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Riflessione | I 5 classici paradossi temporali della sci-fi … e come evitarli

03/07/2018 di Sabrina Crivelli

Dalla letteratura al cinema, dal fumetto alla TV, ci si arrovella ogni volta sull'effettiva fattibilità di un viaggio indietro nel tempo. Proviamo a fare chiarezza.

Chiunque abbia mai letto in un libro / fumetto – o visto al cinema o in TV – una storia di fantascienza incentrata su un viaggio nel tempo, potrà facilmente concludere che si tratti di un argomento assai delicato. I paradossi temporali potranno anche sembrare semplici e lineari all’inizio (in realtà non succede quasi mai …), ma divengono sempre abbastanza rapidamente (almeno in termini di minutaggio filmico) una sorta di enigma oscuro e filosoficamente complicato, che rende anche il più complesso dramma amoroso adolescenziale qualcosa di comprensione semplice e lineare al confronto. Forse, anzi, a pensarci bene, la ragione per cui tutti quei ragazzi del liceo sono afflitti da patemi melodrammatici sta proprio nel fatto di essere tutti troppo cool per trovare il tempo leggere storie di trip temporali, che certo insegnerebbero loro ad apprezzare i vantaggi di un appuntamento lineare …

Concentrandoci sui viaggi nel tempo però, la gran parte dei paradossi al cinema – e in letteratura – può essere generalmente risolta o evitata ricorrendo al principio di auto-consistenza di Novikov, che essenzialmente afferma che per ogni scenario in cui potrebbe sorgere un paradosso, la probabilità che quell’evento si verifichi effettivamente è uguale a zero. Tale assunto sta a indicare che, indipendentemente da cosa viene fatto, non è possibile creare un paradosso, perché le leggi della fisica quantistica si correggeranno da sole per evitare che ciò avvenga.

Tuttavia, bisogna in fondo sempre diffidare delle soluzioni e delle risposte troppo semplici, quindi abbiamo deciso di esplorare un po’ più in profondità l’argomento stilando una lista con gli esempi di paradossi temporali più comuni, ragionando su quale sia il modo migliore per evitarli o per porvi rimedio

1) Il Paradisso Ontologico

Noto anche come Paradosso Bootstraps, un paradosso ontologico sorge quando una persona o un oggetto (in t0) viene inviato indietro nel tempo (t-1) e recuperato da un’altra persona, le cui azioni fanno sì che si verifichino i fatti nella contemporaneità (in t0) della persona o dell’oggetto da cui è partito tutto, creando così un ciclo infinito senza punti di origine riconoscibili. Quindi, la persona o l’oggetto originale esce direttamente dal loop che lui stesso ha generato e il cui nome nasce dal racconto di Robert Heinlein By His Bootstraps, in Italia tradotto con Un gran bel futuro.

Esempio

I vari capitoli di Terminator esemplificano alla perfezione il paradosso ontologico. Partendo dal futuro, un Terminator (Arnold Schwarzenegger) viene inviato indietro nel tempo per uccidere la madre (Linda Hamilton) di John Connor (Edward Furlong), leader della resistenza, ancora prima della sua nascita. L’originale T-800 viene alla fine distrutto, i pezzi rimanenti vengono trovati dagli scienziati del passato, che usano tale tecnologia per … sviluppare e creare Skynet e i robot della serie Terminator. Skynet non sarebbe mai stata creata se proprio Skynet non avesse conquistato il mondo e mandato un Terminator indietro nel tempo per essere poi distrutto e portato alla creazione di Skynet stessa. Paradossale vero? A complicare ulteriormente le cose c’è il fatto che il John Connor del futuro (in Terminator 2 è incarnato da Michael Edwards) manda il suo amico Kyle Reese (Michael Biehn in Terminator, Jai Courtney in Terminator Genisys) indietro nel tempo per proteggere la madre dal T-800. Il risultato? Kyle finisce per avere in Terminator Genisys un rendez-vous con Sarah Connor (qui incarnata da Emilia Clarke) e poi concepire con lei il suo amico John Connor! Quindi, per riepilogare il tutto, se John non avesse mandato indietro il suo amico nel tempo, il suo amico (bell’amico!) non avrebbe mai fatto sesso con la donna, e il capo della resistenza non sarebbe mai nato …

Come evitarlo?

