Robert Pattinson e Tom Holland hanno recitato insieme prima di Odissea in questo thriller poco conosciuto
10/10/2026 news di Andrea Palazzolo
Il film Netflix con Tom Holland e Robert Pattinson che ha diviso critica e pubblico. Analisi completa del thriller di Antonio Campos.

C’è un momento preciso in cui capisci che Le strade del male non è un film qualunque. Forse è quando vedi un uomo pregare davanti a un altare improvvisato nel cuore della foresta, sacrificando animali nella disperata speranza di salvare sua moglie dal cancro. O forse è quando realizzi che ogni personaggio di questa storia, ambientata nella sperduta Knockemstiff dell’Ohio, porta con sé una forma di dannazione che si trasmette come un virus, di generazione in generazione, di incontro in incontro.
Uscito su Netflix il 16 settembre 2020, Le strade del male è l’adattamento cinematografico del romanzo di Donald Ray Pollock, un thriller psicologico diretto da Antonio Campos che ha diviso critica e pubblico con la sua rappresentazione cruda e spietata dell’America rurale tra la fine della Seconda guerra mondiale e la guerra in Vietnam. Un’America dove la fede religiosa si mescola alla violenza, dove la corruzione morale è la norma e dove il male si annida proprio dove dovrebbe esserci redenzione.
Il film inizia nel 1945, quando il giovane marine Willard Russell, interpretato da Bill Skarsgård, torna dalla guerra portandosi dietro traumi che non lo abbandoneranno mai. Durante un’operazione militare si è imbattuto in un commilitone scuoiato e crocifisso dai giapponesi, costringendolo a porre fine alla sua agonia con un colpo di grazia. Quell’immagine, quella violenza estrema, quel momento in cui Dio sembra aver voltato le spalle all’umanità, segnerà per sempre la sua esistenza.
Tornato a casa, Willard sposa la giovane cameriera Charlotte e si trasferisce a Knockemstiff cercando di costruire una vita normale. Ma quando sua moglie si ammala di cancro, la disperazione lo spinge verso forme di devozione sempre più estreme. Costruisce un altare nel bosco, prega ossessivamente, poi inizia a sacrificare animali, convinto che solo un atto estremo possa convincere Dio a concedere un miracolo. Il giovane Arvin, loro figlio, assiste a tutto questo, crescendo in un ambiente dove la linea tra fede e follia è diventata impercettibile.
Tom Holland, che il grande pubblico conosce come l’attuale Spider-Man del Marvel Cinematic Universe, interpreta Arvin adulto con una maturità sorprendente. Questo ruolo rappresenta per l’attore britannico un distacco netto dall’immagine dell’eroe positivo, mostrandolo invece come un giovane segnato dalla perdita e dalla violenza, costretto a confrontarsi con un mondo dove la bontà sembra non avere spazio. Dopo la morte della madre e il conseguente suicidio del padre, Arvin si ritrova solo, bullizzato a scuola, cresciuto da una nonna che fa del suo meglio ma non può cancellare le cicatrici che il ragazzo porta dentro.
La struttura narrativa del film è particolare, quasi corale. Non segue una sola storia lineare ma intreccia le vite di diversi personaggi, tutti legati da un filo conduttore di violenza e religiosità deviata. C’è la coppia di serial killer formata da Carl e Sandy Henderson, interpretati rispettivamente da Jason Clarke e Riley Keough, che viaggia per le autostrade americane in cerca di autostoppisti da fotografare in pose compromettenti prima di ucciderli. C’è il predicatore Preston Teagardin, cui Robert Pattinson presta il volto con un’interpretazione disturbante, un uomo di chiesa che usa la sua posizione per abusare delle fedeli più giovani e vulnerabili, nascondendosi dietro la parola di Dio mentre commette gli atti più spregevoli.
Le strade del male è un film che chiede molto allo spettatore. Chiede di immergersi in un mondo senza speranza, di seguire personaggi raramente redimibili, di assistere a violenze esplicite e situazioni moralmente ripugnanti. Non è intrattenimento leggero, non offre catarsi facili o finali confortanti. È cinema che vuole disturbare, provocare, lasciare un segno. E in questo, per molti versi, ci riesce pienamente.
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