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6/10 su 228 voti. Titolo originale: Swallow , uscita: 28-04-2019. Regista: Carlo Mirabella-Davis.

Swallow | La recensione del film con Haley Bennett

09/03/2020 recensione film di William Maga

L'attrice è la straordinaria protagonista del debutto del regista Carlo Mirabella-Davis, un thriller snervante che mescola abilmente body horror e allotriofagia

L’horror utilizzato come allegoria sociale è una storia vecchia quanto il mondo, anche se un pubblico meno attento potrebbe provare a convincervi che si tratta di un fenomeno completamente nuovo. Dal Frankenstein di Mary Shelley a L’invasione degli ultracorpi, fino  a Zombi di George A. Romero, Candyman e, naturalmente, quello che è assurto recentemente a esponente di spicco di questa categoria, ovvero Scappa – Get Out, la differenza oggi è che i nuovi film impregnati di sottotesti e commenti sociali vengono girati da filmmaker che in realtà fanno parte della società stessa che stanno indagando. Se Jordan Peele avesse realizzato il suo lungometraggio in qualsiasi altro momento precedente al 2017, ci sarebbero state buone probabilità che avremmo visto dietro alla mdp un uomo bianco, perdendo così quell’intimo senso di comprensione derivante da un artista che racconta una storia che è sua. La differenza ora è che i film che intendono dire qualcosa di sociale non si preoccupano di trovare il conforto delle masse mentre fanno una dichiarazione audace e unica.

swallow film 2020 posterIl 2020 ‘di genere’ ha già dimostrato con un certo vigore di avere a cuore il tema dell’abuso, in primo luogo quello verso le donne e sui modi terrificanti in cui si manifesta. Il riferimento è a The Lodge di Veronika Franz e Severin Fiala, una storia profondamente radicata, deliziosamente desolante di repressione religiosa e degli intensi effetti che il gaslighting ha sulla psiche umana. È una storia meravigliosamente controllata di isolamento e violenza guidata da una potente prova attoriale di Riley Keough. E presto – coronavirus permettendo – arriverà nei cinema italiani L’uomo invisibile di Leigh Whannell, un thriller sugli orrori degli abusi domestici e su come questi seguano la vittima – Elisabeth Moss – anche molto tempo dopo la loro fine.

In mezzo troviamo Swallow di Carlo Mirabella-Davis (The Swell Season), film passato anche Milano Film Festival lo scorso autunno che adotta un approccio molto diverso rispetto ai due precedenti titoli, introducendo nell’equazione un elemento di body horror molto più sconvolgente mentre segue una giovane donna che arriva a realizzare la gravità degli abusi domestici, con una prestazione di grande potenza della 32enne Haley Bennett (non a caso vincitrice di premi sia al Tribeca che al NIFFF).

Notate uno schema?

Hunter Conrad (Haley Bennett) è una casalinga appena sposata con il ricco ereditiere Richie (Austin Stowell), e ha appena scoperto di essere incinta. Proveniente da una famiglia della classe media e con una storia di malattia mentale, la ragazza si sente spesso in colpa per essere entrata in una famiglia così benestante. Quando inizia a sentirsi isolata da suo marito e dai suoi suoceri, le sue ansie e la conseguente depressione la portano a manifestare fisicamente il suo dolore confuso nell’unico modo che lei conosce: ingoiare le cose. Inizialmente, a partire da oggetti non commestibili, ma generalmente innocui come le biglie, la sua collezione di oggetti ingeriti cresce fino a includere oggetti più grandi, più affilati e più pericolosi. Quando l’abitudine di Hunter viene scoperta dalla sua famiglia, inizia a rendersi conto che la sua vita familiare, volendo continuare a mantenere quello status quo, potrebbe dover contenere più orrore di qualsiasi altro trauma subìto dal corpo.

Per dirla senza mezzi termini, Haley Bennett è una rivelazione in Swallow, ricordando al pubblico che dopo la sua breve, ma potente esplosione in film come La ragazza del treno e I Magnifici 7, è ancora un’attrice piuttosto sottovalutata a Hollywood rispetto alle colleghe della sua generazione. La sua interpretazione trasforma il film in qualcosa che assomiglia più a un oscuro dramma che un semplice horror sulla allotriofagia da portare nei festival di settore. È tranquillo e snervante, ma è anche incredibilmente simpatetico in un modo che non minimizza le sue esperienze come vittima di abusi. È un bizzarro modello di comportamento quello della protagonista, certo, (l’origine del disturbo non è peraltro esattamente fedele in termini medico-scientifici), ma non viene giudicato “deviato” o “psicotico”, piuttosto come comprensibile in qualcuno che prova un dolore profondo e silenzioso che solo un certo tipo di sensazione fisica può calmare.

swallow film 2020 haleyPur non trattandosi della sagra del gore, Swallow è uno dei film più visivamente impressionanti dell’ultimo periodo. È quel tipo di orrore sotto traccia che “potrebbe capitare anche a te” che gioca col fatto di prendere spunto dalla realtà così intensamente che lo spettatore non può può fare a meno di vedersi riflesso in una qualche misura in Hunter, specialmente quando seguiamo l’intorpidimento che deriva dalle parti peggiori della depressione. Coloro che ne hanno sofferto provano la stessa ansia nel fare qualcosa che sono consapevoli è un male, ma che può saziare – almeno momentaneamente – i loro sentimenti, che si tratti di ingerire oggetti, tagliarsi, abusare di droghe, dipendenza dal sesso, ecc. È la miscela di body horror fisico e intensa risonanza emotiva a creare un film così angosciantemente brutale, nonostante la mancanza pressoché totale di violenza oltre a qualche goccia di sangue e alcune immagini di chirurgia.

Questo è ciò che rende Swallow così avvincente, il modo in cui riesce a creare così tanta tensione dal poco che viene effettivamente mostrato sullo schermo. È così che il regista Carlo Mirabella-Davis ricorre a ogni senso per costruire l’esperienza sensoriale che, in definitiva, diventa il suo film. Dal sound design strabiliante alla colonna sonora inquietante di Nathan Halpern a come usa riprese lunghe e ampie per costruire il mondo distante e isolato della vita di Hunter. Il regista organizza un’opera capace di tenere in punta di poltroncina lo spettatore, oltre che instillargli una certa riluttanza a deglutire per lungo tempo.

È questo mix di contenuti visivi sconvolgenti che si mescolano con temi incredibilmente pesanti come l’abuso, lo stupro, il gaslighting e la repressione sociale che trasforma Swallow in un titolo contemporaneamente da non perdere e da non voler rivedere una seconda volta. Nel secondo caso, l’aspetto peggiore sarebbe il probabilmente perdersi molti dei dettagli dell’impressionante lavoro orchestrato da Carlo Mirabella-Davis, così come la devastante performance di Haley Bennett, anche se una menzione doverosa va fatta a Denis O’Hare (American Horror Story), in un ruolo piccolo, ma importante e credibile. In definitiva, è un film indie di genere, ma di quelli di cui quasi sicuramente non vedremo altri esempi nel prossimo futuro.

Di seguito trovate il trailer internazionale di Swallow: