Titolo originale: Widow's Bay , uscita: 28-04-2026. Stagioni: 2.
La creatrice di Widow’s Bay svela l’inatteso legame con Parks and Recreation
16/06/2026 news di Stella Delmattino
Katie Dippold ha raccontato come nacque la prima versione della serie horror di Apple TV e perché decise poi di cambiare completamente approccio

Dietro ogni serie di successo esiste quasi sempre una versione alternativa che il pubblico non vedrà mai.
Nel caso di Widow’s Bay, la horror-comedy di Apple TV recentemente rinnovata per una seconda stagione, quella versione era molto diversa da quella arrivata sullo schermo.
A rivelarlo è stata la creatrice della serie, Katie Dippold, che in una recente intervista a Deadline ha raccontato le origini del progetto e il lungo percorso che lo ha trasformato nell’insolita miscela di comicità e horror che ha conquistato critica e pubblico.
Secondo la Dippold, infatti, l’idea iniziale era decisamente più orientata verso la commedia.
“Scrissi Widow’s Bay come uno spec script [non commissionato] di Parks and Recreation, ma quella versione era molto più comica.”
Una confessione sorprendente per chiunque abbia visto la serie.
Oggi Widow’s Bay è infatti conosciuta soprattutto per il suo equilibrio tra umorismo e autentica atmosfera horror, un mix che le ha permesso di distinguersi all’interno di un panorama televisivo sempre più affollato.
La prima incarnazione del progetto, però, era molto diversa.
“Era più comica e credo mostrasse bene il mio senso dell’umorismo. Ma non so se avrei guardato quella serie, perché avrebbe potuto sembrare più una parodia.”
Ed è proprio qui che è arrivata la svolta creativa.
Da grande appassionata di horror, la Dippold si è resa conto che non voleva realizzare una semplice presa in giro dei cliché del genere. Voleva invece costruire un mondo capace di risultare credibile e immersivo, pur mantenendo una forte componente comica.
“Volevo sentirmi davvero su quell’isola. Volevo percepire l’isolamento, esplorarne gli angoli nascosti e i luoghi più inquietanti.”
Quella ricerca di autenticità è diventata uno degli elementi centrali di Widow’s Bay.
La serie segue il sindaco Tom Loftis, interpretato da Matthew Rhys, mentre scopre che la sua cittadina costiera del New England è vittima di un antico patto stipulato decenni prima con un’entità demoniaca. Nel tentativo di spezzare la maledizione, lui e i suoi collaboratori si ritrovano coinvolti in una serie di eventi sempre più inquietanti, tra streghe marine, misteriose apparizioni e killer mascherati.
Eppure, nonostante le atmosfere oscure, Widow’s Bay non rinuncia mai all’ironia. Un equilibrio che, secondo la sua creatrice, affonda le radici molto lontano nel tempo.
La Dippold ha infatti raccontato che l’ispirazione più profonda per la serie nasce da alcuni ricordi d’infanzia. In particolare da un vecchio luna park sul lungomare del New Jersey che frequentava da bambina.
“Ero troppo piccola per quel posto. Avevo forse sei anni ed era un luogo caotico e spaventoso. Ma lo adoravo.”
La sceneggiatrice ricorda quella sensazione come un miscuglio di paura ed eccitazione. Entrava terrorizzata nelle attrazioni, ne usciva urlando e pochi secondi dopo desiderava immediatamente tornarci.
“Eri spaventata, ma ridevi così tanto.”
È proprio quell’emozione che Widow’s Bay cerca di riprodurre. Non un horror puro e nemmeno una semplice commedia, ma un’esperienza in cui il brivido e il divertimento convivono continuamente.
Ripensando alle parole della Dippold, è curioso immaginare cosa sarebbe stata la serie se fosse rimasta fedele alla sua prima versione. Forse una satira più esplicita dei meccanismi dell’horror. Forse qualcosa di molto vicino a una parodia.
La scelta di abbandonare quella strada, però, sembra aver fatto la differenza. Perché il vero punto di forza di Widow’s Bay non è mai stato ridere dell’orrore. È riuscire a far ridere senza rinunciare all’orrore.
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