Titolo originale: The Odyssey , uscita: 15-07-2026. Budget: $250,000,000. Regista: Christopher Nolan.
Odissea: un’esperta di Omero difende le scelte di Christopher Nolan
30/06/2026 trailer news di Stella Delmattino
Emily Wilson, una delle massime studiose del poema omerico, spiega perché alcune delle decisioni più discusse del regista sono in realtà perfettamente coerenti con lo spirito dell'opera

Le prime anticipazioni su Odissea di Christopher Nolan hanno già acceso il dibattito. Dalle scelte di casting ad alcune battute del copione, il nuovo adattamento del poema omerico è finito sotto osservazione ancora prima dell’uscita. Ora, però, una delle più autorevoli studiose di Omero è intervenuta per difendere alcune delle decisioni più discusse del regista.
A prendere posizione è Emily Wilson, classicista e docente di Studi Classici all’Università della Pennsylvania, nota per la sua traduzione inglese dell’Odissea. Secondo la studiosa, è sbagliato giudicare il film come se dovesse essere una riproduzione letterale del testo antico.
Uno dei punti più discussi riguarda una scena in cui Telemaco, interpretato da Tom Holland, si rivolge a Odisseo chiamandolo “dad“. Per alcuni fan il termine sarebbe troppo moderno, ma la Wilson non vede il problema.
“Questo non dovrebbe essere greco antico. È un film scritto in inglese.”
La studiosa ha aggiunto che anche ogni traduzione comporta inevitabilmente delle scelte, e che molte versioni moderne del poema finiscono per avvicinarsi a vere e proprie reinterpretazioni.
“È ok.”
La Wilson ha inoltre ricordato che il greco antico possiede diversi modi per indicare il padre, compresi termini più intimi e affettuosi.
Nel poema, però, Telemaco non usa l’equivalente più vicino a “papà” per Odisseo, ma per l’uomo schiavizzato che lo ha cresciuto. Secondo la studiosa, Nolan potrebbe quindi aver scelto di spostare quel peso emotivo direttamente sul rapporto tra padre e figlio.
Wilson ha difeso anche un’altra scelta che ha fatto discutere: Lupita Nyong’o nei ruoli di Elena di Troia e Clitemnestra.
Per la classicista, non si tratta di una decisione arbitraria. Le due donne sono sorelle e funzionano come figure parallele rispetto a Penelope, offrendo tre possibili immagini del destino di una moglie aristocratica mentre il marito è lontano in guerra.
In questa lettura, Elena, Clitemnestra e Penelope non sono personaggi isolati, ma tre variazioni dello stesso grande tema: fedeltà, desiderio, potere e sopravvivenza dentro un mondo governato dagli uomini.
La studiosa è intervenuta anche sul casting di Elliot Page e sulle discussioni legate alla presenza di identità transgender in un racconto ispirato alla mitologia greca.
“L’Odissea non è un documento storico. Ma all’interno del mondo del mito greco, la transessualità esiste.”
È un passaggio centrale, perché sposta il discorso dal realismo storico alla natura stessa del mito. L’Odissea non è mai stata un testo chiuso, immobile o intoccabile: è una storia che nei secoli è stata tradotta, riscritta, adattata e reinterpretata in modi diversi.
Da questo punto di vista, il film di Nolan sembra inserirsi proprio in quella tradizione. Non una semplice illustrazione del poema, ma una nuova lettura costruita attraverso lingua, casting e sensibilità contemporanee.
Resta da vedere come il pubblico accoglierà il risultato finale, ma la posizione di Emily Wilson aggiunge un elemento importante al dibattito: molte delle scelte contestate potrebbero non essere tradimenti di Omero, bensì il normale destino di un’opera che continua a cambiare ogni volta che qualcuno decide di raccontarla di nuovo.
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