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Zach Cregger ha già pronto il suo prossimo film: “2001 incontra Alien”, e nemmeno lui sa ancora come girarlo

23/09/2026 news di Stella Delmattino

Il regista di Barbarian, Weapons e Resident Evil andrà nello spazio con The Flood, un ambizioso thriller fantascientifico prodotto con Steven Spielberg e costruito attorno a una struttura narrativa decisamente insolita

zach cregger intervista 2026

Zach Cregger ha appena riportato Resident Evil al cinema, ma il suo prossimo progetto è già fissato. E, almeno sulla carta, potrebbe essere persino più difficile da realizzare.

Si intitola The Flood e segnerà uno spostamento dall’horror puro verso la fantascienza, pur senza abbandonare completamente gli elementi disturbanti che hanno caratterizzato finora il cinema del regista. A produrre il film ci sarà anche Steven Spielberg attraverso Amblin Entertainment, mentre Warner Bros. e New Line hanno già fissato l’uscita nelle sale statunitensi per l’11 agosto 2028.

Ma a rendere particolarmente intrigante il progetto sono soprattutto le nuove indicazioni fornite dallo stesso Cregger e quelle emerse sulla sceneggiatura. Per sintetizzarla in due titoli giganteschi della fantascienza, il giornalista Jordan Ruimy di World of Reel, che afferma di aver letto lo script, l’ha descritta come una sorta di incontro tra 2001: Odissea nello spazio e Alien.

Un segnale dallo spazio e qualcosa che altera la realtà

La trama ufficiale rimane ancora sotto chiave. Secondo quanto riportato da World of Reel, però, The Flood seguirebbe una squadra impegnata in una missione nello spazio profondo che intercetta un misterioso segnale ricorrente proveniente da un mondo remoto.

A guidare la spedizione sarebbe la capitana Elena Voss. L’indagine porterebbe l’equipaggio a entrare in contatto con uno strano oggetto alieno capace di alterare il tempo, la realtà e la percezione stessa dei personaggi.

È da questo punto che la sceneggiatura diventerebbe molto più difficile da raccontare senza anticiparne i meccanismi. Ruimy parla infatti di salti temporali, immagini particolarmente psichedeliche e di una narrazione che finirebbe per rimettere in discussione ciò che lo spettatore crede di avere visto.

Una costruzione che sembra riportare Cregger verso gli esperimenti narrativi di Barbarian e Weapons dopo il più lineare Resident Evil. E stavolta è il regista stesso a confermarlo.

Zach Cregger: “Non sono ancora sicuro di come realizzarlo”

Intervistato da Men’s Health, Cregger ha spiegato che The Flood possiede «un’altra struttura narrativa bizzarra», pur precisando che, a differenza dei suoi film precedenti, non sarà costruito saltando continuamente tra differenti punti di vista.

«Si sviluppa in un modo davvero unico di cui sono molto orgoglioso», ha anticipato. «È disturbante, ma non è un film horror, anche se contiene alcune scene horror».

Il passaggio più curioso arriva subito dopo. Nonostante abbia già completato la sceneggiatura, Cregger ammette infatti che la sfida tecnica rimane aperta: «Mi intimidisce. Non sono ancora davvero sicuro di come realizzarlo, ma penso che sia una buona cosa».

Non sorprende quindi che tra i riferimenti citati dal regista compaia 2001: Odissea nello spazio. Cregger ha evitato accuratamente di paragonare il proprio film al capolavoro di Stanley Kubrick, ma ne ha indicato un elemento che sembra fondamentale per capire le sue intenzioni: quella sua capacità di essere insieme fantascienza, esperienza straniante e riflessione sulla natura umana.

Per Cregger, infatti, 2001 è anche «un horror davvero avvincente», capace di affrontare l’intelligenza artificiale e interrogativi molto più grandi della semplice minaccia immediata. È sotto questo aspetto, ha spiegato, che vede una possibile affinità con The Flood.

L’idea di The Flood è nata in appena cinque giorni per Steven Spielberg

Ancora più singolare è il modo in cui il progetto ha preso forma. Cregger ha raccontato di aver avuto una finestra di appena cinque giorni per trovare un’idea da sviluppare con Steven Spielberg.

La scintilla arrivò mentre guardava un film insieme alla moglie. Davanti alla scena di un personaggio che entrava in un’astronave abbandonata, lei osservò che poche cose potevano essere più spaventose dell’essere intrappolati nello spazio. Cregger iniziò allora a chiedersi che cosa avrebbe potuto rendere quella situazione ancora più strana e terrificante.

La risposta, secondo il suo racconto, arrivò praticamente tutta insieme: l’idea dell’intero film gli apparve improvvisamente chiara. Cregger sviluppò poi The Flood mentre stava contemporaneamente scrivendo Resident Evil.

Il progetto è passato nel frattempo a Warner Bros./New Line, dopo una precedente fase di sviluppo presso Netflix. Ora è ufficialmente in preparazione, con Cregger nuovamente dietro la macchina da presa.

Dopo tre film legati in maniera più evidente all’horror, The Flood sembra quindi progettato per portare alcune delle sue ossessioni — strutture narrative imprevedibili, immagini disturbanti e improvvisi cambi di prospettiva — dentro una fantascienza molto più ambiziosa. E il fatto che il suo stesso autore non sappia ancora esattamente come mettere tutto questo sullo schermo rende l’esperimento ancora più curioso.

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