Titolo originale: Top Gun: Maverick , uscita: 21-05-2022. Budget: $170,000,000. Regista: Joseph Kosinski.
Luca Guadagnino stronca Top Gun: Maverick: «È un film bruttissimo»
08/06/2026 news di Stella Delmattino
Il regista ha riflettuto sul peso della nostalgia nel cinema contemporaneo, citando il blockbuster con Tom Cruise come esempio emblematico del fenomeno

Negli ultimi anni la nostalgia è diventata una delle risorse più preziose dell’industria cinematografica.
Tra sequel tardivi, remake, reboot e ritorni di personaggi iconici, Hollywood continua a puntare sempre più spesso sul legame emotivo che il pubblico conserva con opere e franchise del passato.
Un fenomeno che, secondo Luca Guadagnino, sta influenzando profondamente il modo in cui vengono realizzati e recepiti molti film contemporanei.
Intervenendo all’Innovation Festival de Il Foglio, il regista di Challengers, Queer e Chiamami col tuo nome ha parlato apertamente di quella che definisce una vera e propria “economia della nostalgia”.
«Disclosure Day fa parte dell’economia della nostalgia. Tutto l’immaginario viene costruito sulla nostalgia e quindi sul modo in cui possiamo muovere dentro di noi le viscere di ciò che pensiamo di aver perso per ritrovarlo.»
Secondo Guadagnino, il meccanismo non riguarda soltanto un singolo film o autore, ma rappresenta una tendenza sempre più diffusa nell’intrattenimento contemporaneo.
Per spiegare il concetto, il regista ha citato un titolo che negli ultimi anni è stato celebrato da pubblico e critica, diventando uno dei più grandi successi commerciali del periodo post-pandemico: Top Gun: Maverick.
E il suo giudizio è stato sorprendentemente severo.
«Ricordo che mentre stavo realizzando Challengers andai a vedere Top Gun: Maverick in una sala gremita. Fu un evento enorme per migliaia di persone ed era un film bruttissimo.»
Guadagnino ha quindi raccontato la reazione del pubblico presente alla proiezione.
«Eppure la gente urlava, lanciava popcorn, era felicissima, perché l’economia della nostalgia sembra essere l’unica merce che oggi può essere dominata da qualsiasi tipo di mercato.»
Le sue parole riaprono inevitabilmente il dibattito sul ruolo della nostalgia nell’attuale panorama cinematografico.
Diretto da Joseph Kosinski e interpretato da Tom Cruise, Top Gun: Maverick è stato uno dei fenomeni culturali più importanti degli ultimi anni, arrivando a incassare oltre 1,4 miliardi di dollari nel mondo e ottenendo sei candidature agli Oscar, compresa quella per il miglior film.
Per molti spettatori e critici il sequel è stato il simbolo di un certo modo di fare blockbuster hollywoodiani, capace di coniugare spettacolo, emozione e intrattenimento classico.
Guadagnino, invece, sembra vedere il film soprattutto come la dimostrazione di quanto il pubblico contemporaneo sia attratto da prodotti costruiti attorno a un immaginario familiare e rassicurante.
Una posizione destinata a dividere gli appassionati.
Da una parte c’è chi considera la nostalgia una componente naturale del racconto cinematografico, dall’altra chi teme che il continuo ritorno a franchise e proprietà intellettuali consolidate finisca per limitare la capacità dell’industria di proporre idee realmente nuove.
In ogni caso, il giudizio del regista italiano non passerà inosservato.
Non capita spesso, infatti, che uno degli autori più apprezzati del cinema contemporaneo definisca apertamente “un film bruttissimo” una delle opere più amate e redditizie degli ultimi anni.
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