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[recensione pilot] Incorporated, ovvero futuro distopico, ‘evil corporations’ e azione (di nuovo…)

19/11/2016 news di Davide Schito

Syfy presenta (per ora, senza convincere del tutto) un nuovo sci-fi drama in cui, ancora una volta, sono le multinazionali a fare la parte del cattivo

Anno 2074. Un futuro comandato da multinazionali senza scrupoli e un mondo diviso in due: da una parte i ricchi, ovvero i dirigenti, che hanno cibo e comodità tecnologiche in abbondanza, dall’altra i poveri, stipati in baraccopoli fatiscenti e malfamate, tra criminalità, droga e incontri clandestini di boxe. Non esattamente un inno all’originalità l’ambientazione di Incorporated, il nuovo sci-fi drama di Syfy (prodotto da Matt Damon e Ben Affleck), il cui pre-air è andato in onda due giorni fa, in attesa del debutto ufficiale della serie previsto per il 30 novembre.

incorporatedNonostante già il trailer suggerisca una massiccia presenza di azione, in linea con molte delle ultime produzioni Syfy, il pilot inizia in modo piuttosto lento, mostrandoci la vita da “junior executive” di Ben (Sean Teale, Reign): una vita agiata, immersa nella tecnologia, in una bella villetta e con una bella moglie (Allison Miller, Terra Nova), che guarda caso (ma sarà poi un caso?) è anche la figlia del capo di Ben, il CEO della multinazionale “Spiga” Elizabeth (Julia Ormond, Mad Men). Da qui vengono gettate le basi per quelli che, presumibilmente, saranno i plot principali di questa prima stagione composta da 13 episodi: la ricerca di una donna misteriosa, i segreti riguardo l’identità di Ben (che non è affatto l’affascinante, rampante e giovane dirigente che vuole a tutti i costi apparire), la vita nella Red Zone (dove vivono coloro che non hanno la fortuna di lavorare ad alti livelli per le multinazionali) e, di contrasto, il lavoro all’interno della Spiga, tra manager ultra competitivi, terroristi asiatici e capi della sicurezza torturatori. Insomma, non aspettatevi cliffhanger o colpi di scena da restarci a bocca aperta: è un episodio di presentazione, questo, in cui le carte vengono messe sul tavolo in modo da sapere cosa aspettarci. Che forse sia uno stratagemma per sorprenderci in seguito? Lo spero, ma non ci conterei molto. Però, mai dire mai.

Partendo con aspettative già piuttosto basse, non posso dire che il pilot di questa serie mi abbia deluso. Non ho gridato al capolavoro, ma del resto negli ultimi anni Syfy sembra essere sempre più votata all’intrattenimento vero e proprio (sempre in salsa fantascientifica) piuttosto che alle serie di ampio respiro, nonostante qualche eccezione (The Expanse, per esempio) su cui però ci sarebbe altro da dire. Insomma, i tempi di Battlestar Galactica (ma anche di Haven, sebbene di genere diverso) sembrano essere lontani, eppure per noi malati di sci-fi questo canale continua, malgrado tutto, a essere un punto di riferimento. In conclusione, il pre-air di Incorporated si innesta in quel filone già (abbondantemente) esplorato con Continuum, Killjoys e Dark Matter e per il momento non sembra in grado di proporre qualcosa di realmente innovativo, ma tutt’al più una quarantina di minuti di piacevole fantascienza senza troppe pretese di originalità e profondità.

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