Sicario, Hollywood voleva Emily Blunt fuori dal ruolo principale: «Con un uomo avremmo avuto più soldi»
04/10/2026 news di Stella Delmattino
Prima dell'arrivo di Denis Villeneuve, Taylor Sheridan ricevette più volte la richiesta di cambiare il sesso di Kate Macer. Lo sceneggiatore si rifiutò, preservando uno degli elementi fondamentali del film

Oggi è difficile immaginare Sicario senza Emily Blunt. È attraverso Kate Macer, agente dell’FBI catapultata in un’operazione contro i cartelli messicani della quale comprende sempre meno regole e obiettivi, che Denis Villeneuve conduce lo spettatore dentro il lato più oscuro della guerra alla droga.
Eppure, durante lo sviluppo del film del 2015, qualcuno propose una soluzione apparentemente molto semplice per renderlo più appetibile commercialmente: trasformare Kate in un uomo.
Volevano che la protagonista di Sicario fosse un uomo
A raccontare la vicenda furono gli stessi Villeneuve ed Emily Blunt durante la presentazione di Sicario al Festival di Cannes. La pressione era arrivata prima che il regista canadese entrasse nel progetto e Taylor Sheridan aveva ricevuto più volte la richiesta di riscrivere il personaggio.
Il motivo era soprattutto commerciale. Blunt spiegò al Los Angeles Times che, durante le prime fasi dello sviluppo, si riteneva che sostituire la protagonista femminile con un uomo avrebbe permesso di coinvolgere una grande star maschile e aumentare sensibilmente il budget.
«All’inizio ci furono delle pressioni per il fatto piuttosto disgustoso che avresti potuto aumentare il budget di un altro terzo rendendo il personaggio un uomo.»
Per l’attrice, però, una simile modifica avrebbe alterato completamente la dinamica della storia. Ed è proprio qui che si trova uno degli aspetti più interessanti di Sicario: Kate non è stata scritta semplicemente come un agente dell’FBI al quale è capitato di essere donna.
Perché Taylor Sheridan non volle cambiare Kate
Lo stesso Taylor Sheridan ha successivamente ridimensionato in parte il racconto secondo cui ci sarebbe stata una battaglia continua per trasformare Kate in un uomo. Secondo lo sceneggiatore, le discussioni più frequenti riguardavano in realtà la possibilità di rendere il personaggio più attivo.
E Sheridan non voleva fare nemmeno quello.
Kate doveva trovarsi costantemente un passo indietro rispetto ad Alejandro e Matt, senza conoscere fino in fondo ciò che stava accadendo. Non perché fosse incapace, ma perché era il punto di vista dello spettatore: scopriamo le regole dell’operazione nello stesso momento in cui vengono progressivamente negate a lei.
Sheridan spiegò di averla resa deliberatamente impotente davanti a ciò che accade perché il pubblico provasse la stessa sensazione. Rafforzarla secondo le convenzioni del thriller d’azione avrebbe quindi rischiato di compromettere il meccanismo stesso del film.
Emily Blunt non voleva interpretare la solita “donna tosta”
Anche Blunt era interessata proprio alla vulnerabilità del personaggio. Arrivava da Edge of Tomorrow, dove Rita Vrataski era praticamente l’archetipo della guerriera d’azione letale. Kate doveva essere qualcosa di completamente diverso.
Per prepararsi, l’attrice parlò con quattro vere agenti dell’FBI e si sottopose ad addestramento tattico. Ciò che la interessava, però, non era trasformare Kate in una macchina da guerra, quanto capire il costo personale di una professione simile.
«Il problema è che questa qui viene presa a calci», scherzò Blunt quando le fecero notare che interpretava nuovamente una donna d’azione.
La sua Kate sa usare un’arma ed è competente nel proprio lavoro, ma davanti al sistema nel quale viene trascinata la competenza non basta. Ed è esattamente ciò che Sheridan voleva.
Villeneuve tolse quasi tutte le battute a Benicio Del Toro
Non fu l’unica decisione presa contro ciò che normalmente ci si aspetterebbe da un thriller hollywoodiano. Anche Alejandro cambiò radicalmente passando dalla pagina allo schermo.
Nella sceneggiatura di Sheridan, il personaggio interpretato da Benicio Del Toro parlava molto di più e spiegava apertamente parte del proprio passato. Durante la lavorazione, Villeneuve e Del Toro arrivarono invece alla conclusione che Alejandro sarebbe stato più efficace quanto meno avesse parlato.
Vennero quindi eliminate gran parte delle sue battute, compreso un monologo nel quale raccontava a Kate ciò che era accaduto alla sua famiglia. Del Toro preferiva che quel trauma fosse percepibile attraverso il comportamento del personaggio anziché spiegato direttamente allo spettatore.
Il risultato è uno degli elementi che rendono Alejandro così minaccioso: per buona parte di Sicario sappiamo di lui quasi esattamente quanto ne sa Kate.
Due scelte che hanno definito Sicario
È curioso che due delle caratteristiche oggi più riconoscibili del film siano nate proprio dal rifiuto di renderlo più convenzionale. Kate rimase una donna e rimase deliberatamente impotente davanti a un sistema che non comprende; Alejandro, al contrario, perse gran parte delle spiegazioni che avrebbero reso più facilmente leggibile il suo personaggio.
Da una parte abbiamo quindi qualcuno che fa continuamente domande senza ricevere risposte. Dall’altra, un uomo che potrebbe fornirle ma quasi non parla.
In mezzo c’è lo spettatore. Ed è proprio quella sensazione di essere entrati in qualcosa di molto più grande, violento e incomprensibile di noi a rendere ancora oggi Sicario uno dei thriller più tesi di Denis Villeneuve.
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