John Waters senza film da 22 anni: Liarmouth con Aubrey Plaza fermo per mancanza di fondi
13/04/2026 news di Stella Delmattino
Il regista non sa più come fare

A più di vent’anni dall’ultimo film, John Waters torna a parlare con Variety del suo possibile ritorno al cinema. Il progetto esiste, il cast anche, ma manca un elemento decisivo: i soldi.
Il film in questione è Liarmouth, adattamento del suo primo romanzo, con Aubrey Plaza scelta come protagonista. La sceneggiatura è stata completata e il progetto aveva già iniziato a muovere i primi passi in pre-produzione, prima di fermarsi bruscamente.
Waters ha spiegato senza giri di parole che il film è pronto, ma non trova investitori. Una situazione paradossale se si considera il suo status di autore iconico, capace di costruire negli anni un’identità unica nel cinema indipendente.
Il regista non è nuovo a questo tipo di difficoltà. Dopo A Dirty Shame – il suo ultimo lungometraggio – ha provato più volte a tornare dietro la macchina da presa, senza mai riuscire a concretizzare davvero un nuovo progetto. Già nel 2009 aveva sviluppato Fruitcake, una commedia natalizia mai realizzata.
La storia segue Marsha Sprinkle, una truffatrice fuori controllo: ladra di valigie, manipolatrice seriale e maestra del travestimento. È un personaggio volutamente sopra le righe, in perfetto stile Waters.
Marsha è odiata da tutti – perfino dalla sua famiglia – e vive in fuga continua, spinta da rabbia e istinto di sopravvivenza. Il suo soprannome, “Liarmouth”, deriva dalla sua incapacità cronica di dire la verità. Almeno fino a quando qualcuno non la costringe a farlo.
È un concept che richiama direttamente il cinema più estremo e provocatorio del regista, quello che lo ha reso celebre con titoli come Pink Flamingos, Polyester e La signora ammazzatutti.
Il punto critico è economico. Liarmouth non richiederebbe un budget enorme – si parla di una produzione indipendente di fascia media – ma resta comunque difficile da piazzare sul mercato attuale.
Il cinema di Waters è sempre stato divisivo, provocatorio, spesso scomodo. E oggi, in un’industria sempre più orientata verso franchise e contenuti “sicuri”, un progetto del genere fatica a trovare spazio.
Paradossalmente, è proprio la sua identità forte a renderlo difficile da finanziare. Nonostante tutto, Waters non ha chiuso la porta. Il film esiste, la sceneggiatura è pronta e l’interesse creativo è ancora vivo.
Resta da capire se troverà un produttore disposto a scommettere su un autore che, pur essendo una figura di culto, lavora fuori da ogni logica commerciale standard.
In un panorama sempre più uniforme, Liarmouth rappresenterebbe un ritorno raro: quello di un cinema libero, irriverente e senza compromessi. E forse è proprio questo, oggi, il problema principale.
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