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8/10 su 655 voti. Titolo originale: The Boys , uscita: 25-07-2019. Stagioni: 2.

The Boys (stagione 1): la recensione della serie Amazon che ribalta l’idea di supereroe

29/07/2019 recensione serie tv di Sabrina Crivelli

Sangue, parolacce e cinismo imperversano nello show originale che porta sul piccolo schermo in tutto il suo dissacrante splendore il fumetto di Garth Ennis e Darick Robertson

The Boys serie Amazon

I supereroi hanno un lato oscuro e problematico, è risaputo. Il loro operato non sempre è ineccepibile e, per quanto si sforzino di fare il bene, a volte i cosiddetti danni collaterale generati durante gli scontri contro il portentoso nemico di turno sono decisamente ingenti, pur senza volerlo. In Cinecomics come Batman v Superman: Dawn of Justice di Zack Snyder (le cose da sapere ) o Captain America: Civil War dei fratelli Russo (le cose da sapere), più in generale negli universi cinematici sia – rispettivamente- della DC che della Marvel ci si è più volte posti il problema di un controllo dell’operato di questi individui unici e straordinari con poteri incredibili. Indubbio è il fatto che, in qualche modo, debbano rispondere alla collettività che si ripromettono di proteggere. Come però controllarne l’azione? Una risposta diametralmente opposta, ed estremamente cinica, alla domanda è quella che ci dà The Boys, fumetto creato da Garth Ennis e Darick Robertson in 72 volumi pubblicati tra il 2008 e il 2012 (inizialmente dalla Wildstorm fino al numero 6, poi dalla Dynamite Entertainment), e da cui è stata tratta la nuova serie ora disponibile su Amazon.

La serie di 8 episodi vede come produttori esecutivi Seth Rogen ed Evan Goldberg, già dietro a Preacher, e ritroviamo lo stesso approccio irriverente e all’insegna del gore, del linguaggio assai colorito e del sesso piuttosto esplicito. La storia è ambientata a metà degli anni 2000 in una realtà non molto distante della nostra, a eccezion fatta per la presenza di numerosi uomini e donne dotati di superpoteri che -sembrerebbe – fanno valere la giustizia. In realtà si tratta solo di apparenza: i supereroi sono più simili a divi hollywoodiane o a grandi sportivi dai cachet stratosferici, dall’ego smisurato e dalla morale dubbia. Intorno a loro ruota un giro d’affari multimilionari, tra merchandising, diritti cinematografici, programmi televisivi e ingaggi nelle grandi metropoli (ciascuna ha bisogno ovviamente del proprio paladino…). I migliori e più celebri tra loro lavorano e hanno un contratto esclusivo con la Vought, una gigantesca e proficua multinazionale operativa a livello globale. In particolare, nella sede americana Madlyn Stillwell (Elizabeth Shue) in qualità di VP of Hero Management cura le star del mondo supereroistico: I Sette / The Seven (chiaramente una caustica parodia della Justice League della DC Comics).

Facendo una veloce carrellata, ci rendiamo subito conto di che tipo di supereroi disfunzionali siano i famosi e intoccabili Sette. La squadra è guidata da Homelander (Antony Starr), una sorta di Superman bipolare che riserva un volto sorridente e bonario per le telecamere, ma ne cela uno assai meno virtuoso nel privato. Poi c’è Queen Maeve (Dominique McElligott), una complessa e problematica Wonder Woman che cerca di sopravvivere in un mondo decisamente corrotto, ma che ormai si è rassegnata da tempo allo stato dei fatti. C’è l’antieroe acquatico The Deep (Chace Crawford), che fa avance del tutto inappropriate tra uno spot per un parco acquatico e una comparsata in cui pulisce qualche spiaggia dai rifiuti. C’è un velocista alla Flash, chiamato A-Train (Jessie T. Usher), che si dopa per rimanere il numero uno sulla pista da corsa. C’è Translucent (Alex Hassell), un uomo invisibile che spia i bagni delle signore. C’è Black Noir (Nathan Mitchell), membro di lunga data dei Sette, che nasconde più segreti di quanti uno possa immaginare e che rimane sullo sfondo, ma quando si palesa (non togliendosi mai la maschera) è decisamente inquietante. In ultimo, c’è il più recente membro dei Sette, Annie January, a.k.a. Starlight (Erin Moriarty ), una ragazza approdata nel jet-set supereroistico dopo aver affrontato mille provini e piena di speranze, ma che scoprirà presto che esserne parte è assai differente da quello che si aspettava…

the boys serie tvGià da un primo sguardo alla squadra di supereroi è immediato: la netta separazione tra i buoni e i cattivi viene meno, anzi, coloro che dovrebbero rappresentare un baluardo per i cittadini sono più che altro dei meri prodotti mediatici studiati, con tanto di esperti di comunicazione che ne scrivono i discorsi, ne costruiscono l’immagine a tavolino e ne elaborano una storia ad hoc. La verità è però assai diversa! I ‘veri’ buoni diventano invece un gruppo di soggetti peculiari ed emarginati, che si contrappongono a questi arroganti – e spesso pericolosi – ‘paladini della giustizia’ con mezzi sovente non convenzionali.

