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Tilly Norwood, la prima attrice A.I., spacca Hollywood: la creatrice la difende

30/09/2025 news di Stella Delmattino

Un'entrata in scena sconvolgente

Tilly Norwood i.a.

Il mondo dell’intrattenimento è in subbuglio dopo il debutto di Tilly Norwood, attrice digitale creata da Eline Van der Velden. La notizia che diversi agenti fossero già interessati a rappresentarla ha acceso un acceso dibattito a Hollywood, trasformando quello che doveva essere un semplice esperimento creativo in un caso mediatico.

In un post pubblicato su Instagram e condiviso anche sull’account ufficiale della Norwood, la Van der Velden ha difeso con forza la sua creazione:

“A chi ha espresso rabbia per la creazione del mio personaggio AI, Tilly Norwood, voglio dire che non è una sostituta di un essere umano, ma un’opera creativa – un’opera d’arte. Come molte forme d’arte prima di lei, suscita conversazioni, e questo di per sé dimostra la forza della creatività.”

La produttrice ha sottolineato come l’intelligenza artificiale debba essere vista come uno strumento artistico, non come una minaccia per gli attori:

“Vedo l’AI non come un rimpiazzo delle persone, ma come un nuovo strumento, un nuovo pennello. Così come l’animazione, la puppetry o la CGI hanno aperto nuove possibilità senza togliere nulla alla recitazione dal vivo, l’AI offre un altro modo di immaginare e costruire storie. Sono anch’io un’attrice, e nulla – certamente non un personaggio AI – potrà mai togliere valore o gioia alla performance umana.”

Tilly Norwood è il primo progetto dello studio Xicoia, nato come spin-off della casa di produzione Particle6. Allo Zurich Summit, la Van der Velden ha rivelato che alcune agenzie erano già pronte a firmare con l’attrice digitale, e un annuncio ufficiale sarebbe imminente.

La reazione del settore, però, è stata durissima. Molti attori hanno espresso indignazione sui social.

Melissa Barrera ha dichiarato: “Spero che tutti gli attori rappresentati da agenti che fanno questo genere di cose li mollino in tronco. Che schifo, cogliete i segnali intorno.”

Kiersey Clemons ha chiesto trasparenza: “Fuori i nomi degli agenti. Li voglio.”

Mara Wilson ha sollevato dubbi etici: “E le centinaia di giovani donne in carne e ossa i cui volti sono stati usati per comporla? Non potevate assumere nessuna di loro?”

Lukas Gage, con ironia, ha scritto che la Norwood sarebbe stata una “co-star terribile, sempre in ritardo e incapace di rispettare le scene”.

Toni Collette ha commentato solo con una serie di emoji urlanti.

Il futuro di Tilly Norwood è ancora incerto: sarà solo una curiosità tecnologica o un vero terremoto per l’industria? Quel che è sicuro è che Hollywood non ha preso alla leggera il suo arrivo.

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