Titolo originale: The Last of Us , uscita: 15-01-2023. Stagioni: 2.
Kratos contro Hollywood: Christopher Judge attacca le serie tratte dai videogiochi e tira in ballo The Last of Us
30/08/2026 news di Stella Delmattino
L’interprete di Kratos nei giochi di God of War contesta una pratica sempre più diffusa negli adattamenti: cambiare attori e sceneggiatori anche quando il materiale originale viene riprodotto quasi fedelmente

Christopher Judge ha un problema con il modo in cui Hollywood sta trasformando i videogiochi in film e serie TV. L’attore che interpreta Kratos attraverso voce e performance capture in God of War e God of War Ragnarök ha criticato apertamente la tendenza degli studios a prendere franchise già affermati e lasciare fuori proprio molti degli artisti e degli autori che hanno contribuito a renderli un successo.
Durante un panel al Fan Expo, le cui dichiarazioni sono tornate a circolare nelle ultime settimane, Judge ha sintetizzato così la questione: «Il mio problema con tutti gli adattamenti dei videogiochi è che hai una proprietà preesistente e di successo… e la prima cosa che fai è non assumere nessuno che vi fosse associato».
Christopher Judge tira in ballo The Last of Us
Judge ha citato direttamente The Last of Us, precisando che la sua critica non riguarda Pedro Pascal. Al contrario, ha detto di aver apprezzato la sua interpretazione di Joel. Il dubbio riguarda piuttosto la necessità di sostituire automaticamente gli interpreti originali quando il loro lavoro va ormai molto oltre il semplice doppiaggio.
Joel nei videogiochi è interpretato da Troy Baker, che ha realizzato il personaggio attraverso performance capture e che nella serie HBO è poi apparso in un ruolo differente. Judge ha ricordato anche una lettura dal vivo del cast originale, definendola «incredibile», prima di chiedersi:
«Non ho idea del perché non si prenda semplicemente quel cast, quegli sceneggiatori, soprattutto quando poi si realizzano episodi che sono remake quasi scena per scena del gioco».
Il suo ragionamento tocca uno dei cambiamenti più significativi avvenuti nei videogiochi moderni. In produzioni come God of War o The Last of Us, gli attori non registrano soltanto battute in una cabina: recitano fisicamente insieme agli altri interpreti e contribuiscono a costruire gesti, movimenti e rapporti tra i personaggi.
Il vero bersaglio sono soprattutto gli autori esclusi
Judge ha successivamente chiarito che le sue parole non erano una candidatura per interpretare Kratos nella serie Amazon. La questione che gli sta maggiormente a cuore riguarda infatti sceneggiatori e sviluppatori dei videogiochi.
Commentando God of War, è stato particolarmente netto: «Quando la serie Amazon è stata finalmente approvata e annunciata e non hanno assunto nessuno degli sceneggiatori di God of War, ho pensato: “Cosa state facendo?”. Queste persone sono immerse in questo mondo da vent’anni, ma arriverà qualcuno che ne sa di più?».
In un successivo intervento Judge ha ribadito di volere soprattutto che gli autori e gli sviluppatori ricevano «l’amore e il rispetto che meritano», precisando di non voler mancare di rispetto agli sceneggiatori provenienti dalla televisione e dal cinema.
God of War non ha però reciso completamente i legami con i videogiochi
La situazione della serie Prime Video è in realtà più sfumata. Amazon MGM Studios e Sony Pictures Television hanno affidato il progetto a Ronald D. Moore, creatore di Battlestar Galactica e produttore di Outlander, nel ruolo di showrunner, sceneggiatore e produttore esecutivo. La serie ha già ricevuto un ordine per due stagioni.
Alcune figure provenienti direttamente dal franchise rimangono inoltre coinvolte. Cory Barlog, figura centrale della saga moderna e director di God of War del 2018, figura tra i produttori esecutivi, mentre Alastair Duncan tornerà a interpretare Mimir dopo avergli già prestato la voce nei videogiochi.
Il punto sollevato da Judge resta però più ampio della singola produzione. Le trasposizioni videoludiche hanno fatto enormi passi avanti rispetto all’epoca in cui Hollywood sembrava quasi voler prendere le distanze dal materiale originale. Il successo di serie come The Last of Us e Fallout dimostra quanto quella percezione sia cambiata.
Per Judge, però, rispettare un videogioco non significa soltanto conservarne trama, personaggi e iconografia: significa riconoscere anche il contributo delle persone che hanno costruito quel mondo. Ed è proprio questa la contraddizione che l’attore non riesce ad accettare: se una storia ha funzionato abbastanza bene da meritare un adattamento multimilionario, perché partire dando per scontato che chi l’ha raccontata la prima volta non serva più?
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