Non solo Nolan: se ami la mitologia greca, Dwayne Johnson è l’eroe per eccellenza in questo action su Netflix
09/05/2026 news di Andrea Palazzolo
Hercules - Il Guerriero con Dwayne Johnson reinterpreta il mito: niente superpoteri, solo strategia militare e lavoro di squadra.

Cosa succederebbe se Ercole, dopo aver completato le celebri dodici fatiche, decidesse di appendere al chiodo la sua natura semidivina per diventare un mercenario qualunque? È questa la provocazione al centro di Hercules – Il Guerriero, il film del 2014 diretto da Brett Ratner che ha scelto di rivoluzionare uno dei miti più iconici della cultura occidentale. Solo muscoli, sudore, tattiche militari e un gruppo di compagni fedeli.
La pellicola si ispira al graphic novel Hercules: The Thracian Wars di Steve Moore e Admira Wijaya, abbandonando deliberatamente la patina mitologica per abbracciare una narrazione più terrena e, paradossalmente, più umana. Il risultato è un film che sfida le aspettative del pubblico abituato ai colossi CGI del genere peplum, proponendo invece un racconto che oscilla tra l’action corale e la riflessione sul significato dell’eroismo.
Al centro della scena c’è Dwayne “The Rock” Johnson, che interpreta un Hercules molto diverso dal classico semidio tormentato dal rapporto conflittuale con il padre Zeus. Questo Ercole ha già fatto pace con la sua identità ibrida e ora deve semplicemente convivere con i traumi del passato. È un condottiero pragmatico, un leader che ha capito che la vera forza non sta nei muscoli ma nella capacità di ispirare chi gli sta accanto.
Johnson porta in scena più carisma che tecnica attoriale raffinata, ma per un ruolo del genere funziona perfettamente. Il suo Hercules è credibile proprio perché non cerca di essere un dio: è un uomo che ha visto troppo, che ha perso troppo, che ha imparato a diffidare delle leggende che altri raccontano su di lui. Il film gioca intelligentemente su questo contrasto tra mito e realtà, mostrando fin dal prologo come molte delle gesta eroiche attribuite ad Ercole siano in realtà frutto di esagerazioni narrative alimentate dal suo cantastorie personale.
La trama è lineare: Hercules e il suo gruppo di mercenari vengono assoldati da Clotys, re dei Traci, per addestrare il suo esercito e sconfiggere un nemico che minaccia la pace del regno. Ma dietro questa missione apparentemente semplice si nascondono tradimenti, inganni e rivelazioni che costringeranno l’eroe a fare i conti con il proprio passato.

Hercules – Il Guerriero si inserisce in un contesto cinematografico difficile per il genere peplum. Negli anni precedenti Hollywood aveva tentato più volte di riportare in auge le storie dell’antichità classica, con risultati spesso deludenti. Sam Worthington aveva provato per due volte a sfidare i Titani senza lasciare il segno, Renny Harlin aveva fallito clamorosamente con Hercules: La leggenda ha inizio, e perfino il pompeiano Pompei di Paul W.S. Anderson era stato sepolto sotto le proprie ceneri.
Per gli appassionati del genere e per chi cerca cento minuti di evasione muscolare senza pretese intellettuali ma con un minimo di sostanza narrativa, Hercules – Il Guerriero si rivela una piacevole sorpresa. Non è la tempesta perfetta, ma è una scarica di energia sufficiente a giustificare la visione.
© Riproduzione riservata




