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6/10 su 180 voti. Titolo originale: The Protégé , uscita: 19-08-2021. Regista: Martin Campbell.

The Protégé: la recensione del film action di Martin Campbell (su Prime)

28/08/2021 recensione film di William Maga

Maggie Q, Samuel L. Jackson e Michael Keaton sono gli 'strani' protagonisti di un'opera dalla sceneggiatura pasticciata, che però può contare su una buona dose di carisma e brutalità

the protege film prime 2021 maggie q

The Protégé – finito direttamente a sorpresa nel catalogo di Amazon Prime Video – è quasi esattamente quel tipo di film di cui sembra che non ne se ne abbia mai abbastanza di questi tempi, ma c’è qualcosa di completamente senza pretese nell’ultima fatica del regista Martin Campbell (Casino Royale), anch’egli votatosi agli action a medio budget. Nessuno sconfinamento nel sovrumano sul fronte dell’azione. Nessuna ambizione iper-stilizzata di diventare il prossimo John Wick.

Piuttosto, The Protégé sembra quasi un’opera tirata fuori dagli anni ’90 o dai primi anni 2000 per via di tutta l’enfasi posta su una certa levità generale dei suoi protagonisti a completare i violenti takedown e i sanguinosi scontri. Tutto ciò concorre a rendere la visione sorprendentemente sopportabile, al punto da riuscire – quasi – a distrarre lo spettatore dal come non riesca a colpire il bersaglio in modo sconcertante.

The Protégé (2021) film posterL’assassina del titolo, Anna (Maggie Q), deve tutto al suo mentore Moody (Samuel L. Jackson), che da bambina l’ha salvata dal diventare una senzatetto in Vietnam dopo che la sua famiglia era stata uccisa. Tuttavia, Moody non sta diventando più giovane e si prepara a uscire dai giochi, riposandosi sugli allori dopo aver chiesto alla donna di rintracciare un ultimo obiettivo: non ucciderlo, solo trovarlo.

Dopo un primo atto frizzantino, che infonde una sensazione furbetta e sarcastica alle dinamiche del duo, l’indagine di Anna attira un’attenzione indesiderata, che la porta a trovare il corpo esanime di Moody nella sua vasca da bagno. Questo la conduce velocemente lungo il classico percorso di vendetta fino al suo paese di origine, facendo balenare la domanda su chi esattamente Moody abbia provocato con la sua ricerca e sul perché quella persona lo abbia voluto morto.

È un mistero avvincente quello che guida la prima metà del film, punteggiato da battute concise e da violenza sanguinosa e brutale. C’è una certa vivacità di fondo che sospinge il ritmo di buon passo, rendendo The Protégé continuamente e comicamente divertente pur mantenendo la promessa di combattimenti corpo a corpo e stunt che frantumano il mobilio di turno. Anche alcune intense scene di tortura si risolvono con una catarsi e il ritorno al compiaciuto status quo. Sotto questo aspetto, il risultato viene sempre portato a casa, e pur non elevandosi mai alle vette dei migliori esponenti del genere, mantiene un impressionante senso di fisicità che è solo un po’ timido, ma quasi mai privo di humor.

È un peccato quindi che The Protégé perda traccia della propria trama da qualche parte intorno al punto centrale, passando da un revenge thriller a una sorta di tira e molla romantico tra Anna e il rivale Rembrandt (Michael Keaton, fascinoso ma troppo vecchio per interpretare questa parte). La dinamica del ‘si baceranno / uccideranno’ è simpatica di per sé, ma segna un drastico cambiamento nelle priorità del film, con la vendetta che fa un passo indietro in favore dei giochini amorosi a spese della fino a lì crescente tensione e della coesione narrativa.

A un certo punto, Anna scopre l’identità del suo obiettivo finale – il datore di lavoro di Rembrandt – fuori schermo, ma al pubblico non vengono forniti gli strumenti per seguire coerentemente le sue azioni o i suoi processi mentali fino a molto più avanti. È una scelta narrativa chiaramente intesa a creare intrighi, ma finisce solo per confondere la posta in gioco e diluire la motivazione della protagonista, soprattutto quando The Protégé inizia ad accumulare colpi di scena che cementano ulteriormente l’antagonista definitivo come un cattivo amorfo invece di qualcuno che varrebbe la pena di far fuori. C’è un tentativo di riempire queste informazioni necessarie in una scena clou, che tuttavia non può ricompensare l’esperienza dell’aver dovuto assistere a scene che appaiono completamente immotivate sul momento.

the protege film prime 2021 maggie q e sam jacksonInoltre, l’enfasi posta sulle origini di Anna in Vietnam è stranamente prominente mentre i retroscena avanzano. I dettagli della sua infanzia non hanno molta rilevanza per la trama al di fuori della sua relazione con Moody, che è stabilita già nella scena di apertura di The Protégé, quindi il fatto che il terzo atto abbia svariati flashback estesi per garantire alla donna una storia delle origini sembra presente solo come tentativo di creare una mitologia non necessaria da usare in eventuali sequel.

Si tratta di un’aggiunta goffa a una trama che oscura già troppo della sua storia di misteri abbastanza semplice di per se, ed è francamente scioccante che in fase di montaggio non si sia provveduto a sforbiciare qualcosa in più.

Ad ogni modo, The Protégé si qualifica come un film che funziona molto meglio di quanto dovrebbe. Le singole scene brulicano di chimica e di umorismo, con scontri che lasciano macchie di sangue sugli arredi e gli infissi. Sarebbe quasi abbastanza da farci dimenticare che dovremmo preoccuparci di volere vendetta per Moody, o che il film non abbia spiegato completamente chi sia il villain principale, o che Michael Keaton sembri essere arrivato da un set completamente diverso per distrarre Maggie Q. In fondo va tutto bene perché, in qualche modo, in modo non plausibile, ci stiamo divertendo. Lasciate allora il cervello sul comodino per 100 minuti e non rimettetelo al suo posto fino ai titoli di coda.

Di seguito trovate il trailer internazionale di The Protégé, nel catalogo di Amazon Prime Video dal 25 agosto: