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Titolo originale: Pluribus , uscita: 06-11-2025. Stagioni: 1.

Pluribus: il finale alternativo della prima stagione raccontato dai creatori

13/01/2026 news di Stella Delmattino

Vince Gilligan e Gordon Smith parlano della nota inviata loro dallo studio

Attenzione: seguono spoiler importanti sul finale della prima stagione di Pluribus.

Il ritorno di Vince Gilligan alla televisione dopo Breaking Bad e Better Call Saul non è passato inosservato. Pluribus, serie Apple TV+, ha chiuso la sua prima stagione con un finale tanto improvviso quanto circolare, riportando la storia esattamente al punto di partenza, ma con un peso emotivo completamente diverso.

Dopo un’intera stagione trascorsa a confondere i confini tra Carol Sturka (Rhea Seehorn) e gli “Altri”, la mente collettiva che ha preso il controllo del mondo, il finale segna una rottura netta, soprattutto dopo il tradimento di Zosia (Karolina Wydra) e la rivelazione che Carol potrebbe essere trasformata con la forza in una di loro.

La scelta finale di Carol — culminata in una battuta secca e memorabile — è sembrata subito la chiusura perfetta. Eppure, come hanno rivelato gli autori, non era affatto l’idea iniziale.

Rhea Seehorn in Pluribus (2025)In un’intervista rilasciata a Variety, Vince Gilligan ha spiegato che il finale mostrato non era quello originariamente previsto:

«Avevamo un finale che funzionava. Sarebbe stato soddisfacente, ma non quanto quello attuale. Poi è arrivata una nota. Sai il vecchio luogo comune secondo cui i dirigenti danno sempre note stupide? In realtà Apple e Sony ci hanno detto: “Possiamo trovare un finale ancora migliore?”. Abbiamo ascoltato, e sono davvero felice che ce l’abbiano suggerito. Ha reso il finale migliore

Un dettaglio non da poco, soprattutto in un’industria in cui l’intervento degli studios viene spesso visto come un limite creativo. In questo caso, invece, ha portato a una svolta decisiva.

A entrare più nel dettaglio è stato Gordon Smith, sceneggiatore, regista e produttore esecutivo della serie, che ha raccontato come la decisione definitiva sia arrivata durante le riprese dell’ultimo episodio:

«Uno o due giorni dopo l’inizio delle riprese del finale ci è stato chiaro che dovevamo cambiare direzione.»

Nel finale originale, Carol avrebbe scelto una strada molto più ambigua e sotterranea:

«Il finale era simile, ma più sottile. Carol stringeva segretamente un patto con Manousos, gli passava un biglietto, e sembrava pronta a fare la doppiogiochista. Non c’era una presa di posizione così netta, del tipo: “No, questa relazione con gli Altri non può continuare”.»

Gilligan ha aggiunto che, nella prima versione, non c’era alcuna dichiarazione di guerra aperta:

«Senza la bomba atomica, non era uno scontro diretto. Era più un: “Continuerò a fare l’agente doppiogiochiesta”. Era tutto nascosto. E anche prima di ricevere la nota, ci chiedevamo: è davvero il modo più soddisfacente di chiudere?»

La risposta, col senno di poi, è stata no. Il finale definitivo sceglie la via della rottura esplicita: Carol arriva al limite, traccia una linea invalicabile e rifiuta definitivamente l’idea di convivenza con gli Altri.

Se il finale alternativo avrebbe mantenuto coerenza con il tono ambiguo della stagione, quello scelto ha un impatto molto più forte. Non solo chiude il cerchio narrativo, ma ridefinisce il conflitto centrale della serie, trasformandolo da tensione latente a scontro dichiarato. È una scelta che rende Carol non più solo un’anomalia all’interno del sistema, ma una vera forza antagonista.

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