Nessuno è veramente sicuro che un paradosso ontologico nella vita reale possa portare a una massiccia emorragia dello spaziotempo, oppure se il loop chiuso si corregga automaticamente da sé, poiché comunque tutto ritorna all’ordine primo. Comunque sia, meglio evitare di rischiare inutilmente e la soluzione più efficace sarebbe semplicemente smettere di accettare “caramelle” dagli sconosciuti (e con caramelle s’intende oggetti misteriosi e dalle origini discutibili, magari portati in dono da loschi individui che possono – o meno – venire davvero dal futuro). In effetti, le ammonizioni materne in età infantile, oltre a tener la diletta prole lontana dai malintenzionati, forse erano anche tese ad impedire di imbattersi ed essere sedotti da qualche amico e viaggiatore nel tempo. O forse a incoraggiarlo …

2) Il Paradosso della Predestinazione

Il paradosso della predestinazione è simile al paradosso ontologico, in quanto la causa porta ad un effetto che poi riconduce alla causa iniziale. Il protagonista tipo del paradosso della predestinazione è simile a quello di una profezia che si autoavvera: la motivazione alla radice del viaggio nel tempo è alla fine lei stessa causata dal viaggiatore nel tempo e dalla sua decisione stessa di intraprendere il viaggio. Di norma, d’altronde, le storie che coinvolgono i paradossi della predestinazione spesso implicano una notevole dose d’ironia: il viaggiatore decide infatti di tornare indietro nel tempo per cambiare qualcosa nel suo presente, ma le sue azioni, invece di risolvere la situazione, involontariamente la determinano. Quindi è lui stesso a essere la causa dei suoi mali, e tutto torna come deve essere …  e il determinismo vince.

Esempio

In L’esercito delle 12 scimmie (12 Monkeys) di Terry Gilliam, James Cole (Bruce Willis) viene inviato nel passato per prevenire una terrificante pandemia che sembra coinvolgere il misterioso gruppo di fanatici chiamato l’ “Esercito delle Dodici Scimmie”. Le sue deliranti farneticazioni sul terribile futuro da cui è venuto sono sentite per caso da Jeffrey Goines (Brad Pitt), un paziente che poi, nel futuro di James, verrà ricordato quale capo proprio dell’Esercito delle Dodici scimmie. In definitiva, gli sforzi di Cole per impedire che il suo futuro si concretizzi ispirano le azioni che invero portano al futuro da cui proviene. E in un crudele gioco della sorte, quando James Cole da bambino assiste alla morte di un uomo in un aeroporto, che viene colpito da un colpo di pistola e spira tra le braccia di una bellissima donna bionda – ricordo che lo perseguiterà per il resto della sua vita – stava guardando in realtà sé stesso, ormai adulto e tornato indietro dal futuro che lui stesso aveva determinato … Così il giovane James Cole crescerà e ripeterà per intero il ciclo di eventi dal principio, portandolo a compimento.

Come evitarlo?

In questo caso, prevenire gli eventi è assai difficoltoso, dacché è tutto basato sul libero arbitrio dei suoi protagonisti (o sulla sua mancanza). Così, cercando di insegnarvi come evitare di cadere vittime del paradosso della predestinazione, probabilmente vi indurremmo solo a tornare indietro nel tempo e divenirne voi stessi la causa, un po’ come nel cortometraggio francese La jetée di Chris Marker (1962), che a suo tempo ispirò il regista Terry Gilliam per il suo L’esercito delle 12 scimmie (sceneggiato da David Webb Peoples e Janet Peoples), che a sua volta poi ispirò molti altri emuli successivi. Fondamentalmente non c’è salvezza, a meno di non dare il via al corso degli eventi e di non partire affatto per un viaggio nel tempo. Difatti, la teoria basata sull’esistenza di molti mondi e timeline alternative non può prevenire l’eventualità, perché le azioni poste in essere non creerebbero in questo caso una linea temporale divergente: si tradurrebbero solo nella tua situazione che si vuole evitare. Dunque, nulla cambierà il corso degli eventi. Di nuovo, a meno che non facciate nulla sin da principio, anche se perfino in questo caso non c’è garanzia di successo.

