Home » Cinema » Horror & Thriller » Backrooms recensione: il creepypasta di culto diventa un horror liminale firmato A24

Voto: 6/10 Titolo originale: Backrooms , uscita: 27-05-2026. Budget: $10,000,000. Regista: Kane Parsons.

Backrooms recensione: il creepypasta di culto diventa un horror liminale firmato A24

27/05/2026 recensione film di William Maga

Kane Parsons porta al cinema il fenomeno virale nato su YouTube con un viaggio claustrofobico tra corridoi infiniti, atmosfere ipnotiche e misteri sempre più inquietanti

backrooms film 2026 parsons liminale horror

Ci sono horror che funzionano attraverso la trama, i colpi di scena o i jump scare. E poi ci sono film come Backrooms, che puntano tutto su una sensazione. Un disagio costante, difficile da spiegare, che nasce dall’idea di trovarsi in un luogo che assomiglia al mondo reale ma che, allo stesso tempo, sembra completamente sbagliato.

Il nuovo film targato A24 adatta il celebre creepypasta diventato virale online negli ultimi anni e affida la regia proprio a Kane Parsons / Pixels, il creatore dei cortometraggi originali pubblicati su YouTube quando aveva appena sedici anni. Il risultato è un horror liminale stranissimo, affascinante e spesso inquietante, anche se non sempre riesce a trasformare le sue idee in una storia davvero all’altezza della propria atmosfera.

Il protagonista è Clark, interpretato da Chiwetel Ejiofor, un ex aspirante architetto che gestisce un negozio di mobili ormai sull’orlo del fallimento. La sua vita personale è in pezzi, il matrimonio è finito e le giornate scorrono in una routine depressiva fatta di alcol, rimpianti e stanze troppo vuote.

Una notte, mentre cerca di capire l’origine di alcuni problemi elettrici nel seminterrato del negozio, Clark attraversa accidentalmente una parete e si ritrova in un luogo impossibile: un labirinto infinito di corridoi giallastri, stanze fluorescenti, uffici deserti e passaggi che sembrano cambiare forma continuamente.

È qui che Backrooms trova la sua vera forza.

Più che spaventare attraverso il mostro di turno, il film lavora sulla percezione dello spazio. Kane Parsons costruisce ambienti che sembrano usciti da un incubo digitale: moquette consumate, luci al neon che ronzano senza sosta, mobili accatastati in modo innaturale, scale che non portano da nessuna parte e stanze che sembrano replicate all’infinito come copie difettose della realtà.

L’effetto è profondamente disturbante.

Il film richiama continuamente quell’estetica “liminale” diventata popolarissima online: luoghi anonimi, deserti e familiari che però trasmettono un senso inspiegabile di pericolo. In certi momenti Backrooms riesce davvero a evocare la sensazione di trovarsi dentro un sogno malato da cui è impossibile uscire.

Ed è proprio quando resta ambiguo e incomprensibile che il film funziona meglio.

Le immagini create da Parsons hanno spesso qualcosa di ipnotico. Alcune sequenze sembrano un incrocio tra found footage analogico, horror psicologico e arte sperimentale, con evidenti richiami a opere come The Blair Witch Project, Skinamarink o persino certo cinema di David Lynch.

Anche il sound design gioca un ruolo fondamentale: ronzii elettrici, rumori metallici lontani, passi ovattati e silenzi improvvisi trasformano ogni stanza in qualcosa che sembra vivo.

backrooms film 2026 a24Il problema è che Backrooms perde parte del proprio fascino quando prova a spiegarsi troppo.

Man mano che la storia procede, il film introduce traumi personali, sottotrame psicologiche e tentativi di dare una logica più concreta a ciò che accade dentro il labirinto. Una scelta che finisce per indebolire proprio quell’elemento di mistero che rendeva così disturbante la prima parte.

Anche i personaggi restano volutamente essenziali. Clark e la terapeuta Mary, interpretata da Renate Reinsve, funzionano più come veicoli emotivi dentro questo universo che come figure realmente approfondite. La loro disperazione esistenziale si percepisce, ma raramente evolve in qualcosa di davvero memorabile.

Eppure il film continua a mantenere un forte potere visivo.

Parsons dimostra un talento notevole nel creare immagini che restano impresse: figure deformi immobili attorno a tavoli da pranzo, corridoi che sembrano piegarsi su sé stessi, mobili incastrati nei muri come se lo spazio stesse lentamente divorando tutto ciò che incontra.

Quando invece Backrooms prova ad avvicinarsi a un horror più tradizionale, con inseguimenti e climax più espliciti, perde parte della propria identità e diventa molto meno interessante.

Resta comunque un debutto sorprendente.

Non tanto perché riesca sempre a sostenere la durata di un lungometraggio, quanto perché dimostra come un linguaggio horror nato su internet possa essere trasformato in cinema vero senza perdere completamente la propria natura disturbante e aliena.

Backrooms probabilmente dividerà parecchio il pubblico: chi cerca una narrazione classica rischia di trovarlo frustrante e dispersivo, mentre chi ama gli horror atmosferici e sperimentali potrebbe finirne completamente assorbito.

Di certo, però, è uno di quei film che riescono a lasciare addosso una sensazione strana anche dopo i titoli di coda. E per un horror del genere, forse, è già abbastanza.

Per chi volesse approfondire il significato delle Backrooms e di questo universo, agevoliamo una spiegazione del finale con possibile interpretazione di quanto visto.

Dal 27 maggio nei cinema.

miles teller film paper tiger 2026
Horror & Thriller

Paper Tiger, il trailer: Adam Driver e Miles Teller contro la mafia russa nel crime di James Gray

di Stella Delmattino

Neon ha diffuso il primo trailer di Paper Tiger, il nuovo film di James Gray con Adam Driver, Miles Teller e Scarlett Johansson: un crime drama ambientato nella New York degli anni '80 e ispirato in parte alla storia familiare del regista

Elize Le ombre di una donna
Horror & Thriller

Un matrimonio in crisi si trasforma in omicidio: su Netflix trovi uno dei thriller migliori dell’anno

di Andrea Palazzolo

Scopri su Netflix il film true crime brasiliano che sta conquistando tutti. La storia dell'omicidio che sconvolse il Brasile.

Una scena di Elite
Horror & Thriller

Ha ucciso sua moglie o è solo paranoia? Se hai amato Elite ecco il film thriller da vedere su Netflix

di Andrea Palazzolo

Quello che devi sapere sul thriller Netflix con José Coronado. Una figlia torna a casa e scopre che il padre nasconde un segreto terribile.

wagner Moura e Greta Lee in The Last House (2026) film netflix
Horror & Thriller

The Last House, recensione: Netflix intrappola Wagner Moura nel lockdown fantascientifico di Louis Leterrier

di William Maga

Una famiglia intrappolata, una minaccia invisibile e un cast di livello: gli ingredienti ci sono, ma il nuovo thriller Netflix resta più interessante nelle intenzioni che nei risultati