26 giugno 2017

[esclusivo] Intervista a Leo Ortolani, dalle nuove Meraviglie ad Alien, passando per I Fantastici 4 e la ISS

Una lunga chiacchierata con il papà di Rat-Man per parlare delle ultime cose viste al cinema, dell’attualità del passato e dei futuri progetti spaziali

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26 giugno 2017
Presentazione_Leo_Ortolani_Milano_1

Qualche settimana fa abbiamo incontrato Leo Ortolani alla libreria Rizzoli della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano, dove ha incontrato il pubblico per presentare la sua nuova/vecchia fatica, OH! Il libro delle Meraviglie, versione aggiornata e ampliata (244 pagg.) pubblicata recentemente dalla BAO del volume satirico ormai fuori catalogo da anni.

Abbiamo così colto l’occasione per fare una lunga chiacchierata con l’autore, parlando di cinema, serie TV, del passato che ritorna e dei futuri progetti che lo stanno tenendo chiuso in casa:

libro meraviglie ortolaniPartiamo dalle Meraviglie ‘aggiornate’. Come mai hai scelto proprio questi specifici inediti da inserire?

Si, ne ho aggiunta solo qualcuna purtroppo, più che altro per mancanza di tempo. Nello specifico, di queste che sono state inserite avevo già scritto parecchia roba nel corso degli anni, quindi quando è venuto il momento le ho ritirate fuori dalla bustona dove finiscono le mie idee e ne ho scelte quattro su cui lavorare. Nonostante il tempo che è passato devo dire che queste ‘meraviglie’ sono ancora decisamente attuali. Ce ne sarebbero moltissime altre, anche perchè crescendo cambiano il punto di vista e il modo in cui si guarda alle cose che ci circondano. E’ successo di nuovo quanto avvenne la prima volta nel ’93/94, quando aprii gli occhi subito dopo aver terminato il servizio militare, l’ultima delle cose che feci soprattutto per far piacere a mio padre. Le ‘meraviglie’ nascono così, dal guardare in modo diverso situazioni che prima erano accettate e basta. Un esempio – che non è una ‘meraviglia’: Vasco Rossi a casa mia era considerato in modo negativo, lo sballato/drogato per eccellenza, quindi anche io lo consideravo tale. Il giorno che ascoltai per la prima volta le sue canzoni lo trovai invece assolutamente magnifico! Cerco di parlare quindi in maniera divertente – anche non troppo a volte – di tutti questi luoghi comuni che circondano certi personaggi, provando a mettere le persone di fronte ai loro pregiudizi e suggerire loro che forse potrebbero sbagliarsi e che quella è solamente la loro versione della realtà, uno dei tanti punti di vista. Adesso poi sono probabilmente nate anche delle ‘meraviglie’ nuove …

Proprio questo volevo sapere. Quando hai iniziato a scriverle, non esistevano Internet, i social media ecc …

Infatti … ora parlerei degli influencer, degli YouTuber, dei troll, della ragazza che mette il post su Instagram facendosi però una foto in cui si intravede il seno (una cosa che proprio non capisco a parte ovviamente il fatto che una foto del genere è probabilmente utile per acchiappare i click). Direi che c’è materiale per un libro solo sulla Rete!

E invece, per quelle vecchie già pubblicate, hai ripensato di rimaneggiarle dopo averle rilette?

No, le ho trovate ancora molto attuali anche a distanza di 20 anni, persino quella che probabilmente potrebbe sembrare la più localizzata a livello temporale, quella del comunista.

spazio per tutti ortolaniHai pubblicato sul tuo profilo Facebook un’anticipazione del lavoro a cui ti stai dedicando in questi ultimi tempo, C’è Spazio Per Tutti. Cosa mi puoi dire di questa nuova avventura?

Posso dirti che so di cosa si tratta ora che ho finito di scriverlo. Ed è un mostro di 250 pagine che dovrò finire di disegnare entro settembre … Si tratta una cosa incredibile, un’iniziativa nata grazie all’Agenzia Spaziale Italiana, che voleva accompagnare la partenza di Paolo Nespoli per la Stazione Spaziale con qualche iniziativa particolare, anche per far interessare un po’ il pubblico più giovane. Nessuno sa bene cosa sia la Stazione e quale sia la sua funzione concreta. Il volume racconta una storia particolare, in cui Nespoli dovrà prendersi cura di Rat-Man a bordo della Stazione Internazionale. A fianco troverete tutta una serie di brevi documentari a fumetti, tipo quelli che realizzo per Comics & Science, la rivista gestita dal CNR di Roma, dove racconterò con dati reali la storia dello spazio dal 1947 a oltre il presente. Si va dalla missione su Marte alla creazione di una base lunare, nuove invenzioni riguardo motori e astronavi, nuove agenzie che si stanno imponendo all’attenzione … E noi siamo sul ciglio di qualcosa che è in fermento e sta per accadere. Nella storia viene spiegato come e perché siamo arrivati alla situazione in cui siamo ora. C’è quindi un intento documentaristico, ma la storia che vede protagonista Rat-Man ne è slegata. 

Quali sono e/o sono state le cose più difficili nel portare avanti un fumetto – Rat-Man – per 20 anni?

Trovare un equilibrio tra la vita reale e quella del fumettista. Consegnare un intero numero ogni due mesi è stata una cosa che mi avvicina più al martirio di tante altre. E che spesso ha sacrificato anche la vita di chi mi sta vicino.

ortolani L'ANZIANONegli ultimi anni, sono ‘esplosi’ altri autori umoristici – pur non ‘leggeri’ (Sio, Bevilaqua, Zerocalcare, giusto per fare qualche nome), che si sono affiancati a te, che sei riconosciuto maestro del settore da molto tempo. Pensi che il pubblico italiano sia maggiormente predisposto a questo tipo di letture rispetto ad altre più ‘drammatiche’?

