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Titolo originale: Apocalypse Now , uscita: 19-05-1979. Budget: $31,500,000. Regista: Francis Ford Coppola.

Francis Ford Coppola nel 1979: “So chi potrebbe girare il sequel di Apocalypse Now”

21/08/2019 news di William Maga

Il regista, all'epoca 40enne, offriva una lettura del suo capolavoro, arrivando a parlare anche dell'eventuale ipotetico seguito

Francis Ford Coppola e Dennis Hopper in Apocalypse Now (1979)

Giunto in Italia per promuovere nel belpaese nel dicembre del 1979 per promuoverne l’uscita nei cinema, l’allora 40enne Francis Ford Coppola, si soffermava con la stampa sulla genesi di Apocalypse Now (vincitore qualche mese prima della Palma d’oro al Festival di Cannes in ex aequo con Il tamburo di latta di Volker Bchloendorff), da lui diretto, prodotto e scritto in collaborazione con lo sceneggiatore John Milius.

Ispirandosi al racconto Cuore di Tenebra di Joseph Conrad, il kolossal sulla guerra nel Vietnam interpretato magistralmente da Marlon Brando, Martin Sheen e Robert Duvall, le cui riprese si erano protratte per ben 238 giorni, si sarebbe da lì a poco aggiudicato due premi Oscar, per la Migliore fotografia (a Vittorio Storaro) e per il Miglior sonoro (a Walter Murch).

coppola Apocalypse Now (1979)In ogni caso, Francis Ford Coppola spiegava così Apocalypse Now e il suo messaggio:

Ho cominciato a girare il film partendo dall’idea che nell’animo di ciascuno c’è una parte omicida, un sentimento di rivolta e di vendetta che trova sfogo nella guerra, ove l’assassinio è legalizzato. Comunque, parlando della guerra nel Vietnam, ho cercato di sdrammatizzare al massimo le problematiche. Niente polemiche sterili. Ho voluto semplicemente mostrare l’ipocrisia di chi, come il governo degli Stati Uniti, vuole mascherare una vera e propria aggressione, un intervento armato di proporzioni gigantesche, con i toni di un atto di amicizia.

Per il resto, Apocalypse Now vuol essere un sogno psichedelico, che reclama il massimo coinvolgimento da parte dello spettatore. Però, via via che ci si addentrava nelle riprese con armi ed elicotteri, mi trovavo quasi invischiato in una situazione di guerra autentica, e cominciavo a temere che il mio film sarebbe diventato un kolossal bellico come tanti altri. Allora, come si fa in questi casi, mi sono rivolto a una persona più vecchia e più saggia di me, appunto Joseph Conrad. Ho preso il suo Cuore di Tenebra e ho continuato a consultarlo come un vangelo, giorno dopo giorno. Ora che Apocalypse Now mi ha liberato della più grande ossessione della mia carriera, porto in tasca Le affinità elettive di Goethe, per sfogliarlo in ogni momento come ho fatto con Cuore di Tenebra.

coppola Apocalypse Now (1979) storaro setAl giornalista de L’Unità che gli faceva notare come, forse, uno degli elementi fondamentali di Apocalypse Now fosse la fragilità della barriera che separa un soldato in missione da un criminale di guerra, Francis Ford Coppola rispondeva:

Si, effettivamente la scelta morale è costantemente presente nel film, che vede i personaggi continuamente chiamati a confronto con l’onore, l’orrore e la morte. Ciò che è diverso oggi rispetto al passato, è una enorme influenza dei mezzi di comunicazione di massa. Adesso, circolano delle informazioni che un tempo erano ignorate. Delle informazioni così sconvolgenti e gravi da imporre questioni morali più facilmente eluse in passato.

Sui motivi del successo clamoroso al botteghino di Apocalypse Now, il regista sottolineava:

Viviamo in un’epoca priva di eroi. Se questo film viene accolto con grande interesse, è perché oggi la gente si sente sempre più insicura, gravemente insicura. Ma il tempo degli eroi tornerà forse un giorno.

In chiusura, Francis Ford Coppola rivelava che, a differenza di quanto avvenuto con Il Padrino, difficilmente avremmo visto un sequel di Apocalypse Now:

Sono fermamente convinto che un seguito ideale di Apocalypse Now potrebbero farlo solo i vietnamiti.

Come ben sappiamo, un seguito non si è mai effettivamente fatto, anche se nel 2001 il filmmaker ha rimesso mano al suo capolavoro, distribuendo Apocalypse Now Redux, versione restaurata e allungata (47 minuti extra) con un nuovo montaggio e l’inserimento di moltissimo materiale scartato nel 1979.

Fonte: L'Unità

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