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[dossier] 15 Curiosità sull’universo dei Mostri classici della Universal (parte I)

07/06/2017 di Redazione Il Cineocchio

Andiamo alla scoperta dei retroscena di La Mummia, L'Uomo lupo, Frankenstein, L'Uomo invisibile e Il Mostro della Laguna Nera

I mostri classici della Universal sono in procinto di tornare in grande stile. Lo studio sta infatti attualmente pianificando il remake di molti dei suoi film horror iconici, come La Mummia (la nostra recensione), L’Uomo lupo, L’Uomo invisibile e Il Mostro della Laguna Nera, ognuno dei quali sarà ambientato all’interno dello stesso universo narrativo. Chiaramente lo studio spera di emulare il successo della Marvel, sebbene ad essere onesti, bisogna riconoscere alla casa di produzione di aver utilizzato l’universo cinematografico molto tempo prima che diventasse ‘di moda’. Dal 1930 fino ai primi anni 1950 infatti, sono usciti uno dopo l’altro sequel sui mostri, che hanno portato anche ad epici eventi crossover come Frankenstein contro l’Uomo Lupo e House of Dracula. Guardando indietro, è vero, la serie nel suo complesso risulta piuttosto confusa, ma questo rende certo più divertenti le discussioni dei fan più accaniti, e le storie dietro le quinte sono quantomai affascinanti.

Dunque, approfondiamo insieme alcuni dei punti salienti del franchise e scoprite di seguito le 15 curiosità sull’universo dei Mostri classici della Universal:

mummia locandina 193215. Lo sceneggiatore della Mummia era presente all’apertura della tomba di Tutankhamon

La maggior parte dei fan forse sanno che La Mummia (The Mummy, 1932) è ispirato alla vera apertura della tomba di Tutankhamon, ma non nel senso che lo sceneggiatore lesse in un libro ciò che avvenne e da quello prese spunto. No, il film è stato scritto da un ex giornalista che, un decennio prima, prese davvero parte all’evento stesso. Si tratta difatti di John Lloyd Balderston, che prima di sbarcare a Hollywood e stendere il copione del classico horror, era un corrispondente estero per il New York World, da cui era stato incaricato di seguire in maniera meticolosa l’apertura della tomba di Tutankhamon nel 1922. Inoltre, in origine, il film della Universal avrebbe dovuto essere incentrato su un mago di 300 anni che viveva a San Francisco, ma quando Balderston aderì al progetto, ambientò la storia in Egitto, ribattezzato il personaggio principale Imhotep, e si concentrò sul Rotolo di Thoth.
Lo sceneggiatore lavorò anche su Frankenstein, Dracula, La Moglie di Frankenstein e La Figlia di Dracula, divenendo così una delle più importanti menti creative dei Mostri della Universal.
Considerando tutti i film citati, chissà se il genere horror in sé sarebbe stato lo stesso se Balderston non avesse accettato quel lavoro da reporter al New York World.

14. Gli occhi della Mummia furono cancellati frame per frame in The Mummy’s Hand

L’antagonista in The Mummy’s Hand ha un look unico, evidenziato nei primi piani in cui i suoi occhi sono completamente neri. È semplice ed efficace, dando al personaggio un tocco ultraterreno. Questo sarebbe abbastanza facile da realizzare oggi, ma si deve tenere presente che nel 1940, quando è stato girato, creare tale effetto speciale non era affatto semplice. Così, in ogni singolo primo piano di Kharis, interpretato da Boris Karloff, i suoi occhi e la sua bocca dovevano essere anneriti manualmente fotogramma per fotogramma. Per darvi un idea della mole di lavoro svolta, ogni 10 secondi di girato, contengono generalmente 240 singoli fotogrammi; dunque per rendere ancor più inquietante il mostro, ci è voluto un impegno davvero notevole.

mummy's tomb13. Il personaggio di Wallace Ford cambia inspiegabilmente nome

Nel 1940, prima dell’avvento dei video su Internet, ai registi non importava tanto della continuità narrativa all’interno delle saghe. Dopo tutto, chi ricordava ogni più piccolo dettaglio su un film di 60 minuti, che aveva visto anni prima e poi mai più? Dunque anche per ciò che concerneva la serie Universal sui mostri, i nomi di personaggi e i luoghi cambiavano in continuazione senza che vi fosse un particolare motivo inserito all’interno della trama. Per esempio, Wallace Ford interpretava un uomo di nome Babe Jenson in The Mummy’s Hand, ma nel sequel, intitolato The Mummy’s Tomb, l’appellativo mutava in Babe Hanson. Nessuna spiegazione venne mai data. Magari il suo personaggio si era semplicemente risposata con qualcuno che, guarda caso, aveva un cognome molto simile?

E’ possibile riscontrare un altro esempio della discutibile pratica in Il Figlio di Frankenstein: il personaggio di Ygor diventava nel sequel improvvisamente Igor. Certo la differenza qui era minima e si poteva notare solamente cercando nei titoli di coda, fu probabilmente solo un errore di battitura, mentre nel film successivo, il suo nome ritornò di nuovo Ygor. Non solo, poi c’è stato anche Frankenstein contro l’Uomo Lupo! La città in cui era ambientato si chiamava Vasaria, ma in House of Frankenstein, che si svolge nello stesso universo narrativo, virava per qualche strana forma di vocalismo in Visaria. Nel 2016, questo potrebbe sembrare del tutto ridicolo, immaginate di andare a vedere Avatar 2 e di scoprire che il nome del pianeta è diventato Pandoria. Ma nel 1940, sarebbe stata necessaria una memoria eccezionale, per ricordarsi di tutti questi piccoli errori.

