Il serial killer lascia pupazzi fatti di castagne: la serie thriller per eccellenza torna su Netflix, ecco perché vederla
10/05/2026 news di Andrea Palazzolo
L'uomo delle castagne torna su Netflix con Nascondino dopo 5 anni. Tutto sulla seconda stagione del thriller nordico con Thulin e Hess.

Cinque anni possono sembrare un’eternità nel mondo delle serie TV, dove il ritmo frenetico delle produzioni ci abitua a sequel annunciati prima ancora che l’eco del finale di stagione si sia spenta. Eppure, quando si tratta di thriller nordici di qualità, l’attesa può trasformarsi in un vantaggio. L’uomo delle castagne torna su Netflix con una seconda stagione che si fa chiamare Nascondino, sei episodi densi e claustrofobici che riportano sullo schermo la detective Naia Thulin e l’investigatore Mark Hess, interpretati rispettivamente da Danica Curcic e Mikkel Boe Følsgaard.
La prima stagione, arrivata in streaming nel settembre 2021, aveva conquistato il pubblico internazionale con una formula che funzionava su più livelli: l’adattamento fedele ma non servile del romanzo d’esordio di Søren Sveistrup, sceneggiatore già noto per The Killing, una regia che sapeva bilanciare tensione psicologica e violenza viscerale, e un’ambientazione danese fotografata con quella patina grigia e malinconica che il noir nordico ha reso il suo marchio di fabbrica.
Dal 7 maggio 2026, Netflix rilascia per intero questa seconda stagione, visibile anche tramite Sky Q, Sky Glass e Now attraverso l’app Smart Stick. La scelta di pubblicare tutti gli episodi in una volta è un invito esplicito al binge-watching, e la durata variabile tra i 43 e i 54 minuti suggerisce una narrazione che si prende il tempo necessario senza farsi imbrigliare da format rigidi.

La trama di Nascondino parte dalla scomparsa di una donna che era stata vittima di stalking. Il suo aggressore si era divertito a terrorizzarla con crudeltà meticolosa, ma questa è solo la superficie di qualcosa di più profondo e disturbante. Mentre Thulin e Hess si riuniscono dopo anni di separazione, il loro rapporto deve fare i conti con la freddezza accumulata e con la consapevolezza che il nuovo killer potrebbe avere gli occhi puntati proprio su di loro.
Se nella prima stagione i pupazzi di castagne lasciati sulle vittime creavano una firma macabra e riconoscibile, questa volta la serialità degli omicidi apre prospettive ancora più agghiaccianti. Qualcuno potrebbe aver deciso di emulare il killer che aveva scosso l’opinione pubblica anni prima, ma l’imitazione nasconde ferite più profonde. È qui che la serie mostra la sua maturità narrativa: non si accontenta di replicare la formula vincente, ma la evolve interrogandosi su cosa significhi, per una società, convivere con la memoria del male.
L’uomo delle castagne appartiene a quella famiglia di serie crime che non si limitano a intrattenere ma lasciano un residuo emotivo, un disagio che persiste anche dopo i titoli di coda. Alcuni spettatori l’hanno paragonata a Dexter per la capacità di mostrare la violenza senza compiacimento gratuito, costruendo invece una riflessione sulla natura del male e sulle sue radici psicologiche e sociali.
Per chi cerca una serie crime che non si limiti a offrire suspense ma costruisca mondi narrativi credibili e personaggi tridimensionali, L’uomo delle castagne: Nascondino rappresenta uno degli appuntamenti imperdibili di maggio. Sei episodi che non concedono respiro, ambientati tra le strade di Copenaghen e i boschi silenziosi dove il male trova rifugio. E la promessa, nemmeno tanto velata, che Thulin e Hess dovranno proteggersi non solo dai killer che inseguono, ma anche dai fantasmi del loro passato.
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