3) Il Paradosso del Nonno

Il paradosso del nonno conferma perfettamente il già citato principio di autoconsistenza di Novikov. L’idea di base è che, non importa quanto ci si provi, non è possibile tornare indietro nel tempo e uccidere il proprio nonno, perché facendolo, la propria madre o il proprio padre non sarebbero mai nati, il che significa che nemmeno voi sareste mai nati e di conseguenza non avreste potuto intraprendere il viaggio nel tempo e uccidere il vostro avo. Quindi, non è possibile andare nel passato e riuscire a far fuori il nonno, perché se ci foste riusciti, voi non saresti nati, quindi non sareste stati mai in grado di tornare indietro e ammazzare il nonno. Chiaro? Fondamentalmente, il paradosso del nonno è fondato sull’idea di un universo autocorrettivo e / o di punti fermi nel tempo. Anche se foste in grado di tornare indietro nel tempo e sparare alla testa a vostro nonno  (lo odiate davvero tanto eh?) prima che incontri quella che diventerà vostra nonna, ci sarebbe comunque una qualche deviazione che riporterebbe gli eventi all’ordine originario. Vostro nonno potrebbe rivelarsi un antesignano donatore di sperma o qualcosa del genere, quindi vostra nonna concepirebbe comunque un figlio (aka vostro padre/madre) che poi vi metterebbe al mondo affinchè voi possiate poi tornare indietro nel tempo e uccidere vostro nonno. Potreste quindi essere in grado di eludere alcuni dettagli temporali qua e là, ma non importa quello che farete, il risultato finale rimarrà sempre lo stesso.

Esempio

Mettiamo il caso che – come capita nella serie TV Lost – vi ritroviate su una magica isola tropicale dispersa da qualche parte nell’Oceano Pacifico e finiate per saltare nel tempo cercando di uccidere il cattivo di turno mentre costui è ancora un bambino e / o proviate a fermare la costruzione di un ordigno nucleare prima che esploda causando tutti i problemi elettromagnetici e le incongruenze della misteriosa e mistica isola in cui state sopravvivendo. Ebbene, il meglio che potrebbe accadere è di ottenere una specie di bizzarra realtà alternativa simile a un limbo induista che funziona benissimo come narrazione parallela a tutta la stagione finale del vostro show televisivo. Oh, e quel ragazzino a cui avete sparato diverrebbe piuttosto malvagio, e sarà solo colpa vostra …

Come evitarlo?

Mmmm, non cercate di uccidere vostro nonno nel passata prima della nascita di vostro padre. Prendetela come una metafora di tutto ciò che desiderate.

4) Il Paradosso dell’omicidio di Adolf Hitler

Simile al paradosso del nonno, il viaggiatore nel tempo torna indietro per cambiare qualcosa di significativo che è già successo. Diversamente dal precedente (che assumiamo auto-correggersi nonostante i nostri tentativi), il cambiamento che si desidera apportare nel paradosso dell’omicidio di Adolf Hitler è tecnicamente più fattibile, ma in fin dei conti altrettanto problematico. Il nome deriva dall’idea che si potrebbe teoricamente tornare indietro nel tempo e uccidere Adolf Hitler prima che dia inizia all’Olocausto, impedendo così l’uccisione sistematica di circa sei milioni di ebrei e di altre minoranze. Ovvio, in principio il proposito sarebbe più che auspicabile, ma anche la cosa all’apparenza più positiva ha delle implicazioni negative. Infatti, l’eliminazione del dittatore porterebbe a un effetto domino a spirale verso il basso con molte altre conseguenze che il benintenzionato viaggiatore del tempo probabilmente non avrebbe preso in considerazione, e che alla fine potrebbe portare a un situazione addirittura peggiore di quella che il viaggiatore ha cercato di impedire in prima battuta.

