Voto: 6/10 Titolo originale: ??? , uscita: 24-04-2026. Regista: Park Yoon-seo. Stagioni: 1.
Girigo recensione: il K-drama horror Netflix che trasforma i desideri in condanne a morte
10/05/2026 recensione serie tv ??? di Marco Tedesco
Nella nuova Netflix series coreana, un’app maledetta trascina un gruppo di studenti tra countdown mortali, amicizie tossiche e oscure influenze soprannaturali

C’è qualcosa di profondamente inquietante in Girigo (If Wishes Could Kill) ancora prima che inizi il massacro. Non tanto per il sangue – che arriva presto e senza troppi complimenti – ma per l’idea alla base della serie: un’app che ascolta ciò che desideri davvero. Non quello che dici agli altri. Quello che tieni nascosto, magari anche a te stesso.
E infatti il vero orrore della nuova serie horror coreana Netflix non nasce dalla maledizione, ma dagli adolescenti che la alimentano.
In Girigo tutto parte quasi come un gioco scolastico. Un gruppo di studenti scopre questa misteriosa app capace di esaudire desideri semplicissimi: prendere un bel voto, annullare un allenamento, cambiare qualcosa della propria vita. Il problema è che ogni desiderio avvia un countdown di 24 ore. Quando il timer finisce, qualcuno muore. Male.
Da lì la serie entra subito nel suo territorio migliore: paranoia, amicizie che si incrinano, sentimenti repressi che diventano veleno puro. Perché Girigo non si limita a esaudire i desideri, li usa contro chi li esprime. Più i ragazzi cercano di salvarsi, più vengono fuori gelosie, possessività e insicurezze che erano già lì dall’inizio.
Il personaggio che tiene insieme tutto è Yoo Se-ah, interpretata da una magnetica Jeon So-young. È il classico tipo di protagonista che nei teen drama rischia spesso di diventare “la ragazza perfetta”, ma qui funziona perché lascia intravedere continuamente stanchezza, paura e rabbia. Attorno a lei gira soprattutto Na-ri, forse il personaggio più interessante della serie: fragile, irritante, gelosa, umana nel modo peggiore possibile. Il loro rapporto è molto più coinvolgente della lore soprannaturale stessa.
Ed è qui che Girigo dà il meglio di sé: quando smette di essere soltanto un horror tecnologico e diventa una storia su adolescenti incapaci di gestire ciò che provano.
La prima metà della serie è davvero difficile da mollare. Gli episodi scorrono veloci, il countdown crea tensione continua e alcune scene horror funzionano benissimo proprio perché avvengono in pieno giorno, davanti a tutti, senza rifugiarsi nel buio classico del genere. Anche il gore è usato abbastanza bene: non elegante, non sofisticato, ma efficace. Diretto.
Poi però qualcosa si inceppa.
Quando Girigo prova a spiegare troppo – introducendo lo sciamanesimo, il passato della maledizione e tutta la mitologia legata all’app – la scrittura perde compattezza. Le idee interessanti ci sono, anzi probabilmente sono la parte più originale della serie, ma vengono sviluppate in modo confuso. Alcuni personaggi spariscono emotivamente dalla scena, certe regole sembrano cambiare strada facendo e il teen drama finisce per occupare spazio che sarebbe servito alla costruzione dell’orrore.
Non è una serie scritta male. È una serie che vuole essere più grande di quanto riesca davvero a controllare.
Eppure, anche nei suoi momenti più disordinati, Girigo mantiene qualcosa di stranamente coinvolgente. Forse perché riesce a capire molto bene quanto siano estremi i sentimenti adolescenziali. A quell’età tutto sembra definitivo: amore, amicizia, umiliazione, esclusione. La serie prende quell’intensità emotiva e la trasforma letteralmente in una maledizione.
Visivamente ha carattere: luci rosse aggressive, atmosfere sporche, facce distrutte dal panico e una continua sensazione di instabilità. Non raggiunge mai la potenza di serie come All of Us Are Dead, ma nemmeno ci prova davvero. Girigo è più piccolo, più adolescenziale, più impulsivo. Come i personaggi che racconta.
Alla fine resta un horror imperfetto ma difficile da ignorare. Una serie che parte meglio di come finisce, ma che riesce comunque a lasciare addosso una sensazione spiacevole nel modo giusto: quella di aver visto ragazzi consumarsi nel tentativo disperato di ottenere qualcosa che, forse, non volevano davvero.
Il teaser trailer internazionale di If Wishes Could Kill, su Netflix dal 24 aprile:
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