No, non direi. Semplicemente, se un autore è bravo, il pubblico lo segue. Potrebbe anche scrivere opere drammatiche, non vedo la differenza. E il bello di questi ultimi anni è che stiamo vivendo una sorta di Rinascimento del Fumetto in Italia. Per me sono anni belli, da vivere, come lettore e come autore.

Mi racconti qualcosa delle tue storie scartate all’epoca per Dylan Dog?

Non c’è molto da raccontare. Ho provato a proporre alcune cose, ma non sono state considerate del tutto adatte. Non ero pronto, come autore per Dylan Dog. E in Bonelli non avevano il tempo per seguirmi e farmi crescere in quella direzione, così sono andato a fare RAT-MAN e forse è stato meglio così! 😀

Hai mai pensato di ‘stravolgere’ il tuo tratto, ormai così distintivo, per una storia?

Faccio spesso degli esperimenti, a livello grafico. Ma non stravolgo mai del tutto. E’ il tratto con cui lavoro e con cui sono stato letto per vent’anni, per quale motivo dovrei rinnegarlo? Tuttavia, non escludo che un giorno, con più calma, mi metta a imparare a disegnare.

fantastici 4 ortolaniFacciamo un passo indietro ai tuoi Fantastici Quattro. Hai mai pensato di tornare a lavorarci o giudichi ‘conclusa’ quella conclusione? Segui ancora gli eventi del mondo Marvel? Cosa pensi dell’ ‘oblio’ imposto in qualche modo a F4 e X-Men negli USA in favore ad esempio degli Inumani (solo per questione di diritti cinematografici/televisivi)?

No, è una storia chiusa. Anche se saprei come continuarla, ovviamente. Seguo ancora diverse serie della Marvel, mi è spiaciuto che i FANTASTICI QUATTRO siano stati trattati in quel modo dal mondo del cinema prima e dal mondo del fumetto, poi. Sono i primi, i più amati (da me) e quelli con il potenziale maggiore. Il problema è che nel mondo del cinema non ci sono scrittori abbastanza bravi, per portare la loro storia sul grande schermo.

Restando sul cinema, chiudiamo una sorta di cerchio, cominciato con Il Buio in Sala: mi accennavi che Alien: Covenant non ti è piaciuto, mentre Prometheus si (contro l’opinione comune). Cosa non ti ha convinto di questo film? E non ti ha convinto nemmeno Life: Non oltrepassare il limite, una sorta di plagio di Alien …

COVENANT è per i fan di ALIEN più o meno quello che STAR WARS VII è per i fan di STAR WARS, un riassuntone di cose, musiche, suoni, impostazioni, alieni, che non funziona, scadendo spesso nell’imbarazzante, senza la grandiosità e la tensione di PROMETHEUS. COVENANT è un film piccolo, cucito su idee buone, ma girato con la sinistra. Alla fine, l’alieno fa la figura del solito squalo nei film di squali dell’estate: una comparsa scontata. Su LIFE non ho molto da dire: inutile e soprattutto pieno di stupidaggini. Per sfortuna di questo film sto studiando proprio la ISS (International Space Station) e le sciocchezze tecnologiche presenti sfiorano l’assurdo. Tipo che l’alieno rientra sulla stazione passando attraverso gli ugelli dei motori che mantengono la ISS in orbita. Come a dire che un serpente può entrarti dentro l’auto, infilandosi dal tubo di scappamento. Avrebbe comunque più possibilità. Sul finale telefonato dieci minuti prima, con ultima scena da film horror anni ’80, stendiamo velo pietoso.

Mi dai qualche titolo che ti ha convinto uscito negli ultimi mesi e qualche altro che invece proprio non hai digerito?

Ti lascio dei titoli che a me sono piaciuti, cosa che che non significa niente, perché i gusti sono gusti. LA LA LAND, THE ARRIVAL, LOGAN e FAST & FURIOUS 8.

Le serie TV: hai tempo per seguirle? Meglio quelle con episodi finiti oppure molte stagioni (tipo The Walking Dead … e Fear The Walking Dead …)?

No, non ho proprio tempo, di seguirle. Seguivo TWD, ma l’ultima stagione mi ha fiaccato.

buio in sala ortolaniPolemica Cannes vs. Netflix: ritieni giusta questa ‘discriminazione’ per la piattaforma streaming? Sei abbonato?

No, non la giudico giusta, un film è un film. In ogni modo, non sono abbonato, no.

Disney/Marvel-MCU/Star Wars: reboot/remake/saghe infinite. Sei dell’idea che finchè si incassa hanno ragione loro?

Ma certamente. Se poi si sforzano, qualcosa di buono esce, dai. Se.

Cosa pensi della ‘povera’ e martoriata DC/Warner Bros.? Sono così messi male?

Devo ancora vedere Wonder Woman, ma in generale mi pare il compagno di banco che cerca di copiare le formule della Marvel, sforzandosi di azzeccare anche i passaggi, spesso senza riuscirci.

E del nuovo universo di mostri della Universal? Sei un fan dei classici e del cinema horror?

Sono sempre stato un fan dei mostri della UNIVERSAL … vediamo come ci lavoreranno su, con questo universo condiviso. A dire il vero, resto del parere che preferisco gli universi separati. Cioè preferisco andare al cinema senza essere obbligato ad avere visto tutti i film precedenti, altrimenti chiamateli con un altro nome: telefilmoni.

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