Un alieno impara a essere umano guardando Law & Order: la serie di fantascienza che devi vedere oggi su Netflix
07/08/2026 news di Andrea Palazzolo
Ecco la sci-fi comedy con Alan Tudyk da vedere assolutamente su Netflix. Un alieno impara a essere umano guardando Law & Order.

C’è un alieno precipitato sulla Terra con una missione precisa: distruggere l’umanità. Per portarla a termine, però, deve prima capire come funzionano gli esseri umani. E come fa? Guardando Law & Order in maratona, imitando Jerry Orbach e pescando nel lago di un paesino sperduto tra le Montagne Rocciose del Colorado. Benvenuti nel mondo di Resident Alien, la sci-fi comedy disponibile su Netflix Italia.
Creata da Chris Sheridan (uno che ha fatto gavetta sui Griffin) adattando l’omonimo fumetto della Dark Horse Comics firmato da Peter Hogan e Steve Parkhouse, la serie rappresenta qualcosa di raro nel panorama televisivo contemporaneo: un ibrido perfettamente riuscito tra fantascienza classica, commedia sopra le righe e mystery procedurale. Un mix che sulla carta potrebbe sembrare indigesto, ma che invece funziona proprio grazie alla sua capacità di tenere insieme elementi apparentemente inconciliabili.
Il protagonista è il Capitano Hah Re, alieno di intelligenza superiore che dopo un incidente con la sua astronave si trova bloccato sul nostro pianeta. Per sopravvivere e recuperare i frammenti del veicolo necessari a completare la missione, assume l’identità del dottor Harry Vanderspeigle. La scelta del luogo non è casuale: Patience, Colorado, è uno di quei tipici paesini dell’entroterra americano dove tutti si conoscono, ogni forestiero viene guardato con sospetto e le dinamiche sociali ricordano quelle di Everwood o Un medico tra gli orsi.

A interpretare questo personaggio diviso tra due mondi c’è Alan Tudyk, volto amatissimo dai fan della fantascienza per il ruolo di Hoban Washburne in Firefly e come voce di K-2SO in Rogue One: A Star Wars Story. Ed è proprio la presenza di Tudyk uno degli elementi trainanti della serie: la sua bravura nel mostrare diversi livelli di interpretazione, passando dall’alieno completamente spaesato all’essere che inizia lentamente a comprendere e persino apprezzare l’umanità, è il cuore pulsante di Resident Alien.
La serie funziona per una stratificazione di livelli narrativi. Da un lato c’è l’indagine, un vero e proprio whodunit che si dipana episodio dopo episodio. Dall’altro la commedia di situazione generata da un alieno che deve fingere di essere umano in un contesto dove tutti si conoscono fin troppo bene. E poi c’è la riflessione caustica e sarcastica su tutte le contraddizioni della nostra specie, vista attraverso gli occhi di un’intelligenza superiore.

La serie non lesina sugli effetti speciali, degni di una produzione cinematografica. La trasformazione di Harry dalla sua vera forma aliena all’aspetto umano è un esplicito omaggio a Un lupo mannaro americano a Londra, con quella stessa attenzione artigianale al dettaglio che ha fatto la storia del genere. Ma Resident Alien è infarcita di citazioni e riferimenti per appassionati: dai Visitors degli anni Ottanta a Incontri ravvicinati del terzo tipo, passando per omaggi a Frankenstein e persino una puntata che inizia come Cin Cin, sigla compresa.
Dal fumetto di Dark Horse Comics alla televisione, il viaggio di questo alieno residente continua a conquistare. E se vi state chiedendo cosa ci faccia un extraterrestre che impara l’inglese da Law & Order in un lago del Colorado mentre cerca di eliminare un bambino che può vederlo per quello che è davvero, beh, forse è il momento di premere play.
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