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Voto: 6/10 Titolo originale: Silver Bullet , uscita: 10-10-1985. Budget: $7,000,000. Regista: Dan Attias.

La recensione concisa: Unico indizio la luna piena di Dan Attias

08/11/2020 recensione film di Marco Tedesco

Nel 1985 il regista esordiva dietro alla mdp adattando l'omonimo romanzo breve di Stephen King senza troppo brio

unico indizio la luna piena film 1985

“Un proiettile d’argento? Non crederai ancora a quelle vecchie favole?”, sorrideva l’amico-zombie di David Naughton nel film di John Landis Un lupo mannaro americano a Londra del 1981 (il nostro dossier). È noto infatti che, se per uccidere i vampiri occorrono i canonici paletti di frassino, il licantropo è ‘sensibile’ solamente alle pallottole d’argento, al Silver Bullet, come suggerisce il titolo inglese di Unico indizio la luna piena, trasposizione arrivata nei cinema nel 1985 dell’omonimo racconto breve di Stephen King (The Cycle of the Werewolf).

Lo scrittore del Maine, all’epoca quasi alle ‘dirette dipendenze’ del produttore Dino De Laurentiis come soggettista e sceneggiatore di lusso, mostrava invece di credere alle vecchie favole sui lupi mannari, sulla luna piena e sugli ululati notturni. Tutte cose che tornano volentieri, mischiate al consueto ritratto della provincia americana, nel film diretto dal debuttante Daniel Attias e irrobustito dalle creature artigianali del maestro Carlo Rambaldi.

Ancora una volta, l’orrore scaturisce dal nulla nella placida e laboriosa cittadina Tarker’s Mills. Una notte come le altre (ma c’era la luna piena …) un ferroviere ubriaco che va a sistemare uno scambio bloccato viene ritrovato senza testa e orrendamente mutilato: forse un treno l’ha travolto, o forse …

unico indizio la luna piena poster film 1985A raccontarci la storia è Jane, una ragazza (Megan Follows) che all’epoca dei fatti, la primavera del ’76, era poco più di una bambina petulante e cattivella. Il suo ‘problema’ era il piccolo fratello disabile Marty (Corey Haim), bloccato da anni su una carrozzella a motore. Sveglio, acuto e coraggioso, il ragazzo vive saggiamente la propria infermità, aiutato da uno zio ubriacone e sfortunato con le donne (Gary Busey).

Nel paesino, intanto, avvengono omicidi sempre più efferati: prima è la volta di una ragazza incinta che voleva suicidarsi (il mostro arriva giusto in tempo per completare l’opera), un bambino che giocava nel parco con un aquilone, una banda di «giustizieri della domenica» che s’è messa in testa di linciare il misterioso assassino.

L’unica traccia è appunto la luna piena; ma si sa che, in certe notti, tutti sono un po’ strani. E naturalmente nessuno crede al ragazzo ‘motorizzato’ quando dice di essersi salvato per miracolo dall’attacco del licantropo infilandogli un bengala in un occhio. Il giorno dopo, la sorella si mette alla ricerca di un ipotetico cittadino ferito al viso e lo trova nella persona più rispettabile del paese. Elementare, Watson.

Senza rovinare la sorpresa a chi non avesse mai visto Unico indizio la luna piena, Stephen King mostra qui di essere più interessato alla psicologia del protagonista che al crescendo della suspense. A cavallo della carrozzina ‘da corsa’ costruitagli dall’affettuoso zio e ribattezzata ‘Silver Bullet’, il giovane sfreccia sulle strade e allevia il dolore della menomazione: così lucido e concreto, non può che essere lui l’uomo che sparerà al momento opportuno la micidiale pallottola d’argento nella fronte del mostro peloso.

In definitiva, Unico indizio la luna piena è un horror pallido ma dignitoso che nei suoi 95 minuti aggiunge poco di nuovo al revival licantropesco inaugurato da L’Ululato di Joe Dante e solo pochi mesi prima nobilitato dal colto In compagnia dei lupi di Neil Jordan; se è vero i trucchi repellenti e le mutazioni in presa diretta sanno un bel po’ – inevitabilmente – di già visto, la mostruosità viene ora vista come estensione di una moralità bacata che colpisce secondo i voleri di Dio.

Un’ipotesi suggestiva dopo tanto variare attorno al tema dell’Uomo e della Bestia, ma forse Stephen King sarebbe stato il primo a sorriderci sopra. Per lui, scaltro sacerdote dell’orrore intelligente (che avrebbe di lì a poco debuttato alla regia con Brivido), questo tipo di prodotto era probabilmente soltanto business.

Di seguito il trailer internazionale di Unico indizio la luna piena:

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