Esempio

La fattispecie è assai frequente nei fumetti: prendiamo gli X-Men, nello specifico la run denominata L’era di Apocalisse (Age of Apocalypse) dei primi anni ’90, in cui il figlio schizofrenico del Professor Xavier, Legion, decide di rendere orgoglioso di sé suo padre, aiutandolo ad avverare il suo sogno di una pacifica coesistenza tra mutanti e umani. Legion conclude che il modo migliore per farlo è tornare indietro nel tempo e uccidere Magneto prima che diventi quello che tutti noi conosciamo. L’unico problema è che Magneto e Xavier erano grandissimi amici in gioventù, quindi Xavier finisce col prendere il proiettile al posto di Magneto e muore (quindi sì, Legion tecnicamente finisceper uccidere suo padre, ma non è questo il punto). Come risultato, in assenza di Charles Xavier, lo psico malvagio darwinista super-mutante Apocalisse finisce per conquistare il mondo prima che la squadra degli X-Men di Magneto (chiamata così in onore del suo defunto amico) sia in grado di fermarlo. Ne consegue anche ogni tipo di folle situazione, come la presenza del malvagio Bestia Nera / Henry Philip McCoy, che lavora a fianco delle versioni cattive di Ciclope e Havok, o un Sabretooth al contrario tra le file dei buoni. Non solo, Magneto e Rogue a quanto pare avrebbero una liaison e gli umani sarebbero sistematicamente massacrati nei campi di concentramento da Apocalisse e dai suoi compari. Quindi, fondamentalmente, nel suo tentativo di uccidere un corrispettivo di Adolf Hitler (ovvero Magneto), Legion scatena inconsapevolmente un futuro / presente anche peggiore.

Come evitarlo?

Oltre al problema della ‘realtà alternativa che è ironicamente peggiore del mondo com’era prima del salto nel tempo’, c’è comunque anche il dilemma morale di uccidere un bambino innocente che, seppure in età adulta sarà destinato a diventare il peggior nemico della storia dell’umanità, è in quel preciso istante del tutto colpevole di alcun che. Il modo migliore per evitarlo è semplicemente e tristemente accettare che non si può cambiare il passato e che provare a farlo potrebbe portare a situazioni impreviste anche peggiori. A meno che voi non siate abbastanza intelligenti da riuscire a eliminare ogni elemento che poi possa determinare un effetto domino negativo derivante dalle vostre azioni. Piuttosto impossibile.

5) L‘Effetto Farfalla 

Simile all’effetto domino a cascata del paradosso dell’omicidio di Adolf Hitler, ma a un diverso livello. Considerando che uccidere il Führer avrebbe ovviamente implicazioni non indifferenti dal punto di vista storico, cosa accadrebbe se il cambiamento fosse qualcosa all’apparenza irrilevante, come calpestare accidentalmente un insetto tornando indietro nel passato? Ci avete mai pensato? I Simpson lo hanno fatto in modo molto simpatico. Si tratta in fondo del punto cruciale se si parla di paradossi dei viaggi nel tempo! Proprio come una farfalla che sbatte le ali in Brasile influenzerebbe le condizioni meteorologiche in Texas, un piccolo cambiamento nel passato potrebbe portare a ricadute rubegoldberghiane d’ogni sorta, che potrebbero più o meno gravemente avere impatto sul presente di tutti quanti. Il termine “effetto farfalla” – noto ai più forse per l’omonimo film di Eric Bress e J. Mackye Gruber del 2004 – deriva in realtà da Rumore di tuono (A Sound of Thunder), un racconto sci-fi breve di Ray Bradbury del 1952, in cui un personaggio accidentalmente calpestava una farfalla nella preistoria e provocava cambiamenti catastrofici nel futuro da cui era venuto.

Esempio

In Orfeo dai piedi di argilla (Orpheus with Clay Feet) di Philip K. Dick del 1964, il protagonista, Jesse Slade, si avvale dei servizi di un’agenzia di viaggi turistici nel tempo, che gli permette di tornare nel passato e divenire una grande ispirazione per una figura storica significativa. Slade sceglie di incontrare il suo scrittore di fantascienza preferito, Jack Dowland (ovvero il nome con cui Dick pubblicò il racconto). Sfortunatamente, nei suoi sforzi per ispirare il monumentale lavoro di fantascienza di Dowland, gli rivela direttamente che è un viaggiatore del tempo che spera di stimolare il suo lavoro. Dowland lo considera uno stratagemma offensivo e, di conseguenza, non diventerà mai il grande scrittore di fantascienza che avrebbe dovuto essere. Pubblica però un singolo racconto sci-fi, con lo pseudonimo ‘Philip K. Dick’: una storia chiamata per l’appunto Orfeo dai piedi di argilla, su un viaggiatore del tempo che torna indietro per ispirare il suo scrittore di fantascienza preferito, un uomo di nome Jack Dowland.

Come evitarlo?

State attenti a dove mettete i piedi …

Fonte: QB

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