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Wile E. Coyote ha catturato davvero Beep Beep una volta: il finale fu la beffa perfetta

31/08/2026 news di Stella Delmattino

Nel 1980 Chuck Jones infranse la regola fondamentale dei celebri inseguimenti dei Looney Tunes, concedendo finalmente al Coyote ciò che desiderava da oltre trent'anni. Naturalmente, qualcosa andò storto

Looney Tunes corto Soup or Sonic wile e coyote cattura bip bip

Wile E. Coyote ha mai catturato davvero Beep Beep? Dopo decenni di razzi difettosi, catapulte impazzite, esplosivi ACME e precipizi scoperti sempre un secondo troppo tardi, la risposta potrebbe sembrare ovvia. E invece è sì. Esiste un corto ufficiale nel quale l’eterno inseguitore riesce finalmente a mettere le mani sul Road Runner. E la cosa più divertente è che, quando accade, Wile E. scopre che vincere può essere persino peggio che perdere.

Il momento è tornato particolarmente curioso da riscoprire con l’arrivo nei cinema americani di Coyote vs. Acme, il film di Dave Green che mette proprio il Coyote al centro della storia e trasforma decenni di prodotti ACME malfunzionanti in una causa legale contro la compagnia.

Ma per trovare la rara occasione in cui Wile E. raggiunse davvero il suo obiettivo bisogna tornare indietro al 21 maggio 1980.

Wile E. Coyote catturò Beep Beep in Soup or Sonic

Il corto si intitola Soup or Sonic e venne trasmesso dalla CBS all’interno dello speciale televisivo Bugs Bunny’s Bustin’ Out All Over. Scritto, prodotto e diretto da Chuck Jones, con Phil Monroe alla co-regia, dura poco più di nove minuti e ripropone apparentemente la formula che aveva accompagnato i due personaggi fin dal loro debutto insieme in Fast and Furry-ous del 1949.

Il Coyote prepara trappole sempre più elaborate. Beep Beep le evita. La tecnologia ACME tradisce inevitabilmente il suo proprietario. La gravità completa il lavoro. Finché, nell’ultima sequenza, accade qualcosa che il pubblico non è abituato a vedere.

Durante l’inseguimento, Wile E. e Beep Beep entrano in un sistema di tubature dal quale emergono entrambi minuscoli. I due tornano indietro cercando di recuperare le dimensioni originali, ma questa volta il meccanismo produce risultati differenti: Beep Beep torna normale, mentre il Coyote rimane microscopico.

Ed è proprio allora che Beep Beep fa l’impensabile: si ferma.

Finalmente lo prende. Ma c’è un piccolo problema

Wile E. raggiunge la sua preda e riesce finalmente ad afferrarla. Non è un sogno, una fantasia o un tentativo interrotto: il Coyote ha davvero catturato Beep Beep. È generalmente considerata l’unica occasione canonica in cui riesce a prenderlo senza che il Road Runner gli sfugga immediatamente dopo.

La soddisfazione dura però pochissimo. Wile E. tira fuori coltello e forchetta, pronto a trasformare finalmente decenni di inseguimenti in una cena. Solo allora alza gli occhi e comprende il problema: lui è rimasto minuscolo, mentre Beep Beep è tornato alle sue normali dimensioni.

La vittoria è quindi tecnicamente completa e praticamente inutile. Il Road Runner gli rivolge un “Beep-Beep” insolitamente profondo e Wile E., invece di continuare a tentare l’impossibile, fa qualcosa di ancora più raro: si rivolge direttamente agli spettatori.

Con due cartelli ricorda al pubblico che tutti volevano vederlo catturare Beep Beep e pone la domanda che chiude il corto: ora che ci è riuscito, che cosa dovrebbe farne?

La vera battuta era contro il pubblico

È un finale particolarmente intelligente perché ribalta il meccanismo stesso sul quale era stata costruita la coppia. Per più di trent’anni lo spettatore aveva assistito allo stesso conflitto sapendo perfettamente come sarebbe terminato, ma continuando in qualche modo a sperare che questa volta il piano funzionasse.

Chuck Jones aveva descritto nella sua autobiografia Chuck Amuck una serie di principi utilizzati per costruire i cortometraggi: Beep Beep non doveva ferire direttamente il Coyote, gli strumenti dovevano provenire dalla ACME, la gravità doveva diventare quando possibile il suo peggior nemico e Wile E. doveva essere più umiliato che realmente danneggiato.

C’è però una precisazione interessante. Le celebri “regole di Chuck Jones” vengono spesso presentate online come un rigido decalogo seguito durante la produzione, ma la loro storia è meno lineare: Michael Maltese, principale sceneggiatore dei primi corti della coppia, dichiarò successivamente di non ricordare l’esistenza di simili regole formali, considerandole piuttosto osservazioni formulate a posteriori.

In ogni caso, Soup or Sonic dimostra perfettamente perché la cattura non poteva diventare una vera vittoria. Se Wile E. avesse semplicemente preso e mangiato Beep Beep, la storia sarebbe terminata. Jones gli concede quindi esattamente ciò che desidera e, nello stesso istante, glielo rende inutile.

Ci sono state altre “catture”, ma nessuna come questa

La risposta alla domanda richiede infatti una piccola distinzione. Esistono altri corti nei quali Wile E. riesce momentaneamente a bloccare o raggiungere Beep Beep. Vengono spesso citati Hopalong Casualty del 1960 e The Solid Tin Coyote del 1966, dove però la situazione si risolve con la fuga del Road Runner o coinvolge indirettamente le invenzioni del Coyote.

Soup or Sonic rimane quindi il caso più netto e soprattutto quello costruito deliberatamente attorno alla domanda che accompagna l’intera esistenza dei due personaggi: che cosa succederebbe se Wile E. Coyote riuscisse finalmente a catturare Beep Beep?

La risposta di Chuck Jones è perfettamente Looney Tunes. Wile E. può vincere, certo. Ma persino quando l’universo decide finalmente di concedergli ciò che desidera, trova comunque il modo di fargli perdere.

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