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La piccola Grace scompare misteriosamente, ma qualcuno è pronto a salvarla: la nuova serie Netflix ti lascerà col fiato sospeso

09/05/2026 news di Andrea Palazzolo

Unchosen su Netflix è il thriller britannico che svela la vita dentro una setta religiosa. Cast, trama e tutto quello che c'è da sapere.

Asa Butterfield in Unchosen

Cosa succederebbe se la tua intera esistenza fosse racchiusa tra i confini invisibili di una comunità religiosa, dove il mondo esterno è dipinto come una minaccia e ogni certezza viene imposta dall’alto? Unchosen, thriller psicologico britannico disponibile su Netflix dal 21 aprile 2026, porta lo spettatore dentro questo incubo claustrofobico attraverso gli occhi di Rosie, una giovane madre che inizia a intravedere le crepe nel muro di convinzioni che ha eretto attorno a sé.

La serie, composta da sei episodi dalla durata compresa tra i 45 e i 50 minuti, è creata e sceneggiata da Julie Gearey, che ha lavorato fianco a fianco con un accademico specializzato in culti religiosi per costruire una narrazione che affonda le radici nella realtà. Non si tratta di un caso specifico trasposto in fiction, ma di un mosaico accurato costruito studiando testimonianze di ex membri di comunità isolate nel Regno Unito, traendo ispirazione anche dal documentario BBC sulla comunità Bruderhof nel Sussex, dove elettricità e telefoni sono rigorosamente banditi.

La storia prende vita nella campagna inglese, dove Rosie vive con il marito Adam e la figlia Grace all’interno di una setta cristiana conservatrice governata da regole ferree. Gli uomini hanno il permesso di muoversi e lavorare nel mondo esterno, mentre le donne rimangono confinate tra le mura della comunità come custodi del focolare domestico. Rosie si è convinta di essere felice, di aver trovato il suo posto in questa gabbia dorata di certezze spirituali. Ma tutto cambia in un giorno di pioggia.

Asa Butterfield in una scena di Unchosen
Asa Butterfield in una scena di Unchosen, fonte: Netflix

Durante un temporale improvviso, la piccola Grace scompare. Un estraneo si presenta per salvarla da quello che avrebbe potuto essere un incidente fatale. Quell’estraneo è Sam, un detenuto appena evaso dal carcere, ferito e disperato. La sua comparsa non è casuale, e la sua presenza incrina per sempre l’equilibrio precario della vita di Rosie. Sam diventa il catalizzatore di un pericoloso percorso di emancipazione femminile e risveglio interiore, costringendo la protagonista a fare i conti con i confini fisici e mentali in cui ha vissuto per tutta la vita.

Ma Sam non è il salvatore che potrebbe sembrare. Arrestato da adolescente per un crimine violento, si rivela un personaggio altamente manipolatore, capace di intrecciare una relazione con Rosie mentre contemporaneamente seduce Adam, infiltrandosi nella comunità con obiettivi tutt’altro che chiari. Man mano che la facciata della setta inizia a sgretolarsi, rivelando la sua vera natura, Rosie si trova davanti a una scelta impossibile: in chi riporre la propria fiducia quando ogni alternativa nasconde pericoli e inganni.

Il cast è guidato da Molly Windsor nei panni di Rosie, attrice inglese classe 1997 che ha vinto il BAFTA TV Award come miglior attrice nel 2018 grazie alla miniserie BBC Three Girls. Il suo personaggio è una donna che ha interiorizzato così a fondo le regole della setta da non riuscire più a distinguere dove finiscano le sue convinzioni autentiche e dove inizino quelle imposte dall’esterno. Una performance che richiede sfumature sottili, la capacità di mostrare il lento risveglio di una coscienza addormentata.

Asa Butterfield, noto al pubblico Netflix per Sex Education e con alle spalle un percorso iniziato da bambino in film come Il bambino con il pigiama a righe e Hugo Cabret di Martin Scorsese, interpreta Adam, il marito di Rosie. Un uomo diviso tra la fedeltà alla comunità e i dubbi che Sam riesce a insinuare nella sua mente. Fra Fee, visto in Hawkeye e Rebel Moon, veste i panni del misterioso Sam, costruendo un personaggio sfaccettato che oscilla tra il fascino carismatico e la minaccia latente.

La forza di Unchosen sta nella sua capacità di rendere universale una storia che potrebbe sembrare estrema. Quanti di noi, in forme diverse, vivono dentro confini invisibili costruiti da convenzioni sociali, aspettative familiari, paure inculcate? La setta diventa uno specchio deformante della società, un laboratorio dove osservare in forma concentrata dinamiche di potere, conformismo e resistenza che attraversano ogni comunità umana.

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