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Recensione libro + intervista | James Wan di Nico Parente e Edoardo Trevisani

10/06/2019 news di Alessandro Gamma

Dal folgorante Saw - L'enigmista al recente cinecomic Aquaman, i due autori provano a fare il punto della carriera del prolifico e impegnatissimo filmmaker, ormai non più solo Re Mida dell'horror

James Wan – da Saw e Insidious al Conjuring Universe e Aquaman di Nico Parente e Edoardo Trevisani

Classe 1977, l’australiano James Wan si impone all’attenzione degli appassionati di horror di tutto il mondo nel 2004, quando arriva nei cinema il sorprendente Saw – L’Enigmista, fortunatissimo primo capitolo di una lunga saga (il nostro approfondimento) che rilancia – volente o nolente – il sotto filone del torture porn, rendendolo in breve tempo un nome caldissimo a Hollywood (sempre attenta a possibili fonti di guadagno) e uno degli esponenti di riferimento del New Horror.

Capace di anticipare le mode e abile nel realizzare prodotti a basso budget ma tecnicamente dignitosi (specie quando è lui in prima a persona a dirigere), nascono così a stretto giro Dead Silence (2007), Insidious (2010) e L’evocazione – The Conjuring (2013), con gli ultimi due che si rivelano in particolare ottimi successi commerciali in grado di dar vita a svariati sequel, molto apprezzati per l’equilibrio tra l’artigianalità del cinema old school da James Wan tanto amata e le moderne aspettative di un pubblico di ragazzi desideroso di jumpscare e nuovi mostri dai quali farsi terrorizzare a cadenza semestrale.

James WanE se il revenge thriller Death Sentence nel 2007 è passato purtroppo inosservato (la recensione), la regia di blockbuster milionari come Fast & Furious 7 (2015) e del recentissimo Aquaman (la recensione) hanno ampiamente dimostrato come il talento di James Wan ha tranquillamente travalicato il genere horror.

Ora, dopo 15 anni esatti, Nico Parente ed Edoardo Trevisani fanno il punto della situazione sull’intensa carriera del filmmaker, impegnatissimo ormai a tempo pieno anche come produttore, con James Wan – Da Saw e Insidious al Conjuring Universe e Aquaman (Nicola Pesce Editore, 144 pagg, 12 euro), un volume che ripercorre in 13 capitoli (qualcuno è scaramantico?) – e film per film – tutta la sua produzione, provando a capirne stilemi e intenti, spaziando dalle sue influenze più o meno dichiarate alla sua attenzione nello scovare nuovi giovani talenti (ricordiamo che lui venne ‘scoperto’ grazie al clamoroso cortometraggio col pupazzo Billy sul noto triciclo). Sintetico ma completissimo.

Abbiamo quindi avuto il piacere di parlare di James Wan – Da Saw e Insidious al Conjuring Universe e Aquaman direttamente coi due autori, Nico Parente e Edoardo Trevisani, approfondendo i motivi che li hanno portati a scrivere questo libro.

Quando e/o con quale film avete capito che James Wan sarebbe stato un autore da tenere d’occhio e che sarebbe andato lontano?

NP Personalmente con Insidious. Partecipai all’anteprima a Roma del film, che vedeva presente anche Wan, e in quell’occasione, ascoltandolo, compresi che non aveva alcuna intenzione di arrestare la sua ascesa.

ET Insidious è il film di Wan che mi ha colpito di più. È terrificante, girato in maniera perfetta e ha un’atmosfera che non lascia indifferenti. In più contiene già tutte le tematiche care al regista ed esprime alla perfezione il suo concetto di orrore. Però devo dire che la conferma circa la sua statura di autore l’ho avuta con Insidious 2, perché non solo si dimostra all’altezza del primo capitolo, ma riesce a proporre delle soluzioni narrative e visive per niente banali.

insidious-2Quando avete cominciato a pensare a James Wan – Da Saw e Insidious al Conjuring Universe e Aquaman?

NP Appreso che il Conjuring Universe avrebbe avuto ancora molto da offrire, proposi a Edoardo di dedicare un volume a James Wan che lo analizzasse non solo come autore ma anche nelle vesti di produttore e/o autore di soggetti e sceneggiature.

ET Era un’idea che avevamo già da un po’ e ha preso forma nel momento in cui si andavano espandendo sia il Conjuring Universe, sia la saga di Insidious. Eravamo entusiasti di quello che stava per uscire in sala e non potevamo attendere oltre per scrivere.

Come vi siete organizzati per scriverlo a quattro mani?

NP Come per altri lavori, suddividendoci i titoli da trattare. Poi magari ciascuno era libero di intervenire su un titolo, aggiungendoci elementi analitici.

ET Inizialmente ognuno ha scelto i titoli da trattare in base ai propri gusti, poi, man mano che il lavoro procedeva, ci siamo confrontati e abbiamo dato forma al libro.

Death SentenceCon tutti i progetti a cui James Wan è costantemente collegato, non c’è il rischio di diventare già tra pochi mesi ‘obsoleti’?

NP Non avevamo alcuna pretesa di realizzare un volume completo. Eravamo ben consapevoli che James Wan non si sarebbe arrestato con il suo ciclo produttivo. E’ stato un primo passo, che nessuno sinora aveva ancora fatto.

ET Be’, è un rischio che abbiamo preventivato. Ma questo lavoro è solo un inizio, è un tentativo di imporre una riflessione critica su uno degli autori maggiori dell’horror contemporaneo. James Wan è giovane e sappiamo che il suo cinema è tutto in evoluzione, perciò il nostro libro è un primo passo.

Avete provato a contattare James Wan per una intervista da inserire nel volume? (ci sarebbe stata proprio bene a corredo)

NP Sì, ma è davvero una persona schiva e comunque attendere una sua eventuale partecipazione avrebbe significato ritardi inutili sui tempi di pubblicazione. Sarebbe stato certamente interessante, ma non era indispensabile.

ET All’epoca era impegnato con diversi progetti, tra cui Aquaman, di conseguenza non era semplice contattarlo. Ma speriamo di poterlo contattare in futuro. Chissà …

Aquaman (2018)Secondo voi che futuro si prospetta per James Wan ora?

NP Un futuro che lo vedrà sempre più produttore e supervisor e meno regista, almeno secondo me.

ET Questo dipenderà molto da come si evolverà il mercato cinematografico. James Wan, sia come produttore che come regista, si muove con molta consapevolezza all’interno dell’attuale industria cinematografica, dunque qualunque scelta futura sarà sempre fatta con una certa attenzione nei riguardi del mercato. C’è però un aspetto che non va sottovalutato, ovvero che, almeno fino ad oggi, tutti i suoi progetti sono stati realizzati per il cinema. È uno che crede ancora alla sala cinematografica e non è un fatto scontato di questi tempi. Credo comunque che al di là dell’esperienza di Aquaman, presto o tardi sfornerà qualche altra pellicola dell’orrore di quelle che ci piacciono tanto.

Di seguito la clip con gli ultimi 5 minuti di Saw – L’enigmista del 2004:

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