Vede il padre morire ma non tutto è come sembra: in questo thriller italiano i misteri si sprecano (è su Prime Video)
30/05/2026 news di Andrea Palazzolo
Ambientata negli anni '80, questa serie tv italiana disponibile su Prime Video ti lascerà incollato allo schermo fino alla fine.

Creata da Andrea Di Stefano per Prime Video nel 2022, Bang Bang Baby rappresenta la prima grande produzione partita in Italia dopo il lockdown del 2020. Un dettaglio non da poco: parte della pre-produzione, inclusi i sopralluoghi, avvenne in modalità remoto attraverso Google Maps, in piena emergenza pandemica. Una scommessa produttiva che ha dato i suoi frutti.
La protagonista è Alice Giammatteo, interpretata da Arianna Becheroni, un’adolescente timida e introversa che vive con la madre operaia in una cittadina del Nord Italia. Il suo sorriso si è spento dieci anni prima, quando suo padre venne assassinato davanti ai suoi occhi. O almeno così credeva. Perché la verità è che Santo, interpretato da Adriano Giannini, è ancora vivo. E quando Alice lo scopre, decide di cercarlo a tutti i costi, spinta dalla necessità di riempire il vuoto che la divora da un decennio.
Ma quella strada la conduce dritta nel cuore pulsante della malavita milanese. Santo non è un padre qualunque: appartiene ai Barone, potente clan della criminalità organizzata. Una famiglia dove le tradizioni calabresi si mescolano alla violenza metropolitana, dove il calore dell’affetto si intreccia a vendette, tradimenti e omicidi. A dominare questo impero c’è Nonna Lina, interpretata dalla straordinaria Dora Romano, feroce boss del clan che incarna la matriarca senza compromessi.
L’ambientazione è quella dell’Italia del 1986, un Paese allegro e sfavillante in apparenza, dove tutti sembrano felici tra colori sgargianti, pubblicità patinate e ottimismo televisivo. Ma sotto questa superficie luccicante si nasconde un mondo oscuro, regolato da codici arcani e lealtà familiari spietate. Alice si tuffa in questo universo sconosciuto, scoprendo un lato oscuro che le ribolla nelle vene.
La serie gioca magistralmente con l’immaginario pop degli anni ’80: telefilm, cartoni animati, videogiochi e pubblicità diventano il filtro attraverso cui Alice mantiene un distacco emotivo dall’orrore che la circonda. Una strategia narrativa che ricorda certe atmosfere alla Tarantino, dove la violenza si mescola alla farsa, e il dramma convive con momenti surreali.

Il cast è una delle forze della serie. Oltre a Becheroni e Giannini, troviamo Antonio Gerardi nei panni di Nereo Ferraù, Lucia Mascino come Gabriella Giammatteo e Giuseppe De Domenico nel ruolo di Rocco Cosentino. Un ensemble che tiene insieme registri differenti, passando dal dramma familiare alla tensione crime senza sbavature.
Nel panorama delle serie italiane contemporanee, Bang Bang Baby si distingue per il coraggio di ibridare generi, per la centralità di personaggi femminili complessi e per la capacità di raccontare la criminalità organizzata attraverso lo sguardo di un’adolescente. Non è solo una storia di mafia: è un racconto di formazione, un thriller familiare, un affresco generazionale che usa gli anni ’80 come specchio deformante del presente.
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