Cannes e Venezia spaventano Hollywood dopo Joker: Folie à Deux
11/05/2026 news di Stella Delmattino
Dopo le stroncature ricevute dal sequel con Joaquin Phoenix alla Mostra di Venezia, le major temono sempre di più l’impatto delle recensioni anticipate sui blockbuster

Negli ultimi anni, i grandi studios hollywoodiani sembrano essersi progressivamente allontanati dai principali festival cinematografici europei. E secondo alcuni addetti ai lavori, una delle cause principali potrebbe essere stata Joker: Folie à Deux.
L’edizione 2026 di Cannes segna infatti un dato storico: è la prima dal 2017 senza il debutto mondiale di un grande blockbuster studio americano. In concorso ci saranno comunque alcuni titoli statunitensi, come The Man I Love e Paper Tiger, ma si tratta di produzioni indipendenti prive del pieno supporto delle major.
A parlare apertamente della situazione è stata Tricia Tuttle, direttrice del Berlin International Film Festival, intervistata dall’Hollywood Reporter in un approfondimento dedicato all’assenza di Hollywood dai festival.
Secondo Tuttle, il punto di svolta sarebbe stato proprio il passaggio di Joker: Folie à Deux al Festival di Venezia nel 2024.
La dirigente spiega che oggi negli studios esiste:
“una certa nervosità riguardo all’uscita delle recensioni molto prima dell’arrivo in sala e alla necessità di controllare il modo in cui vengono lanciati film di quella portata, perché la posta in gioco è enorme.”
Il problema, secondo questa lettura, è che un grande festival può ormai determinare immediatamente la percezione pubblica di un film. E nell’era dei social, recuperare terreno dopo una prima ondata negativa è diventato molto più difficile.
Nel caso di Joker: Folie à Deux, il film venne accolto molto freddamente dalla critica veneziana e, come sottolinea il report, fu praticamente:
“distrutto immediatamente dai critici del festival”
subito dopo la première.
Il confronto col primo Joker è inevitabile. Il film del 2019 aveva incassato oltre 1,1 miliardi di dollari nel mondo e conquistato due Oscar. Il sequel invece si è fermato attorno ai 207 milioni globali, nonostante un budget riportato di circa 200 milioni.
Naturalmente le cause del flop non vengono attribuite soltanto a Venezia. Il passaparola negativo, la ricezione del pubblico e le divisioni attorno alla svolta musicale del sequel hanno avuto un peso enorme. Tuttavia, per molti osservatori, il danno d’immagine creato dalle prime reazioni festivaliera avrebbe contribuito ad affossare il film prima ancora dell’uscita nelle sale.
Secondo alcuni, però, la diffidenza delle major verso i festival sarebbe iniziata persino prima.
L’articolo cita infatti anche Indiana Jones e il quadrante del destino, presentato a Cannes nel 2023 tra recensioni molto contrastanti. Nonostante il consenso successivo sia stato leggermente più positivo, il film non riuscì comunque a evitare risultati deludenti al box office.
Il timore delle major oggi sembra quindi molto preciso: perdere il controllo della narrativa troppo presto.
Una volta mostrato un film a Cannes o Venezia, le prime impressioni si diffondono nel giro di poche ore tra recensioni, social network e commenti online. E quando la percezione iniziale diventa negativa, cambiarla può diventare quasi impossibile.
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