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Io sono leggenda 2: Will Smith torna, ma il sequel cambia il finale originale

21/04/2026 news di Stella Delmattino

Akiva Goldsman aggiorna sul progetto

Will Smith in Io sono leggenda (2007)

Io sono leggenda 2 prende forma, ma con una scelta che cambia completamente il senso del film originale. Il sequel vedrà il ritorno di Will Smith nei panni del Dott. Robert Neville, affiancato da Michael B. Jordan, e sarà diretto da Steven Caple Jr..

Il punto centrale, però, non è il cast, ma la direzione narrativa: il film ignorerà il finale visto al cinema nel 2007. Come noto, nella versione originale diretta da Francis Lawrence, Neville muore. Ma Io sono leggenda 2 seguirà invece il finale alternativo, in cui il personaggio sopravvive.

Una scelta che non nasce oggi. Già all’epoca dell’uscita, il finale alternativo era stato scartato dopo test screening negativi, per poi essere recuperato nell’edizione home video. Ora diventa ufficialmente canonico, riscrivendo di fatto il destino del protagonista.

A confermarlo a Collider è lo sceneggiatore Akiva Goldsman, che torna a lavorare sul franchise: il sequel sarà costruito proprio su quella versione, in cui Neville continua i suoi esperimenti in un mondo ancora dominato dai Darkseekers. Un’impostazione che apre a uno sviluppo più ampio e meno definitivo rispetto alla chiusura originale.

La decisione solleva inevitabilmente qualche dubbio. Più che un sequel tradizionale, Io sono leggenda 2 sembra una revisione retroattiva, che trasforma il primo film in un punto di partenza diverso da quello che il pubblico ha conosciuto per anni. Non è un semplice seguito: è una riscrittura.

Allo stesso tempo, il ritorno di Smith e l’ingresso di Jordan indicano una chiara volontà di rilanciare il franchise su larga scala. Il primo film aveva incassato quasi 600 milioni di dollari nel mondo, rendendo inevitabile, prima o poi, un seguito.

Resta da capire se questa operazione funzionerà davvero sul piano narrativo. Cambiare un finale così noto è una scelta che può aprire nuove possibilità, ma anche indebolire l’impatto originale. Più che costruire qualcosa di nuovo, il rischio è quello di rimettere mano al passato per adattarlo alle esigenze del presente.