Titolo originale: The Running Man , uscita: 11-11-2025. Budget: $110,000,000. Regista: Edgar Wright.
Glen Powell punta il dito contro Paramount per il flop di The Running Man: «Hanno licenziato un intero reparto marketing»
07/10/2026 news di Stella Delmattino
A quasi un anno dall'uscita, l'attore è tornato sul pesante insuccesso commerciale del film di Edgar Wright, indicando nel caos interno a Paramount uno dei problemi che ne avrebbero compromesso il lancio

The Running Man avrebbe dovuto consolidare definitivamente Glen Powell come protagonista capace di sostenere sulle proprie spalle un grande blockbuster. È andata diversamente: il film diretto da Edgar Wright ha chiuso la sua corsa mondiale con appena 69,5 milioni di dollari, di cui 37,8 milioni negli Stati Uniti, a fronte di un budget produttivo riportato intorno ai 110 milioni.
Quasi un anno dopo, Powell è tornato in maniera esplicita su quel risultato. In una lunga intervista concessa a Esquire, l’attore ha parlato delle difficoltà attraversate alla fine del 2025 e del caos che in quelle settimane stava investendo Paramount:
«Hanno licenziato un intero reparto marketing un mese prima dell’uscita del nostro film, nel bel mezzo di una fusione.»
Il riferimento è alla ristrutturazione seguita alla fusione tra Paramount e Skydance. Alla fine di ottobre 2025 la società avviò infatti una vasta serie di licenziamenti, con circa 1.000 posti eliminati nella prima tornata e l’obiettivo di arrivare a circa 2.000 negli Stati Uniti. I tagli interessarono diversi settori dell’azienda, compreso il marketing. The Running Man sarebbe arrivato nei cinema statunitensi il 14 novembre.
Attribuire interamente a questo il fallimento del film sarebbe però una conclusione troppo semplice. La campagna promozionale era iniziata molto prima dei licenziamenti e, soprattutto, i numeri suggeriscono un problema che andò oltre la capacità di portare il pubblico in sala. Negli Stati Uniti The Running Man debuttò con 16,5 milioni di dollari in 3.534 cinema, per poi fermarsi complessivamente a 37,8 milioni.
Il flop finì così per sollevare anche una questione più ampia sullo status dello stesso Powell. Dopo Top Gun: Maverick, Tutti tranne te e Twisters, Hollywood sembrava aver trovato una nuova star da grande schermo, ma quei successi erano legati rispettivamente a Tom Cruise e a un franchise molto forte, alla coppia formata con Sydney Sweeney e a un’altra proprietà intellettuale già conosciuta. The Running Man rappresentava un test differente: un film costoso venduto in larga misura anche attorno alla presenza del suo protagonista.
Questo non significa che Powell non possa attirare pubblico, quanto piuttosto che il vecchio concetto di “movie star” capace da solo di garantire un’apertura importante è diventato molto più difficile da misurare. E il caso di The Running Man è particolarmente interessante proprio perché marketing, forza del protagonista, proprietà intellettuale e passaparola finiscono per sovrapporsi, rendendo impossibile individuare una singola causa.
Lo stesso Powell sembra comunque aver tratto una conclusione più generale da quel periodo. Parlando del successivo Ricchi … da morire, ha ammesso che la lavorazione non ebbe il tempo di cui avrebbe avuto bisogno:
«Ci sono stati molti problemi con quel film. Semplicemente non c’è stato abbastanza tempo per farlo come si doveva. Ripensandoci, per me è un esempio che mi ha fatto dire: “Sai una cosa? Non c’è fretta”.»
Il dato più interessante delle sue dichiarazioni su The Running Man, quindi, non è tanto stabilire se Paramount sia stata realmente responsabile del flop. I licenziamenti e il caos societario erano reali, ma una campagna compromessa nelle ultime settimane difficilmente basta da sola a spiegare un risultato da meno di 70 milioni nel mondo. Piuttosto, il caso dimostra quanto sia diventato complicato capire oggi cosa trasformi un attore molto popolare in qualcuno capace di portare autonomamente il pubblico al cinema.
© Riproduzione riservata




