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4/10 su 24 voti. Titolo originale: The Alchemist Cookbook, uscita: 13-03-2016. Regista: Joel Potrykus.

[recensione] The Alchemist Cookbook di Joel Potrykus

14/12/2016 recensione film di Sabrina Crivelli

Una commedia satirica con un tocco horror che ci proietta nelle peripezie farsesche di un aspirante mago eremita dei nostri tempi

In una moderna versione di uno stregone eremita, The Alchemist Cookbook di Joel Potrykus riesce perfettamente a tratteggiare con tono ironico e un po’ dark quella tanta inneggiata, almeno di questi tempi, autarchia naturista e utopica.

the-alchemist-cookbookLa società disturba Sean (Ty Hickson) che, dopo un evento non ben definito, decide di isolarsi in un ritorno alle origini, seppure con qualche confort quali luce ed elettricità, e trasferirsi in un camper in mezzo ai boschi, in cui con il gatto, conduce un’esistenza piuttosto spartana. Tuttavia, al contrario di Captain Fantastic, in cui un pater familias con velleità hippie e inseme spartiate viveva con i figli una specie di ritiro in lande incontaminate per rifiuto della corrotta modernità, il giovane qui sembrerebbe molto meno idealista: ha un generatore, è costantemente accompagnato dal suono di una radio, ma soprattutto passa il tempo a ingirgitare patatine, Cocacola ed ogni genere di junk food, certo pratica peculiare per un purista. Più vicina allora ad una fuga post-adolescenziale, non sembra esserci tutta questa etica convinzione dietro alla scelta del ragazzo. Sean più di tutto parrebbe non dover affrontare i problemi della quotidianità; lo intuiamo da un dialogo con Cortez (Amari Cheatom), amico e co-proprietario della nuova residenza, che va a trovarlo e porta beni di prima necessità: la migrazione nell’improvvisato alloggio silvestre, che è stato in passato il rifugio di ambedue, sembra più un modo per non dover pensare a trovarsi un vero lavoro e alle bollette, che l’aspirante anacoreta replica secco di non voler prendere nemmeno in considerazione, quando l’altro gli pone il problema.

the-alchemist-cookbook-posterTuttavia l’epicentro del black humor, non è solo nella satira sociale in senso stretto, la descrizione dei due personaggi singolari e un po’ disagiati, fissati con i film degli anni ottanta (vanno in visibilio per le videocassette di Danko e Commando), uno dal fare un po’ gangsta che mangia scatolette per gatti, l’altro sociopatico dalle velleità isolazioniste, ma dalla declinazione farsesca e contemporanea di un archetipo d’altri tempi, l’alchimista del titolo. Dalle leggende e dalla narrativa medioevali, tale peculiare scienziato- mago si affaccendava per creare l’oro tramutando metalli meno nobili e, sperimentando diverse combinazioni di elementi, mirava alla loro purificazione tramite la pietra filosofale con diverse formule magiche. Come nella tradizione, anche al centro della rilettura odierna c’è un misterioso libello, all’interno del quale troviamo numerosi sortilegi, tra cui quelli per invocare una forze oscure. Ebbene in una sorta di gioco, il protagonista, stolto, inizia a praticare le arti occulte ed evocare un demone boschivo che, a quanto pare, abita il laghetto salmastro vicino alla sua magione, forse nella speranza di ottenere da questo una qualche forma di realizzazione. In una serie di capitoli, accompagnati dai simboli esoterici, lo stregone improvvisato e grottesco approccia una materia oltremodo pericolosa con stolida spavalderia fanciullesca. Sean sembra più un infante che fa esperimenti con alambicchi e rituali, con un piccolo chimico dai poteri spropositati, che un serio studioso d’alchimia, ovvia poi la punizione per la sua spocchia e faciloneria. Non si scherza con il Male… A insegnarglielo è il malvagio spirito silvestre che tanto desiderava incontrare, un’entità ferina che cambia forma, miete vittime e di cui, una volta destato, è assai arduo liberarsi. Poi il rimpianto o la paura sono inutili, è troppo tardi.

the-alchemist-cookbook-1Dunque troviamo questo farsesco uomo moderno, che ricerca la propria realizzazione in un sapere ancestrale, ma nulla prende seriamente e, dilettandosi d’occultismo come svago per riempire le proprie giornate o soddisfare le proprie brame senza faticare, ricorre a qualcosa che è incapace di controllare. Il personaggio incarna perfettamente la declinazione delle motivazioni e delle pratiche di una demonologia pressapochista post-contemporanea. Ne seguiamo lo sviluppo, o meglio il crollo mentale, attraverso la ottima performance di Hickson, che sapientemente rende il lento sprofondare nella follia, forse complice la prolungata astensione dal prendere certe pillole. L’attore riesce efficacemente a costruire una psicologia tutt’altro che elementare, la sua mimica traduce bene il valicare dalla tracotanza dello stupido a una vera e propria alienazione, fino al puro terrore. Hickson regge praticamente da solo sulle sue spalle l’intero sviluppo, eccezion fatta per qualche sparuto scambio verbale con l’amico, con il gatto e con il demone irsuto; dunque è un soliloquio continuo accompagnato dal reiterare azioni evocative, che ci lascia per molto dubbiosi tra l’essere al cospetto di un esempio di demenza o di un solitario apprendistato magico che porterà al conseguimento di sovrumane facoltà, seppur ricorrendo a forze demoniche. La sua interpretazione è teatrale, tragica e comica allo stesso tempo, è eccessiva, espressionista e grottesca, certo l’aspetto più riuscito dell’intero film, che di suo ha una trama piuttosto asciutta, pochissimi interpreti e ci regala azione con estrema parsimonia. Sebbene infine declini parzialmente nell’horror, l’atmosfera è piuttosto neutra, solo poche sequenze sono disturbanti e tutte concentrate avanti nel minutaggio, mentre il truce ed il cruento si limitano davvero a un pugno di fotogrammi.

Se dunque il fine fosse stata tesa ad un’orrorifica narrazione psicologica, ovvero a fondere il fantasmatico ai deliri di un sociopatico, il carattere dell’immagine non supporterebbe certo l’intento e la pellicola sarebbe poco riuscita. Al contrario, quale satira dalla comicità dark e irriverente The Alchemist Cookbook soddisfa ampiamente le aspettative, conducendoci grazie alle istrioniche doti di Hickson nei meandri di un’avventura occultista e insieme picaresca.

Fonte: YouTube

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