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Subisce cyberbullismo a 13 anni e tutto finisce in tragedia: questo film thriller su Netflix è un’agghiacciante storia vera

04/06/2026 news di Andrea Palazzolo

Numero Sconosciuto: Uno scandalo di cyberbullismo è il film documentario thriller che tutti stanno guardando ora su Netflix.

Poster di Numero Sconosciuto Uno scandalo di cyberbullismo

Ci sono storie che sfidano la logica, che mettono in discussione tutto ciò che crediamo di sapere sui legami familiari e sull’amore materno. Numero sconosciuto: uno scandalo di cyberbullismo, il documentario Netflix diretto da Skye Borgman, racconta una di queste vicende. Non su un serial killer o su un truffatore seriale, ma un mostro inaspettato: una madre.

Il titolo originale, Unknown Number: The High School Catfish, già anticipa il tema centrale di questa produzione che ha debuttato sulla piattaforma streaming lasciando gli spettatori letteralmente senza parole. Borgman, già autrice di Girl in the Picture e Abducted in Plain Sight, torna a esplorare i lati più oscuri della natura umana, ma questa volta la rivelazione finale supera ogni immaginazione.

La storia inizia nell’autunno del 2020, a Beal City, una piccola cittadina del Michigan. Protagonisti sono Lauryn Licari e Owen McKenny, entrambi tredicenni, soprannominati da tutti “la coppia d’oro” per la loro relazione che dura dalle scuole medie. Poco prima di Halloween, arriva il primo messaggio da un numero sconosciuto. Un messaggio di gruppo, apparentemente innocuo ma dal tono provocatorio: “Ciao Lauryn, Owen ti sta lasciando“. Seguono altri testi simili: “Non gli piaci più e non gli piaci da un po’“, “È ovvio che desidera me“. Sembrano le gelosie tipiche dell’adolescenza, forse una compagna di scuola invidiosa. I messaggi si interrompono dopo poco tempo. Niente di che, verrebbe da pensare. Ma è solo la quiete prima della tempesta.

Settembre 2021. I messaggi riprendono con una violenza inaudita. Non più sporadici, ma quotidiani, ossessivi, devastanti. Arrivano a cinquanta al giorno. Lauryn viene sommersa da insulti sempre più pesanti, minacce che la colpiscono nel profondo. Owen riceve commenti sessualmente espliciti, proposte morbose, testi che nessun tredicenne dovrebbe mai ricevere. Quello che rende la situazione ancora più inquietante è la precisione dei dettagli. Lo stalker conosce come Lauryn si veste, come si pettina, usa il suo soprannome riservato solo ad amici intimi e familiari. Deve essere qualcuno vicino, qualcuno della scuola. Il sospetto si diffonde come un virus nella comunità scolastica. Vengono accusati vari coetanei. La fiducia si sgretola, sostituita da una velenosa cultura del sospetto.

Lauryn e Owen, nel disperato tentativo di far cessare le molestie, decidono di lasciarsi. Sperano che rompendo la relazione, il carnefice si calmi. Non funziona. Anzi, i messaggi peggiorano. Si passa alla pura violenza verbale, all’istigazione al suicidio. I genitori di entrambi i ragazzi, giustamente terrorizzati, tentano di indagare autonomamente nell’ambiente scolastico, poi si rivolgono allo sceriffo locale. Ma il colpevole usa un’applicazione in grado di generare continuamente nuovi numeri telefonici, rendendo impossibile il blocco e complicando enormemente le indagini. Ogni tentativo di risalire al mittente si arena. Lo sceriffo, esaurite le proprie risorse, chiama l’FBI.

Una scena di Numero Sconosciuto Uno scandalo di cyberbullismo
Una scena di Numero Sconosciuto Uno scandalo di cyberbullismo, fonte: Netflix

Ed è a quel punto che la situazione precipita e viene svelato l’agghiacciante mistero. Il film solleva interrogativi profondi sui problemi psicologici non diagnosticati, sulla facilità con cui la tecnologia permette anonimato e molestie, sull’inadeguatezza delle risposte istituzionali al cyberbullismo. Ma soprattutto mostra come il male non abbia sempre il volto che ci aspettiamo. A volte indossa quello di chi dovrebbe proteggerci, di chi ci ha messo al mondo, di chi siede ogni sera al nostro stesso tavolo.

Numero sconosciuto: uno scandalo di cyberbullismo non è solo un documentario true crime. È uno specchio inquietante puntato sui lati più oscuri della psiche umana, sulla fragilità dei legami che consideriamo sacri, sulla capacità di autodistruzione che può annidarsi anche nelle situazioni apparentemente più normali. E forse è proprio questo, più dello shock della rivelazione finale, a renderlo così difficile da dimenticare.

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