che il film sia suo, non di Reynolds.

Mayday
Mayday, fonte: AppleTv

La chimica tra i due protagonisti è il motore narrativo dell’intera operazione. Mayday vive e respira grazie al loro rapporto, che evolve da diffidenza reciproca a un’improbabile amicizia forgiata nella fuga e nell’azione. È questa dinamica buddy-movie, costruita con intelligenza e senza forzature, a trasformare una storia tutto sommato classica in qualcosa di memorabile. Non si tratta solo di battute ben scritte o di scene d’azione spettacolari: c’è un cuore pulsante che tiene insieme il tutto.

Goldstein e Daley dimostrano ancora una volta di sapere come orchestrare set piece inventivi. L’azione in Mayday non è mai ripetitiva, non cade mai nella trappola del “già visto”. Ogni sequenza è costruita con precisione, alternando gag visive, coreografie ben studiate e un ritmo che non concede pause inutili. In un’epoca in cui molti action movie tendono a superare le due ore senza una reale necessità, questo film dura 111 minuti netti. E si sente: ogni scena ha una ragione d’essere, nessun momento è sprecato.

C’è poi un aspetto che rende Mayday particolarmente affascinante: il suo spirito old-school. Ambientato nel 1987, il film non nasconde l’influenza di Top Gun e di tutto quel cinema action degli anni ’80 fatto di piloti sbruffoni, inseguimenti ad alta velocità e un’estetica volutamente sopra le righe. Ma non è un semplice esercizio di nostalgia. I registi prendono quegli elementi e li filtrano attraverso una sensibilità moderna, aggiungendo umorismo più affilato, una regia più creativa e una consapevolezza che mancava a molte produzioni di quell’epoca.

Il risultato è un film che sembra uscito da un’altra era, ma che funziona perfettamente oggi. È un action-comedy che non cerca di costruire un franchise, non lascia porte aperte a sequel improbabili, non vuole espandere universi cinematografici. Vuole solo intrattenere, e lo fa con una sicurezza disarmante. In un panorama dominato da saghe infinite e tie-in obbligatori, questa auto-sufficienza narrativa è quasi rinfrescante.

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