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Titolo originale: The Barbarians , uscita: 20-03-1987. Budget: $4,000,000. Regista: Ruggero Deodato.

La recensione concisa: The Barbarians & Co. di Ruggero Deodato

05/09/2020 recensione film di Marco Tedesco

Nel 1987 i nerboruti gemelli David e Peter Paul erano i protagonisti di un dignitoso sword & sorcery all'italiana, ingenuo ma dai valori produttivi solidi

the Barbarians film deodato 1987

Uscito nei cinema italiani nell’estate del 1987, prodotto dalla Cannon Italia Srl e diretto dall’eclettico Ruggero Deodato, regista degli efferati e scioccanti Cannibal Holocaust e Ultimo mondo cannibale, ma anche del delicato L’ultimo sapore dell’aria, The Barbarians & Co. (titolo originale usato anche per i mercati esteri) è, sostanzialmente, una fiaba spettacolare e avventurosa realizzata con professionismo e con un filo di simpatica ironia (spesso ai limiti del ridicolo più o meno volontario).

the Barbarians deodato posterAmbientato tra verdi pianure e valli fiorite, il copione, sceneggiato da James R. Silke (Allan Quatermain e le miniere di re Salomone), ci racconta dapprima la vita della tribù di itineranti artisti chiamati Ragnicks e guidati dalla regina Canary (Virginia Bryant). Il segreto della felicità di questo popolo si nasconde in un magico rubino, che è la preda agognata del cattivissimo Kadar (Richard Lynch).

Tra furti, vendette, incatenamenti e regine che per salvare i loro sudditi e amici si trasformano in schiave nell’harem nemico, il film ci racconta le gesta di due gemelli, Gore e Kutchek (David e Peter Paul), della tribù dei Ragnicks. A costoro è affidata la sorte dell’intero popolo di cui essi sono destinati in qualche modo a essere i corifei.

La perfida moglie di Kadar, scoperto il segreto della futura salvezza dei Ragnicks, decide di separare i gemelli e, dopo qualche tempo, di metterli in un duello spietato l’uno contro l’altro, con il volto nascosto da una maschera. Qualcosa, però, non va per il verso giusto e i gemelli riescono a fuggire e a raggiungere i Ragnicks superstiti che, non riconoscendoli, quasi li ammazzano.

In un turbinio di costumi multicolori, ‘pentole di sangue’, osterie malfamate e turbolente, fantasmi delle rocce, tombe di antichi re, il secondo tempo di The Barbarians – che vanta la presenza dell’iconico Michael Berryman (Le colline hanno gli occhi) –  riserva molte sorprese capaci di accendere la fantasia dei più piccini (soprattutto) e degli adulti che abbiano amato il filone ‘barbarico’ inaugurato dal ben più maturo Conan di John Milius nel 1982, questa volta però ibridato col body building e col tema degli ‘uomini forti’ ma nobili d’animo e d’aspetto, lontani da tenzoni para-politiche, più vicini al mito di Ercole o del vecchio West selvaggio e pionieristico.

Dignitoso prodotto all’amatriciana afferente al sottogenere dello ‘sword & sorcery’ cinematografico, The Barbarians si avvale degli effetti speciali di Fabio Traversari ed Edmondo Natali (I nuovi barbari, Suspiria) e dei trucchi pratici curati da Francesco e Gaetano Paolocci (Tex e il signore degli abissi), che dimostrano – se ce ne fosse stato ancora il bisogno – di non aver alcunché da invidiare alle milionarie fucine delle meraviglie hollywoodiane.

Montato con ritmo svelto dall’esperto Eugenio Alabiso (Per qualche dollaro in più), forte di una piacevolissima colonna sonora di Pino Donaggio, The Barbarians, fotografato da Gianlorenzo Battaglia (L’isola degli uomini pesce) con colori da cartoon alla Metal Hurlant, in definitiva diverte e incuriosisce, dimostrando come in Italia, anche verso il finire degli anni ’80 si potessero ancora confezionare buoni prodotti di intrattenimento per questo tipo di cinema ingenuo, ma fantasioso e gradevole. Purtroppo si rivelò un fiasco al botteghino, incassando appena il corrispettivo di 800.000 dollari a fronte di un budget di circa 4 milioni.

Di seguito il trailer internazionale di The Barbarians:

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