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6/10 su 373 voti. Titolo originale: Kate , uscita: 10-09-2021. Regista: Cedric Nicolas-Troyan.

Kate: la recensione del film action di Cedric Nicolas-Troyan (su Netflix)

11/09/2021 recensione film di Gioia Majuna

Mary Elizabeth Winstead e Woody Harrelson sono i protagonisti di un thriller Rated R indelicato e derivativo, esemplare esempio di come non si dovrebbe progettare un titolo di questo sottogenere

kate film 2021 Mary Elizabeth Winstead

Meticolosa e straordinariamente abile, Kate è l’esemplare perfetto di killer a pagamento finemente preparato all’apice della forma. Ma quando – insolitamente – fa saltare un importante incarico contro un alto membro della Yakuza a Tokyo, la ragazza scopre rapidamente di essere stata avvelenata, un’esecuzione brutalmente lenta che le dà meno di 24 ore per vendicarsi dei suoi assassini. Mentre il suo corpo si deteriora rapidamente, Kate forma però un legame improbabile con la figlia adolescente di una delle sue vittime passate.

Se c’è qualcosa che funziona in Kate, è il fatto che è stato girato nella capitale del Giappone. Cedric Nicolas-Troyan (Il cacciatore e la regina di ghiaccio) sfrutta le scenografie piene di neon per rendere il suo film sfarzoso. Viene voglia di prenotare immediatamente un viaggio nel paese del Sol levante (appena terminate l’emergenza sanitaria, naturalmente). Appare tuttavia evidente che il regista usi la città meramente per guadagnare ‘punti stile’, così che possa apparire (almeno nei trailer …) un prodotto diverso dagli altri – similissimi – action al femminile arrivati nelle ultime settimane in streaming, Gunpowder Milkshake (la recensione), Jolt (la recensione) e The Protégé (la recensione).

Sia chiaro, non è che Kate faccia sembrare attraente la megalopoli, è la megalopoli a rendere attraente questo film. A tal proposito, onore al lavoro del direttore della fotografia Lyle Vincent (che ha spesso lavorato con Cory Finley e Ana Lily Amirpour), le cui inquadrature e movimenti di macchina combinano bene il lato pop e i colori naturali di Tokyo con la furia violenta e oscura della protagonista.

kate film netflix 2021 posterDetto questo, Kate è forse il film di assassine / femme fatale più dubbio di sempre. Congratulazioni Peppermint – L’angelo della vendetta (ricordate, quel film con Jennifer Garner che falciava i latinos?), qualcuno ha realizzato un revenge action movie con una visione persino peggiore della tua!

Dal successo di Atomica Bionda di David Leitch nel 2017 (la recensione), c’è stata una nuova ondata di film d’azione che utilizzano l’archetipo della femme fatale in cui una donna bianca (di solito di origine americana) che è o una killer a contratto, o una povera anima disgraziata in cerca di vendetta oppure una spia, che si scontra con un gruppo criminale di un qualche tipo per vendicare una persona cara o per salvare il mondo libero o per proteggere un ragazzino. Abbiamo visto questo copione così tante volte ormai (e in così poco tempo), che definirlo superato è un eufemismo.

Ma ora, grazie alla buona vecchia Netflix, possiamo godere di Kate, l’ennesimo derivativo thriller ad alto voltaggio pregno di energia impenitente e problematica.

Nell’ultima fatica di Cedric Nicolas-Troyan, Kate (Mary Elizabeth Winstead) è un’assassina che è stata addestrata fin dall’infanzia e guidata da un vecchio tizio bianco (Woody Harrelson) che funge da figura paterna e da comandante operativo, interpretato da un attore fin troppo bravo e che merita parti molto migliori. Lavora in Giappone da molti anni ormai, uccidendo specificamente i boss della Yakuza – poiché Hollywood adora averli al centro dell’attenzione in ogni singolo titolo ambientato da quelle parti . ma una missione va storta e scopre di essere stata pesantemente avvelenata.

Con sole 24 ore di vita davanti, imbocca così in solitaria il sentiero di guerra per trovare quelli che pensa siano i colpevoli della sua inevitabile dipartita. Lungo la via si imbatte in Ani (Miku Martineau), un’adolescente sboccata e in crisi di cui lei ha ammazzato il padre molto tempo prima.

Probabilmente, qualcuno ha visto quella scena di Occhio di Falco che uccide uno Yakuza in Endgame e ha deciso di farne una versione Rated R. Non è illecito pensare che la razza e l’occupazione del personaggio principale possiedano un ruolo intricato nel godimento di un thriller d’azione. Ad esempio, Io vi troverò mandava un ex agente della CIA in un paese completamente diverso per sgominare trafficanti di sesso, John Wick chiedeva a un killer di eliminare dei mafiosi russi. Insomma, un bianco che commette violenze verso altri bianchi è ‘regolare’.

kate film netflix 2021 winsteadIn Peppermint, invece, avevamo una mamma bianca della periferia americana che andava a eliminare messicani nel loro territorio. In Kate, troviamo una donna bianca americana in trasferta in Giappone che fa fuori orde di giapponesi nei modi più sanguinari e grotteschi possibile. Proprio come per Peppermint, Kate si comporta come un clone di Il Giustiziere della Notte con un tocco di John Wick, in cui si diverte a regalare al pubblico uccisioni violente, stilose e sanguinose … ma invece di risultare tosto e cool, suona più che altro come vagamente razzista, a causa delle vittime, dell’ambientazione e della protagonista.

Mary Elizabeth Winstead ha dimostrato di essere una star d’azione sin dai tempi di Sky High, ma in Kate interpreta un personaggio freddo e detestabile pieno di nient’altro che rabbia cieca. Mentre altri personaggi usciti dal suo stesso stampino possedevano comunque una sorta di umanità, Kate è unidimensionale e scritta per essere una pazza senz’anima e dal cuore gelido mascherata da tipa “cazzuta”. Con la sua vita che scivola via ogni secondo a causa del veleno, il film la sposta in vari località del Giappone, dove fa a pezzi i suoi bersagli in modi molto espliciti o molestando civili innocenti per motivi personali.

Ogni sequenza d’azione supera quella precedente in termini di bodycount, tra morti dettagliate e sanguinose, ma a fare impressione è il volto pieno di odio della persona al timone di tali esecuzioni. Dalle nostre parti non se ne è parlato più di tanto, ma negli scorsi mesi gli Stati Uniti si sono trovati a fare i conti con un’ondata di crimini violenti contro cittadini di origine asiatica, che ha destato indignazione e grande clamore mediatico. Ed è qui che la scelta di distribuire Kate direttamente su Netflix senza passare dai cinema assume tutta un’altra connotazione …

kate film 2021All’inizio del film, Kate sente il bisogno di fare sesso perché, ehi, anche le killer più spietate hanno bisogno di divertirsi. Riesce facilmente a conquistare qualsiasi giapponese desideri (parla anche fluentemente la lingua), ma l’unica persona che attira la sua attenzione all’interno di un ristorante è l’unico caucasico della zona (Michiel Huisman) e la scena successiva la mostra mentre dorme con lui. Mettere questa donna in un paese asiatico, farle uccidere uomini asiatici e sollazzarsi soltanto con ragazzi bianchi non può che far sembrare piuttosto mal concepita l’intera operazione (in questo periodo storico in particolare).

Scarso tatto hollywoodiano a parte, forse ingaggiare un’attrice di origine giapponese per far fuori questi connazionali sarebbe comunque stata una scelta egregiamente scontata. La storia è piena di tutti i cliché dei film d’azione con assassini prezzolati che avete visto prima ed è impantanata in una scrittura terribile e derivativa. I personaggi sono terribilmente scarni e – soprattutto – possiamo anticipare tutto quello che accadrà, tutto. Banalmente, se avete appena visto Gunpowder Milkshake non avete bisogno di vedere Kate, perché ricalca il 60% di quello che succede là.

La nuova arrivata Miku Martineau ce la mette tutta nei panni di Ani ed è da tenere d’occhio per il futuro, ma qui il rapporto con Kate risulta tutt’altro che naturale.

Il film cerca disperatamente di replicare il lavoro fatto da David Leitch (che è produttore esecutivo di Kate peraltro …) e vorrebbe convincere lo spettatore che queste uccisioni cruente siano divertenti come quelle viste in John Wick, ma la risposta si riduce a un secco “non è così”, perché dimostra di non aver neppure compreso gli elementi di ciò che rende una sequenza d’azione memorabile.

kate film 2021 woody harrelsonCerto, le coreografie sono brutali ed esplicite, ma mancano di brio dal punto di vista tecnico o creativo. Proprio come una tonnellata di altri action usciti nel 2021, un’ampia quantità di riprese include vertiginose riprese a mano e tagli di montaggio così rapidi che la visione a volte si fa ostica. Inoltre, per qualcuno il cui corpo dovrebbe deteriorarsi man mano che il minutaggio procede, Kate è perfettamente funzionante per la maggior parte del tempo. Subisce danni fisici, ma proprio come ogni eroe americano medio, spesso si rialza senza un graffio.

In definitiva, l’ultimo arrivato di questo sottogenere è anche il peggiore del folto lotto. È completamente indelicato, è ampiamente anticipabile, ed è governato da così tanto odio che a metà si vorrebbe spegnerlo e accendere il già non indimenticabile Birds of Prey per non distruggere del tutto i bei ricordi di Mary Elizabeth Winstead. Insomma, Kate è un ottimo esempio di cosa NON fare in fase di ideazione di questo tipo di titoli.

Di seguito trovate il trailer italiano di Kate, nel catalogo di Netflix dal 10 settembre: