Titolo originale: Backrooms , uscita: 27-05-2026. Budget: $10,000,000. Regista: Kane Parsons.
Obsession sta distruggendo ogni regola del box office: e Hollywood dovrebbe imparare qualcosa
26/05/2026 news di Stella Delmattino
Il film horror indie di Curry Barker continua a crescere invece di crollare, diventando uno dei casi cinematografici più clamorosi degli ultimi anni

Mentre Hollywood continua a investire centinaia di milioni di dollari in franchise sempre più giganteschi, Obsession sta dimostrando che a volte basta semplicemente un film capace di conquistare davvero il pubblico.
L’horror indipendente diretto da Curry Barker, realizzato con un budget di appena 750mila dollari, è diventato uno dei fenomeni box office più sorprendenti del 2026.
Già durante il primo weekend il film aveva incassato circa venti volte il proprio budget iniziale, ma il dato più impressionante è arrivato dopo.
In un’epoca in cui quasi tutti i blockbuster crollano drasticamente alla seconda settimana di programmazione, Obsession ha fatto l’esatto contrario: il film è cresciuto del 39% nel suo secondo weekend americano.
Un risultato praticamente fuori scala per il cinema horror moderno.
Secondo diversi analisti, si tratta di uno dei migliori incrementi al secondo weekend mai registrati da un’uscita ampia contemporanea, soprattutto per un horror vietato ai minori.
Ed è inevitabile il paragone con Paranormal Activity, altro piccolo horror indipendente trasformato in fenomeno culturale grazie al passaparola del pubblico. Anche in quel caso il film esplose lentamente, fino a diventare un successo globale da quasi 200 milioni di dollari partendo da un budget microscopico.
Obsession sembra seguire esattamente quella traiettoria.
Attualmente il film ha già superato i 75 milioni di dollari globali, di cui oltre 60 milioni provenienti dal Nord America.
E i numeri continuano a crescere nonostante la presenza nelle sale di titoli enormi come The Mandalorian and Grogu, che pure ha dominato il weekend del Memorial Day.
La differenza è che Obsession sta vivendo qualcosa che oggi succede raramente: il pubblico non si limita a guardarlo nel weekend d’apertura, ma continua a consigliarlo agli altri settimana dopo settimana.
È il classico effetto del passaparola autentico.
Sale piene. Spettatori che tornano. Biglietti sold out anche giorni dopo l’uscita. Una dinamica che il cinema americano sembra aver quasi dimenticato negli ultimi anni, ormai dominati dalla logica del “vedilo subito o sparisce”.
Anche le reazioni del pubblico sono rarissime per un horror R-rated: il film ha ottenuto un CinemaScore A- e circa il 95% di gradimento sia dalla critica che dagli spettatori su Rotten Tomatoes.
Ed è forse proprio qui che si nasconde la vera lezione.
A volte il pubblico ha semplicemente bisogno di tempo per trovare un film.
È successo in passato con titoli come Gangster Story, inizialmente accolto con enorme scetticismo dagli studios prima di diventare un film capace di cambiare Hollywood. Ed è successo anche con Easy Rider.
Obsession sembra inserirsi dentro quella stessa tradizione di film piccoli, rischiosi e fuori dagli schemi che finiscono però per esplodere grazie all’entusiasmo spontaneo del pubblico.
Per molti giovani filmmaker è anche un segnale molto incoraggiante: dimostra che produzioni indipendenti guidate da autori con idee precise e identità forti possono ancora trasformarsi in veri eventi cinematografici.
Anche se c’è sempre il rischio che Hollywood finisca per imparare la lezione sbagliata.
Perché davanti a un successo del genere, qualcuno negli studios probabilmente sta già pensando soltanto a una cosa: Obsession 2.
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