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Poseidon: per girare questa scena scaricarono 340.000 litri d’acqua sul set, distruggendolo davvero

24/09/2026 news di Stella Delmattino

Wolfgang Petersen voleva che il remake del 2006 sembrasse il più reale possibile. Per riuscirci fece costruire gli interni della nave anche sottosopra

poseidon remake 2006 kurt russell

Nel 2006 gli effetti digitali permettevano già di capovolgere una nave da crociera e sommergerla praticamente senza bagnare nessuno. Wolfgang Petersen decise invece di costruire davvero una gigantesca sala da ballo sottosopra e scaricarci dentro circa 340.000 litri d’acqua.

Il risultato fu così violento che l’acqua strappò via parte del pavimento del set.

È uno dei retroscena più impressionanti di Poseidon, il kolossal con Kurt Russell, Josh Lucas, Richard Dreyfuss ed Emmy Rossum con cui il regista di Das Boot e La tempesta perfetta riportò al cinema il romanzo di Paul Gallico già alla base de L’avventura del Poseidon del 1972.

La storia è nota: durante la notte di Capodanno, una gigantesca onda anomala investe la nave da crociera Poseidon e la rovescia completamente. I sopravvissuti rimasti intrappolati al suo interno devono quindi attraversare la nave capovolta cercando di raggiungerne lo scafo prima che affondi.

Per Petersen, però, non bastava simulare quel mondo al computer.

La produzione occupò cinque teatri di posa della Warner Bros. e molti degli ambienti principali della nave vennero costruiti due volte: una versione normale per le scene precedenti all’impatto e una seconda letteralmente capovolta per tutto ciò che accade dopo.

L’esempio più spettacolare era la grande sala da ballo. La versione ancora intatta si trovava nello Stage 19; nello storico Stage 16, lo stesso utilizzato da Petersen per La tempesta perfetta, venne invece costruita la sua enorme controparte sottosopra.

Quando arriva il momento in cui le finestre cedono alla pressione dell’acqua, la produzione decise di combinare effetti digitali e distruzione reale.

Dieci enormi condotti riversarono sul set 90.000 galloni d’acqua, equivalenti a oltre 340.000 litri. Il produttore Duncan Henderson ricordò che l’impatto fu talmente potente da far tremare il terreno.

La sequenza venne preparata in più passaggi. Prima la sala fu filmata vuota mentre le finestre esplodevano e l’acqua invadeva realmente l’ambiente. Poi vennero effettuate altre riprese con elementi scenografici e stuntman, integrando infine tutto con gli effetti visivi.

Ma durante la prima inondazione accadde qualcosa che rende bene l’idea delle forze in gioco: la massa d’acqua fu sufficiente a sollevare e strappare il pavimento del set.

Petersen utilizzò addirittura 16 cineprese per riprendere la distruzione della sala e la rottura delle sue 48 finestre, proprio perché una sequenza di quelle dimensioni non era qualcosa che si potesse semplicemente ricominciare da capo a ogni ciak.

E la sala da ballo era soltanto una parte dell’impresa.

Venne costruita sottosopra anche una hall alta cinque piani, completa di un ascensore collassato sopra un vuoto di tre livelli. La cucina ebbe una propria versione invertita, mentre altri ambienti vennero montati su enormi piattaforme idrauliche capaci di inclinarli durante le riprese.

Persino il ponte di comando era troppo grande per poter essere ruotato completamente all’interno di un teatro di posa: dovette essere costruito in due sezioni separate.

Gli attori, intanto, non se la cavarono semplicemente recitando davanti a un green screen. Le sequenze subacquee furono concentrate verso la fine delle riprese e il cast affrontò un periodo di circa dieci giorni trascorso per molte ore in acqua. Henderson ricordò che Richard Dreyfuss inizialmente era particolarmente preoccupato, mentre Kurt Russell e Josh Lucas riuscivano a trattenere il respiro piuttosto a lungo.

Una produzione enorme per un film che, paradossalmente, al botteghino non riuscì a diventare il nuovo blockbuster marittimo sperato dalla Warner.

Il budget viene generalmente indicato intorno ai 160 milioni di dollari, anche se fonti dell’epoca parlarono di un costo potenzialmente vicino ai 180 milioni. Poseidon incassò circa 181,7 milioni di dollari nel mondo, appena sopra il solo costo di produzione e quindi ben lontano dal livello necessario per trasformarsi in un successo una volta considerate promozione e distribuzione.

Rivisto vent’anni dopo, però, il film conserva qualcosa che molti disaster movie digitali successivi hanno inevitabilmente perso: una parte considerevole di quel caos stava accadendo davvero davanti alla macchina da presa.

E quando l’acqua irrompe nella sala da ballo del Poseidon, quella violenza non è soltanto il risultato di una simulazione digitale. Sul set c’erano davvero centinaia di migliaia di litri pronti a travolgere tutto.

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