The Mummy Boris Karloff makeup12. Applicare il trucco richiedeva praticamente un giorno intero

Per quasi tutti i film sui mostri della Universal, applicare il trucco ha portato via un ammontare di tempo follemente lungo. Partendo con La Mummia, trasformare Boris Karloff nella creatura del titolo richiedeva ben otto ore. Il truccatore Jack Pierce cominciava a lavorare su Karloff alle 11:00 e terminava alle 19:00, con riprese che partivano alle 19.00 e si concludevano alle 2:00 del mattino.
Poi, finito di girare, ci volevano altre due ore per togliere il trucco. Karloff dichiarò in seguito che questa era, “la prova più difficile che [aveva] mai affrontato”, anche se fortunatamente per lui, non indossava le bende per la maggior parte del film.
In Frankenstein, d’altra parte, il make-up richiedeva quattro ore, la metà del tempo rispetto al suddetto, ma in questo caso doveva essere realizzato ogni singolo giorno. Questo costume pesava quasi 50 chili, e il film venne girato in estate; possiamo solo immaginare cosa stesse passando per la testa di Karloff alla fine di una giornata di 14 ore … Per L’Uomo Lupo, il trucco richiedeva invece sei ore, e altre tre servivano per toglierlo alla fine delle riprese. Immaginatevi seduti su una sedia per sei ore di fila, con le protesi in gomma e i peli di yak che vengono lentamente applicati sul vostro viso. Non molto entusiasmante, Lon Chaney Jr. e Jack Pierce dissero di aver iniziato ad odiarsi per il tempo passato insieme una volta finito di girare.

11. La maggior parte dei film de La Mummia sono ambientati nel futuro

Tutti i film della saga della Mummia si svolgono a pochi anni di distanza l’uno dall’altro, anche se raramente viene specificato in quale anno si svolga la storia. Questo accade probabilmente perché, quando effettivamente sommi tutti i salti temporali, ogni sequel ha luogo nel futuro, ed è strano visto che tutti hanno un aspetto piuttosto antiquato. Il primo film de’ La Mummia inizia nel 1921, prima di fare un salto in avanti di 10 anni, al 1931. The Mummy’s Hand  salta in avanti di un altro decennio, si svolge infatti nel mese di maggio del 1940. In The Mummy’s Tomb, viene detto che sono passati 30 anni, quindi siamo già negli anni ‘70. Nonostante ciò, i personaggi continuano a far riferimento alla seconda guerra mondiale come un evento in corso, come se gli sceneggiatori avessero dimenticato in quale periodo avrebbero dovuto svolgersi i fatti. O pensavano forse che la seconda guerra mondiale si sarebbe protratta fino al 1970?
E questo trend continua! The Mummy’s Ghost ha luogo due anni dopo, nel 1972; non è poi tanto grave, penserete voi, si tratta in fondo solo di due anni. Tuttavia lo spettatore non ha fatto a tempo a pensare che i salti nel tempo siano finiti, che arriva The Mummy’s Curse, che si svolge 25 anni nel futuro. Ciò significa che a questo punto ci troviamo nel 1997, eppure l’intera pellicola sembra rimasto al 1800 ed il fatto che è ormai siamo vicini alla fine del millennio non ha assolutamente alcun impatto sul modo in cui il regista Leslie Goodwins si sia approcciato alla trama e all’estetica filmica. D’altra parte, provate a soffermarvi un attimo su quegli anni: in quel momento Titanic uscì nelle sale, Bill Clinton iniziò il suo secondo mandato e tutti stavano giocando con il Nintendo 64!

Frankenstein 193110. Una battuta del copione di Frankenstein è sparita per anni

Durante la famosa scena in cui Frankenstein afferma la fatidica frase: “E’ vivo”, il medico continua a dire, “Nel nome di Dio, ora so come ci si sente a essere Dio!”. Ebbene, questa battuta è su tutte le attuali versioni del film per l’home video, ma l’audio in tale frammento fu eliminato per un certo periodo di tempo. Se infatti era presente durante la premiere del 1931, quando la Universal ripubblicò il film verso la fine degli anni ‘30, la censura decise che il dialogo era sacrilego e doveva essere rimosso. Nella nuova versione, si vedeva quindi chiaramente il dottor Frankenstein mentre muoveva la bocca proferendo tali parole, ma l’audio veniva soffocato da un tuono. Sicuramente un modo per risolvere il problema. Nelle prime uscite in videocassetta, la battuta fatale era poi stata oggetto di una specie di restauro, però è purtroppo molto difficile sentirla, perché, che ci crediate o no, nessuno possedeva una buona registrazione dell’audio originale. Solo anni dopo, quando venne trovato su un disco Vitaphone, il dialogo venne nuovamente inserito e ora sembra che nulla sia mai stato toccato. Grazie, Vitaphone!

continua …

Fonte: BD

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