Se ami Jujutsu Kaisen, quest’altro nuovissimo anime è la migliore evoluzione del genere action dai tempi di Dragon Ball
07/05/2026 news di Andrea Palazzolo
Dandadan sta rivoluzionando il genere battle shonen come Dragon Ball fece 40 anni fa. Scopri perché l'anime rappresenta il futuro.

Quando si parla di manga e anime battle shonen, esiste un nome che domina tutti gli altri, un punto di riferimento imprescindibile che ha plasmato il genere per quattro decenni: Dragon Ball. L’opera di Akira Toriyama, inizialmente concepita come un’avventura leggera e ricca di gag, si è rapidamente trasformata in qualcosa di molto più grande, definendo i canoni del battle shonen moderno con i suoi tornei, i suoi villain di potenza crescente e le sue battaglie ad alto impatto emotivo. Da allora, generazioni di autori hanno seguito quella traccia, da Naruto a Black Clover, passando per titoli di editori concorrenti come Gachiakuta.
Eppure, in mezzo al boom di nuove serie che hanno dominato gli anni della pandemia, da Demon Slayer a Jujutsu Kaisen, è emerso un outsider che sta facendo qualcosa di diverso, di coraggioso, di necessario. Rilasciato su Crunchyroll e Netflix, Dandadan di Yukinobu Tatsu rappresenta forse la più eccitante e idiosincratica evoluzione del genere dai tempi di Dragon Ball stesso. E la parte migliore è che non sembra destinato a concludersi presto.
La serie ha conquistato il pubblico globale soprattutto dopo il debutto dell’anime, grazie a una direzione artistica straordinaria e a una qualità visiva che, settimana dopo settimana, sfida le aspettative mantenendo standard altissimi. Ma cosa rende Dandadan così speciale? Perché sempre più voci nel panorama critico lo indicano come il futuro del battle shonen?
Ken Takakura, soprannominato Okarun, e Momo Ayase si ritrovano coinvolti in una missione che va ben oltre il recupero di ciò che Okarun ha perso a causa di entità soprannaturali. Quello che sembra un plot iniziale demenziale si evolve rapidamente in una narrazione stratificata che fonde storia d’amore e complotti oscuri legati alla costruzione del yokai definitivo. La serie non si accontenta di un singolo genere: è un crocevia dove si incontrano il sistema di poteri alla Yu Yu Hakusho, i character design visionari alla JoJo’s Bizarre Adventure e gli attacchi energetici esplosivi tipici di Dragon Ball.
Dandadan non cerca di nascondere la sua struttura iniziale episodica, con il classico mostro della settimana. Al contrario, la abbraccia e la rivitalizza iniettando elementi che raramente trovano spazio nei battle shonen tradizionali. Horror soprannaturale con fantasmi, fantascienza con alieni, mecha e kaiju: ogni arco narrativo porta in scena nuove sfumature, arricchite da un cast di personaggi eccentrici che crescono attorno a Okarun e Momo. Ognuno di loro rappresenta una versione esagerata degli archetipi liceali giapponesi, ma con profondità inaspettate sia come combattenti che come esseri umani.
In un panorama saturo di serie che seguono formule collaudate, Dandadan rappresenta un esperimento riuscito di ibridazione, un’opera che omaggia i maestri del passato senza mai scadere nella mera imitazione. È una serie che osa mescolare generi considerati incompatibili, che tratta il romance con la stessa serietà riservata ai combattimenti, che costruisce personaggi memorabili non solo per il loro aspetto ma per le loro vulnerabilità.
Quarant’anni fa, Dragon Ball ha ridefinito cosa potesse essere un battle shonen. Oggi, Dandadan sta facendo lo stesso, dimostrando che il genere può ancora evolversi, sorprendere e conquistare il cuore di milioni di appassionati in tutto il mondo. E per chi ancora non ha dato una chance al manga, il consiglio è uno solo: fatelo. Perché Yukinobu Tatsu sta costruendo qualcosa di speciale, settimana dopo settimana, tavola dopo tavola.
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