Non che siano anche loro agiscano solo in maniera irreprensibile, o siano esenti dall’uso di ogni mezzo per arrivare al risultato desiderato… Stiamo parlando dei The Boys del titolo, un manipolo di ‘agenti segreti della CIA’ assai meno sorridenti e fotogenici dei Sette, capitanati da Billy Butcher (Karl Urban), costantemente in cerca di vendetta contro la Vought per motivi personali. Ci sono inoltre Piccolo Hugie / Wee Hughie Campbell (Jack Quaid), un comune commesso in un negozio di elettronica a cui A-Train ha ucciso per sbaglio la fidanzata, La Femmina / The Female (Karen Fukuhara), unica donna del gruppo dal carattere decisamente aggressivo e taciturno, Latte Materno / Milk’s Milk (Laz Alonso), un assistente sociale che si fa convincere a prendere parte alla missione contro ogni buon senso e Il Francese / The Frenchman (Tomer Kapon), che ha seri problemi nel controllo della rabbia.

Come possiamo constatare dai suoi protagonisti, il tono generale di The Boys è all’insegna del disincanto, del grottesco e del paradossale. Non si tratta infatti solamente della caratterizzazione dei personaggi; dai dialoghi alle scelte ardite nella messa in scena, dalla scabrosità di parecchie sequenze agli sviluppi assai della trama,  tutto lo conferma. Non mancano sangue, torture, corpi che esplodono (più di uno ad essere precisi…), parolacce e black humor! L’indirizzo preso è palese sin dal primo episodio, quando A-Train, all’inseguimento di un qualche criminale, non si accorge della presenza sulla carreggiata di Robin (Jess Salgueiro), una donna che stava chiacchierando ignara del pericolo con il fidanzato, Hugie. Risultato? Una vera e propria esplosione di liquido rosso che inonda il volto e i vestiti del povero innamorato, che urla sconvolto e stringe ancora le mani (la videocamera ne inquadra il dettaglio), unica parte del corpo ancora rimasta intera della sua bella.

L’eroe, intanto, si ferma per una manciata di secondi, farfuglia qualcosa del tipo “scusa devo andare”, poi fa spallucce e prosegue il suo inseguimento! È una vera e propria esplosione di comicità distaccata scabrosa e macabra. Non solo, tornato a casa disperato, Hugie si ritrova a parlare con un avvocato che gli propone qualche decina di migliaia di dollari per tenere la bocca chiusa, in quanto secondo quest’ultimo è stata colpa della fidanzata, che si trovava in mezzo alla strada… Beffa ulteriore, il padre di Hugie (Simon Pegg) gli dice pure rassegnato che è meglio accettare, perché non può che perdere in una causa legale contro la Vought. È proprio questa tragedia a portare il protagonista a incontrare Billy Butcher e il suo team, che nel frattempo stanno indagando sugli affari sporchi legati ai Sette.

the boys serie amazon 2019La prospettiva è realistica, disincantata e decisamente in linea con la società dello spettacolo post-contemporanea  in cui tutti viviamo. L’immagine dei Sette stessi,  finisce per essere la revisione aggiornata 3.0 dei paladini DC ed assumere contorni ben meno ideali di quelli a cui siamo abituati (in linea con lo spirito del fumetto di Garth Ennis e Darick Robertson). In fondo, come sarebbero davvero dei supereroi sempre sotto i riflettori e al centro dell’attenzione? La riflessione al centro di The Boys è intelligente, politica, culturale e smaliziata, avvicinandosi così a quella rilettura caustica del supereroismo, già sperimentata in Watchmen (fumetto scritto da Alan Moor e illustrato da Dave Gibbons adattato poi nell’omonimo film diretto da Zack Snyder).

Calato allora in una realtà dominata dai media e dai social, dove l’informazione è oltremodo relativa e sensazionalistica, perfino il più retto difensore della giustizia tenderebbe a soccombere alle lusinghe della fama. E per raggiungere e restare sulla cresta dell’onda, queste star  – super pagate – e dotate di super forza, super velocità o invisibilità (e così via) sono disposte a tutto (ne è un esempio A-Train, quando nell’episodio 3 si prepara a una sfida di velocità che mette in discussione il suo primato…).

Nessuno dei Sette, quindi, è realmente senza macchia, sia che la propria colpa implichi il limitarsi ad accettare amari compromessi (come nel caso di Starlight, che potrebbe tranquillamente essere assimilata a una delle vittime del sessismo nel jet-set ante #MeToo), o dell’essere del tutto privo di empatia (come A-Train, che ride di gusto delle vittime delle sue letali bravate), o peggio a ‘sporcarsi le mani’ pur di mantenere un segreto e il proprio primato, fino a creare dei supercattivi in laboratorio… Ognuno reagisce alla grandezza e alla notorietà a modo suo, ma tutti in maniera altrettanto disfunzionale e disillusa. Insomma, ipocrisia, corruzione e insabbiamenti vigono assoluti in un’apoteosi della cultura dell’immagine a scapito di ogni possibile eticità. Non solo, una puntata dopo l’altra serpeggia sempre più l’idea che i superpoteri non sia un dono, qualcosa di innato, ma un carattere indotto da una multinazionale senza scrupoli in un protocollo segreto attivo in tutto il paese.

Pietra tombale su qualsivoglia idealismo legato al mondo dei supereroi, The Boys declina il genere in maniera originale e pungente, unendo comicità irriverente, scene d’azione più che apprezzabili e la giusta dose di sangue e violenza. In conclusione… da non perdere!

Di seguito – sulle note di Wannabe delle Spice Girls – trovate il full trailer internazionale non censurato e violentissimo di The Boys (che ci permette intanto di apprezzare le voci originali), tra imprecazioni, splatter e umorismo nero:

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