L’esordio alla regia di Donato Carrisi è un film con Toni Servillo che ha ridefinito i confini del thriller
08/11/2026 news di Team Digital
Questo thriller di Donato Carrisi con Toni Servillo ha conquistato milioni di spettatori grazie a un finale inaspettato.

Nel 2017 il cinema italiano ha partorito un’opera che ha ridefinito i confini del thriller psicologico nostrano. La ragazza nella nebbia, diretto da Donato Carrisi al suo esordio alla regia, non è semplicemente un film poliziesco: è un meccanismo narrativo perfetto, una trappola cognitiva che inganna lo spettatore con la stessa metodicità con cui il suo protagonista manipola l’opinione pubblica.
Il film si apre con un’immagine potente: l’ispettore Vogel, interpretato da Toni Servillo, si risveglia sporco di sangue, la sua auto nel fosso, senza alcun ricordo di cosa sia accaduto. È la fine o l’inizio? Carrisi, scrittore di bestseller thriller prima che regista, conosce l’arte del flashback e ci trascina indietro nel tempo, in una notte nebbiosa nel paesino alpino di Avechot.
Lì, Anna Lou Kastner, una ragazza di sedici anni, è scomparsa nel nulla. La nebbia, elemento quasi tangibile della narrazione, diventa metafora perfetta dell’indagine stessa: tutto è offuscato, nulla è come appare. Vogel viene chiamato per risolvere il caso, e qui il film mostra la sua vera natura. Non è una detective story classica, ma un’analisi spietata del rapporto tra giustizia, media e verità.
Carrisi porta sul grande schermo la sua ossessione per i labirinti psicologici. La ragazza nella nebbia, con i suoi 128 minuti di durata, è una co-produzione italo-franco-tedesca che non risparmia colpi bassi allo spettatore. Due mesi sono passati dalla sparizione di Anna Lou, e ancora nessuna traccia del mostro. Ma chi è davvero il mostro in questa storia?
Il film gioca sporco, nel senso più nobile del termine. Manipola le aspettative, semina indizi falsi, costruisce sospetti su personaggi innocenti e innocenza su personaggi colpevoli. È un’esperienza cinematografica che costringe a interrogarsi non solo su chi ha commesso il crimine, ma su cosa significhi davvero cercare la verità in un’epoca dove la narrazione mediatica può distruggere vite con la stessa facilità con cui le costruisce.
Donato Carrisi dimostra di avere una maturità registica sorprendente per un debutto. Controlla i tempi narrativi con precisione, dosando le rivelazioni e costruendo un crescendo che culmina in un finale capace di ribaltare tutto ciò che abbiamo creduto di capire. È cinema che dialoga con la grande tradizione del noir europeo, ma con una sensibilità contemporanea, attenta ai meccanismi del true crime e della spettacolarizzazione del dolore.
Il film è stato un successo non solo in Italia e ha conquistato milioni di spettatori e numerosi riconoscimenti. Oggi è disponibile in streaming su piattaforme come Mediaset Infinity e Infinity Selection Amazon Channel. È un’opera che rispetta l’intelligenza dello spettatore pur prendendolo in giro, che costruisce un thriller avvincente senza rinunciare a una riflessione profonda sui meccanismi del potere, della giustizia e della verità.
In un panorama cinematografico italiano spesso timido nell’affrontare i generi, Carrisi ha dimostrato che si può fare grande cinema di genere senza scimmiottare Hollywood, ma attingendo alle nostre ossessioni, ai nostri fantasmi, alla nostra nebbia.
© Riproduzione riservata




