Sci-Fi & Fantasy

6,5/10 su 10 voti. Titolo originale: Ederlezi Rising, uscita: . Budget: sconosciuto. Regista: Lazar Bodroža.

Recensione dal BIFFF 36 | Ederlezi Rising di Lazar Bodroza

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Il regista serbo debutta con un lungometraggio notevole dal sapore scabramente fantascientifico, che si addentra in profondità in una cinica riflessione sulla natura dell'Intelligenza Artificiale e dell'amore

Ottimo debutto alla regia di un lungometraggio del serbo Lazar Bodroza, Ederlezi Rising esplora la questione a lungo dibattuta a più livelli dell’esistenza di una coscienza in una Intelligenza Artificiale, mettendo in scena una storia d’amore lirica e profondamente cinica allo stesso tempo.

Milutin (Sebastian Cavazza), fascinoso e solitario pilota dalla pluriennale esperienza è inviato nello spazio in missione su Alpha Centauri per la compagnia Ederlezi Corporation. L’uomo, tuttavia non sarà solo, ma un ingegnere sociale della Riformata USSR (Maruša Majer), gli rivela che al suo fianco ci sarà un androide, la bella e algida Nimami (Stoya), il cui aspetto e i cui comportamenti sono stati studiati da un’equipe di programmatori per rispecchiare al meglio i desideri e le preferenze di lui. Come previsto e auspicato dai suoi datori di lavoro, il protagonista inizia a instaurare un’intensa relazione con la donna cibernetica, prima fisica, poi assai più profonda e complessa. Al contempo Nimami, che dallo scambio emotivo e verbale con lui apprende ed evolve il proprio sistema, lentamente è trasformata dall’influenza del suo umano amante, acquisendo un’assai differente personalità. Quando poi Milutin, volendo liberarla, riesce a cancellare con uno stratagemma tutti codici comportamentali dagli ingegneri prespettati, inaspettata è l’evoluzione della sua robotica amante.

La vera natura dell’Intelligenza Artificiale, la sua presunta ‘umanità’, è indubbiamente al centro della cinematografia e della lettura di fantascienza da lungo tempo. Molti sono i registi e gli autori che indagano sulla possibilità che si sviluppi una libera volontà che superi i limiti della mera programmazione e divenga perciò affine alla vita stessa. Altrettante sono ovviamente le implicazioni morali in caso di una risposta positiva, ispirando uno dei temi più intriganti del variegato discorso sulle derive e sulle possibili evoluzioni delle tecnologie esistenti. Ad occuparsene sono stati quindi innumerevoli adattamenti da capolavori letterari, tra cui il dickiano Blade Runner (1982) di Ridley Scott, l’asimoviano A.I. – Intelligenza artificiale (A.I. Artificial Intelligence, 2001) di Steven Spielberg e gli animati Ghost in the Shell di Mamoru Oshii (meglio obliare l’orrendo live action americano diretto recentemente da Rupert Sanders). Ederlezi Rising, che similmente si rifà a un’originale cartaceo, un romanzo di Zoran Nešković, si inserisce a pieno titolo in questo composito filone, dandone una lettura estremamente affascinante e intimistica. Si tratta infatti del rapporto morboso e totalizzante tra un essere umano e un cyborg, in cui all’interrogativo se quest’ultimo possegga un’anima e provi degli spontanei sentimenti si combina il nichilista ritratto emotivo del primo.

Ederlezi Rising punta allora su dialoghi algidi e assoluti, che in pochi tocchi, essenziali e disarmanti, tratteggiano la natura stessa di questa singolare relazione. Esistenzialista, concettuale e freddo nell’affrontare ogni fase dell’innamoramento, la pellicola sci-fi sembra quasi con la sua essenzialità nei sentimenti e nelle immagini voler rendere la presunta apatia dell’interiorità dell’automa. Sfaccettate, le sue reazioni agli stimoli di lui sono determinate in parte dai comandi diretti, da una console che ne definisca le reazioni e il carattere, seducente, difficile, accondiscendente (e così via), ma il controllo lascia spazio all’illusione che vi siano frammenti di autenticità dietro a quei comportamenti programmati ex ante, si celi un vero sentimento, che pian piano potrebbe emergere. Allo stesso modo, anche Milutin, controparte umana di Nimami, ne condivide in principio la medesima incapacità di provare sentimenti. Poi, attraverso un lungo percorso, l’iniziale ferino erotismo muta lentamente in un legame assai più profondo di quello meramente carnale, che comunque è presentato in tutte le sue possibili sfumature.

Interiore ed esteriore, il vuoto emotivo si propaga infine all’esterno nell’estetica minimale che si accompagna a una narrazione estremamente dilatata e densa di palpabile angoscia esistenziale. I corridoi scabri e vuoti, le stanze dominate dalla semiombra e da luci sintetiche di neon, non solo allora traducono un sedimentato immaginario fantascientifico, ma comunica subito un disincanto di fondo. Così, quella che potrebbe essere una solipsistica love story i cui protagonisti sono isolati nello spazio, come Passengers di Morten Tyldum, acquisisce una deriva ben più desolante, esplorando l’odio, la disperazione e l’autodistruzione figli dell’amore negato o disilluso.

Conturbante fenomenologia amorosa, mantenuta tesa dai due protagonisti, la sensuale e glaciale Stoya e il tenebroso e impetuoso Sebastian Cavazza, Ederlezi Rising ammalia lo spettatore e insieme lo turba con il suo conturbante apparato visivo e diegetico.

Di seguito trovate il trailer ufficiale:

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