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7/10 su 3234 voti. Titolo originale: Collateral , uscita: 04-08-2004. Budget: $65,000,000. Regista: Michael Mann.

Recensione story | Collateral di Michael Mann

02/01/2020 recensione film di William Maga

Nel 2004, Tom Cruise e Jamie Foxx diventavano i perfetti protagonisti di un cupo noir notturno, girato con estrema perizia tecnica, capace di dipingere Los Angeles come mai prima era stato fatto

Tom Cruise e Jamie Foxx in Collateral (2004)

Alla sua presentazione in anteprima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia del 2004 (fuori concorso), Collateral di Michael Mann – reduce dal mezzo passo falso di Alì del 2001 – fece soprattutto scalpore per l’inedita presentazione della star Tom Cruise – reduce dal successo di L’Ultimo Samurai dell’anni precedente – come un feroce killer dall’intrigante capello sale e pepe. Il personaggio principale del film è in qualche modo un ‘filosofo’: il suo Vincent è un assassino nichilista che uccide le proprie vittime come un persona normale schiaccereste una zanzara, ma è capace di impartire lezioni di vita al tassinaro Max (Jamie Foxx), che ha scelto come inconsapevole compagno di una notte di strage.

Da Collateral emerge un «rimosso» importante del cinema hollywoodiano e, forse, dell’America tutta: il desiderio commovente di radici culturali, il bisogno di riscoprire la forza letteraria ed evocativa di una lingua – l’inglese – che sta diventando, nel mondo globalizzato e anche negli stessi Stati Uniti multietnici, un puro veicolo di comunicazione. Si tratta di un film che esibisce, e cerca, cultura, facendola emergere sapientemente da un’odissea di sangue e di morte, da una struttura narrativa squisitamente di genere che però acquista, nelle mani di Michael Mann, dignità di arte.

collateral film posterL’oggi 76enne filmmaker di Chicago, che assunse la regia dopo i rifiuti di Spike Lee, Martin Scorsese e Steven Spielbergm, ben conscio di essere un regista sovrumano e maniacale non mise becco alla sceneggiatura di uno scrittore ‘terzo’ (Stuart Beattie). In tal modo, Collateral diventa un film-ritratto di città, con Los Angeles al tempo stesso realistica e dantesca. Realistica perché ha ragione Michael Mann quando ci ricorda (sulle note di Shadow on the sun degli Audioslave) che a L.A. può davvero capitare che un mistico coyote ti attraversi la strada a un semaforo e che nulla è stato fatto, a livello di scenografia, per abbellire o imbruttire la megalopoli californiana; dantesca perché il film ci porta veramente all’Inferno.

E per trasformare Los Angeles nell’Ade basta «ritoccarne» le luci e giocare, come solo Michael Mann sa fare, sulla messa a fuoco: Collateral è girato in digitale, non in pellicola, perché il regista i suoi direttori della fotografia Dion Beebe e Paul Cameron ritenevano che il «calore» del 35 millimetri non fosse adatto alle necessarie modificazioni cromatiche e psicologiche.

Il risultato è stupefacente: la trama da thriller classico diventa una tavolozza di luci, ombre e colori, ogni inquadratura è un capolavoro di pittura postmoderna. Non solo: è incredibile come Michael Mann e soci riescano a rendere emozionante, e inedita, una situazione vista al cinema migliaia di volte. Tutto Collateral è girato dentro un taxi: il tassinaro guida, il passeggero gli sconvolge la vita. Ci sono passati, in modi diversi, Robert De Niro, Alberto Sordi e quasi tutti gli attori della storia, ma Tom Cruise (che si preparò al non semplice ruolo in modi tanto bizzarri quanto efficaci) e Jamie Foxx riescono a trovare una marcia in più. Difficile pensare che Leonardo DiCaprio (impegnato però con The Aviator) o Edward Norton, a cui erano state offerte addirittura entrambe le parti, avrebbero saputo fare meglio.

E allora, più di direi qualcosa su CIÒ che il film racconta, è qui fondamentale sottolineare il COME lo racconta. Un tassista sognatore di Los Angeles, Max, accompagna in ufficio una bella avvocatessa (Jada Pinkett Smith) e facendo due chiacchiere nasce il sospetto di una possibile amicizia. Sta di fatto che lei gli lascia il suo biglietto da visita. Dal palazzo dove la donna è entrata, esce Vincent: capelli e abito grigio, valigetta in pelle, occhiali da sole e sguardo da strafico. Sale sul taxi di Max e gli dà un indirizzo di Downtown. Ci arrivano. Vincent chiede a Max di aspettarlo, anzi: in cambio di 600 dollari lo «noleggia» per la notte, visto che ha diversi appuntamenti per sbrigare affari in città. Max accetta. Vincent sale e Max lo aspetta in auto. Passano pochi minuti, e sul tetto del taxi piomba un cadavere: è il tizio che Vincent ha appena assassinato. Da qui in poi, in un incubo percorso da paradossali momenti di solidarietà, Vincent e Max sono legati a filo doppio: il secondo dovrà accompagnare il primo nel suo percorso di morte, e a tratti addirittura aiutarlo; mentre il primo impartirà al secondo alcune utili nozioni di comportamento e lo inciterà a chiamare quella bella ragazza che gli ha lasciato il numero. E Max lo farà.

tom cruise collateral 2004 filmIl finale dovreste conoscerlo tutti ormai.

Collateral è la lunga, buia notte di tre anime, un intenso studio dei personaggi che funziona anche in triplice copia come film noir e road movie. Michael Mann ci guida attraverso una grande varietà di location sparse Los Angeles, giustapponendo un suggestivo jazz club vuoto con il tempo per un aneddoto su Miles Davis e una frenetica sparatoria in una discoteca coreana.

Come quella dei piccoli comprimari (Mark Ruffalo, Peter Berg, Javier Bardem, Irma P. Hall), anche le scelte musicali del regista sono poi particolarmente ispirate: a parte Bach e il citato Davis, sono perlopiù cupe, tenebrose, ma centrate. Il film aumenta la sua tensione con attenzione, una tacca alla volta e se il villain inusuale di Tom Cruise è impressionante, è lasciato a Jamie Foxx il compito di sorprendere gli spettatori con una interpretazione intensa e convinta (non è un caso che l’anno successivo avrebbe vinto un premio Oscar per Ray).

E se è vero che siamo passati attraverso innumerevoli climax ambientati in una metropolitana, quella di Collateral inserita appena prima del finale in stile La Finestra sul Cortile, praticamente senza dialoghi e girata con una luce naturale che le infonde un aspetto fumoso e sfocato, non può che affascinare inesorabilmente.

Di seguito il trailer internazionale di Collateral:

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